www.italianews.org - Comunicazione e giornalismo

Si infiamma il Medio Oriente, l'Arabia Saudita giustizia 47 condannati per terrorismo
Tra i decapitati anche un religioso sciita che scatena gli anatemi religiosi del nemico Iran: "vendetta divina"
La guerra tra Sciiti e i Sunniti e le sostanziali differenze che dividono il mondo musulmano

ROMA (Italy) - In Arabia Saudita sono state giustiziate 47 persone condannate per terrorismo. Si tratterebbe di 45 sauditi, un egiziano e un uomo del Ciad. Il ministero dell'Interno saudita, come riporta Al Arabiya, ha riferito che si tratta di uomini condannati per avere progettato e condotto attacchi terroristici, contro civili e forze della sicurezza, coinvolti in una serie di attentati sferrati dal al-Qaeda diversi anni fa.

Tra le 47 persone giustiziate c'è anche Nimr al-Nimr, noto religioso sciita saudita. A ottobre un tribunale saudita aveva confermato la condanna a morte contro al-Nimr per incitamento alla lotta settaria. 55 anni, in passato aveva chiesto più diritti per la minoranza sciita, che rappresenta circa il 15 per cento della popolazione del Paese, invitando anche alla protesta pacifica.


Nel 2015 in Arabia Saudita, secondo attivisti per la difesa dei diritti umani, è stato registrato il maggior numero di esecuzioni degli ultimi 20 anni. Tra gennaio e novembre dell'anno scorso, riporta Amnesty International, nel Paese sono state giustiziate almeno 151 persone, decisamente di più rispetto alle 90 del 2014.

Il ministero degli Esteri iraniano ha convocato l'ambasciatore saudita a Teheran per esprimere protesta formale per l'esecuzione del religioso sciita Nimr al-Nimr, insieme ad altri 46 detenuti. Lo rende noto l'emittente di Stato iraniana. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Hossein Jaber Ansari ha quindi accusato Riad di sostenere il terrorismo e di giustiziare chi si oppone ai terroristi, affermando che l'Arabia Saudita ''pagherà'' per l'esecuzione di al-Nimr. ''Il governo saudita sostiene i terroristi e gli estremisti takfiri (termine usato per indicare i sunniti radicali, ndr), mentre giustizia e sopprime le voci critiche all'interno del Paese'', ha detto Jaber Ansari citato dall'agenzia di stampa Irna.

"Vendetta divina" contro l'Arabia Saudita per l'esecuzione dell'imam sciita Nimr al-Nimr. A minacciarla è l'ayatollah Ali Khamenei, guida spirituale suprema dell'Iran, per il quale "l'ingiusto spargimento di sangue di questo martire avrà presto delle conseguenze". "Questo leader religioso - ha continuato l'ayatollah Khamenei, parlando a Teheran, davanti ad alcuni imam - non ha né incoraggiato la gente ad azioni armate né ha cospirato segretamente, l'unica cosa che ha fatto è stata una critica pubblica" nei confronti dei regnanti di Riad. L'esecuzione di al-Nimr, insieme ad altre 46 persone, "è un errore politico del governo saudita... Dio non li perdonerà, darà la caccia ai politici di questo regime", ha minacciato ancora Khamenei, citato dalla televisione di stato.

Almeno 40 persone sono state arrestate a Teheran per l'assalto di sabato sera all'ambasciata saudita. Lo ha reso noto il procuratore generale della capitale iraniana, Abbas Jafari Dolatabadi, precisando che la polizia ha arrestato i manifestanti sulla base di un mandato della magistratura per identificare i responsabili dell'attacco. Intanto, per oggi pomeriggio alle 15 ora locale, secondo quanto riferisce l'agenzia di stampa Irna, è stata convocata una manifestazione di protesta contro l'esecuzione dell'imam in Palestine Square, a Teheran.

Gli Stati Uniti sono "particolarmente preoccupati" per l'esecuzione in Arabia Saudita dell'imam sciita Nimr al-Nimr e avvertono sul rischio di un'escalation della tensione nella regione. In una nota il dipartimento di Stato americano ha sottolineato come l'esecuzione dell'Imam rischi di "esacerbare le tensioni settarie in un momento in cui è urgente allentarle".

I musulmani nel mondo sono più di 1,5 miliardi divisi tra Sunniti e Sciiti costituiscono oggi rispettivamente l’85% e il 15% del mondo islamico. Qual è la differenza di fondo che li separa? Per capire le dinamiche all’interno del modo islamico, e che stanno caratterizzando la cosiddetta ‘primavera araba’, come ad esempio la guerra fratricida in corso in Siria, occorre tenere presente la storica contrapposizione tra le due principali componenti dell’Islam, quella sunnita e sciita, una divisione che risale al tempo della morte del fondatore dell’Islam, il profeta Maometto, avvenuta nel 632 d.c.. Prima di parlare delle differenze, è bene premettere che sono tutti musulmani: credono nel Corano come definitiva rivelazione di Dio all’umanità e in Muhammad (Maometto) come suo ultimo Profeta, pregano cinque volte al giorno, digiunano nel mese di Ramadan, fanno l’elemosina, vanno in pellegrinaggio alla Mecca etc.

Ma hanno una diversa concezione dell’autorità religiosa. Per gli sciiti questa autorità, alla morte di Muhammad, si è trasmessa al cugino e genero ‘Alî e di lì alla sua famiglia. Per i sunniti invece l’autorità è rimasta nel Corano e nell’esempio del Profeta e dei suoi primi compagni (la sunna), interpretati dalla comunità e dai suoi esperti religiosi. Teologicamente gli sciiti sostengono perciò che la rivelazione coranica si compone di un senso esteriore, letterale, e di un nucleo interiore, spirituale, e che quest’ultimo è insegnato da ‘Alî e dai suoi discendenti, gli imam: se si vuole comprendere il Corano fino in fondo bisogna quindi passare dalle loro persone, perché “c’è qualcuno tra voi che combatte per l’interiorità della rivelazione come io – avrebbe detto Muhammad – combatto per la sua esteriorità. E questo qualcuno è ‘Alî”. Per i sunniti invece “la mano di Dio è con la comunità”: Muhammad resta il testimone originario della rivelazione e il credente accede direttamente al Testo Sacro attraverso l’imitazione del suo comportamento, nella catena delle generazioni. (Giorgio Esposito)


Riproduzione non consentita ©

Emirates si espande e con Panama City offrirà il volo no-stop più lungo della storia aerea: 17 ore e mezza. Il colosso aereo medio orientale aggiunge nuove destinazioni al suo già ricchissimo "global router". (Continua...)