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Ucraina, la Russia risponde alle sanzioni europee con una "blacklist"
La "lista nera" riguarda 89 personalità politiche e militari cui si vieta l'ingresso nel regno dello Zar Putin

ROMA (Italy) - In risposta alle sanzioni per la crisi ucraina, Mosca ha stilato una blacklist segreta con i nomi di 89 personalità politiche e militari europee alle quale può essere vietato l'ingresso in Russia. E ora che la "lista nera" è stata condivisa con l'Unione europea, è polemica per i nomi che vi sono stati iscritti in modo "totalmente arbitrario e ingiustificato", secondo un portavoce del Commissario agli Esteri europeo, Federica Mogherini. La pattuglia più numerosa di indesiderati è polacca, con ben 17 responsabili politici.

Nella scorsa riunione della Nato a Newport il consiglio aveva risposto allo zar Putin rafforzando la propria presenza nell'Europa dell'Est attraverso la creazione di cinque nuove basi militari (Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia e Romania) ospitanti forze speciali e copertura sia aerea che navale pronte ad entrare in azione in 48 ore. Il tutto anticipando contro la Russia le nuove sanzioni in arrivo dalla Unione Europea e condivise dai partner dell'Alleanza Atlantica.


Il caso della blacklist di Putin è scoppiato dopo i recenti rifiuti d'ingresso a un deputato tedesco e ad altri tre suoi colleghi olandesi. Il primo a reagire è stato proprio il governo di Berlino, ma sabato si sono fatti sentire anche Bruxelles e varie capitali europee. Secondo il portavoce della Mogherini non c'è infatti "alcuna informazione sulla sua base legale, su criteri e processo della decisione", tanto che dopo i rifiuti d'ingresso degli ultimi mesi la Ue e gli Stati membri coinvolti "hanno ripetutamente richiesto trasparenza sul contenuto di questa lista", che ora "è stata condivisa dalle autorità russe" con le ambasciate europee interessate.

Nella blacklist figurano, tra gli altri, anche l'ex premier belga Guy Verhofstadt, già leader dei liberaldemocratici all'Europarlamento, e per la Germania il vicecapogruppo della Cdu al Bundestag Michael Fuchs, l'europarlamentare dei Verdi Daniel Cohn-Bendit, il capogruppo europeo dei Verdi Rebecca Harms, il politico della Cdu esperto di affari esteri Karl-Georg Wellmann, Bernd Posselt della Csu, il sottosegretario di Stato per la Difesa Katrin Suder e Karl Muellner, ispettore dell'Aeronautica Militare. La pattuglia più numerosa di indesiderati è polacca, con ben 17 responsabili politici.

La diplomazia russa, da parte sua, sostiene che Mosca non è tenuta a pubblicare la sua lista nera. "Niente ci obbliga a renderla pubblica, né la legge russa né gli impegni internazionali", ha dichiarato l'ambasciatore russo presso la Ue, Vladimir Cizhov, secondo il quale "la pubblicazione di questa lista da parte nostra non porterebbe che ad una escalation delle tensioni nella crisi ucraina", ha aggiunto. Il vice ministro russo Alexiei Meshkov ha tuttavia osservato che la Russia potrebbe riflettere sull'eventuale pubblicazione della lista di persone non grate. Ma alcune delle persone bandite si sono già dette fiere di appartenere a un "club onorato", come ha dichiarato l'ex ministro degli Esteri ceco Karel Schwarenberg, seguito a ruota da un connazionale, l'eurodeputato Jaromir Stetina, e da Anna Maria Corazza Bildt, anch'essa eurodeputato.


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Summit Nato in Galles, la coalizione rafforza l'est con 5 nuove basi contro l'aggressione russa
Unione Europea: nuove sanzioni contro Mosca. Mandato dei 28 paesi per eliminare l'Isis in Iraq

ROMA (Italy) - A chiusura del summit Nato di Newport, ieri la delegazione americana ha tentato di coinvolgere gli alleati atlantici nella coalizione. Un gruppo di dieci partner: Gran Bretagna, Francia, Germania, Canada, Australia, Turchia, Italia, Polonia, Danimarca, insieme agli Usa dovrebbe costituire il nucleo di una missione internazionale di intervento in Iraq, da legittimare a New York tra dieci giorni in occasione dei lavori di apertura dell'Assemblea Generale dell'Onu.

