www.italianews.org - Comunicazione e giornalismo

Doggy bag: il 33% degli italiani porta a casa gli avanzi del ristorante. Resta una cafonata per il 67%
Con la scusa del cane gli italiani riempiono il frigorifero con gli avanzi di ristoranti e pizzerie

ROMA (Italy) - Il 33% degli italiani quando esce dal ristorante si porta a casa gli avanzi. Si tratta della tendenza "doggy bag" (la borsa del cane, in inglese), da anni molto popolari in altri Paesi e che adesso, complice (apparentemente) la crisi e la consapevolezza del grande spreco alimentare, è sempre più diffusa anche in Italia. Tuttavia, solo il 10% si porta a casa gli avanzi regolarmente, mentre il 23% lo fa solo qualche volta. Ma in moltissimi bollano la cosa quale una delle più evidenti cafonate celate dietro all'esigenza di "non specare cibo".

Gli italiani non riescono ad imitare le tradizioni anglosassoni se non per trarne profitto. Questa è l'evidenza che scaturisce dall'analisi degli utenti di pizzerie e ristoranti che specialmente di sabato sera affollano i locali del "bel paese". Ne è una prova la "querelle" avanzi a casa si o no proposta dal nostro sondaggio che rivela: un terzo degli intervistati fa incetta di rimasugli di pizza, vino, acqua, dolci e in genere carne e pesce che spessissimo riempiono le dispense proprio di benestanti e facoltosi personaggi dell'italico paese. La crisi? Centra poco o nulla!!!


Riscoperta la virtuosità del fenomeno, gli italiani (uno su cinque, oggi, secondo le statistiche porta a casa ciò che resta dopo aver pasteggiato in locali pubblici) si sono dati da fare per tradurlo in tendenza, con tanto di associazioni di volontariato impegnate a coinvolgere i ristoratori nella campagna "avanzi zero": offrire agli avventori, oltre all'amaro, anche sacchetti in carta riciclabile, per facilitare raccolta e conservazione del cibo residuo. E l'esempio di Michael Phelps, che l'estate scorsa a Baltimora fu paparazzato all'uscita di un locale vip con sotto braccio un'avvenente signora ed in mano una vistosa doggy bag, è stato seguito in Trentino da un anziano signore: ospite di un albergo, al termine del pranzo ha domandato ad un cameriere una vaschetta per gli avanzi per poter soddisfare in un secondo momento l'appetito del suo cucciolo. Di fronte ad un diniego ritenuto ingiustificato, l'arzillo cliente, a dispetto dei suoi 76 anni, s'è lasciato andare a giudizi energici e va da sé - poco lusinghieri sulla qualità della struttura alberghiera, beccandosi una querela per ingiuria. Condannato in primo grado, non si è arreso. Ed ha presentato ricorso in Cassazione. Con successo: per gli ermellini il rifiuto opposto al settantaseienne dai titolari dell'hotel deve essere interpretato come una provocazione, e perciò esimente, costituendo la reazione al mancato consenso all'impiego della doggy bag "una replica all'imposizione di regole non irragionevolmente pretestuose ed ingiuste", dal momento che fa ormai parte "delle norme comunemente accettate nella civile convivenza" permettere ai clienti di ristoranti ed alberghi "di portar via dal tavolo il cibo avanzato per darlo ai propri cani".

E in merito alla accesa discussione, proprio la Regione più avanguardistica si propone quale esempio. Quarantamila eco-vaschette verranno distribuite dalla Provincia autonoma di Trento ai ristoratori per consentire ai clienti di portare a casa il cibo non consumato al ristorante. È l'inedita iniziativa, prima in Italia da parte di un'amministrazione pubblica, "per coniugare la sempre più necessaria sobrietà con la sostenibilità ambientale", ha detto nella conferenza stampa di presentazione il vice presidente della Provincia di Trento Alberto Pacher. Le vaschette sono fatte in carta proveniente da foreste certificate Fsc e totalmente compostabile.

Il progetto, chiamato Ecoristorazione Trentino, coinvolgerà ristoranti, ristohotel, pizzerie e agriturismi. Quelli che dimostreranno di attuare azioni per l'ambiente riceveranno un eco-marchio di qualità. L'azione simbolo dell'accordo sarà appunto la possibilità per il cliente di portare a casa il cibo avanzato, per ridurre il rifiuto organico e gli sprechi alimentari. Pacher ha sottolineato l'importanza di gesti concreti, di piccole grandi cose che possono incidere, una volta entrati nelle abitudini quotidiane, negli stili di vita. L'iniziativa è una prima applicazione dell'accordo volontario Ecoacquisti Trentino per la riduzione dei rifiuti all'interno del comparto distributivo firmato un anno fa tra Provincia e e commercianti della distribuzione organizzata.


Riproduzione non consentita ©