Intanto la Nato risponde anche allo zar Putin e rafforza la propria presenza nell'Europa dell'Est attraverso la creazione di cinque nuove basi militari ospitanti forze speciali e copertura sia aerea che navale pronte ad entrare in azione in 48 ore. Contro la Russia pronte le nuove sanzioni.


La frontiera orientale blindata con una "presenza permanente" della Nato nell'Europa dell'Est per rispondere all'aggressione di Putin in Ucraina, ma senza stracciare il Trattato con la Russia, che però reagisce a muso duro parlando di decisione che mette "la pace a rischio". Una coalizione guidata dagli Usa e di cui, annuncia Matteo Renzi, farà parte anche l'Italia oltre a Gran Bretagna, Francia e gli altri che si aggiungeranno per combattere l'orrore della jihad. Obiettivo, dice il presidente Obama, "distruggere" l'Isis in Iraq e Siria ma senza "scarponi sul terreno" né occidentali nè della Nato e con il coinvolgimento dei grandi attori regionali a cominciare dalla Turchia.

E poi la decisione di costruire una nuova Alleanza Atlantica, "più pronta, flessibile e forte" per rispondere alle minacce di un mondo improvvisamente cambiato dopo i "25 anni di bel tempo" seguiti alla caduta del Muro. Ma anche lo storico impegno ad invertire la tendenza del taglio delle spese alla difesa e riportarle - entro dieci anni - al livello del 2% del pil (di cui il 20% in armamenti 'maggiori', grande spinta all'industria bellica) in tutti i 28 paesi alleati, che per gli europei significa mediamente raddoppiarle. Sono questi i risultati del vertice della Nato a Celtic Manor, che chiude il mandato del segretario generale Anders Fogh Rasmussen dopo "uno degli anni più difficili nella storia dell'Alleanza".

Alla Russia che spaventa i baltici, la Nato risponde con l'approvazione del nuova Rap (Readiness Action Plan), che tra l'altro include anche la difesa nelle 'cyberguerre' tra i compiti istituzionali dell'Alleanza, e parte anche l'istituzione della 'spearhead', che avrà cinque nuove basi (in Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia e Romania) con, aviazione, mezzi navali, depositi e arsenali già predisposti, in cui a rotazione sarà presente una brigata di forze speciali.

La rassicurazione agli alleati dell'est la garantisce Barack Obama: "Difenderemo ogni alleato in Europa. Questo e' un obbligo vincolante, non negoziabile. Un attacco a un Paese Nato è un attacco a tutti i Paesi Nato" Ma il rischio più immediato sembra quello dell'Isis. Cameron annuncia che i 28 sono "unanimi nella condanna degli atti barbarici" degli uomini in nero. Il premier britannico e Obama sfidano gli jihadisti. Cameron sottolinea che la lotta dovrà essere "guidata dagli iracheni" e che Assad non può essere parte della soluzione perché "è parte del problema". Ad agire sarà una coalizione, non la Nato in quanto tale. Il segretario uscente, Anders Fogh Ramussen, ribadisce che se Baghdad lo chiederà l'Alleanza potrà dare assistenza ma limitata alla "defence capacity building", ovvero l'addestranenbto e la consulenza, e specifica che nel vertice "non si è discusso" di un intervento militare diretto. Niente ritorno in Iraq, insomma. In compenso, nell'ambito del nuovo ruolo che l'Alleanza avrà in futuro, i leader hanno deciso che tra i paesi Nato ci sarà più scambio di informazioni per combattere i 'foreign fighters'.

La NATO, ovvero l'Organizzazione del Patto dell'Atlantico del Nord è un organismo internazionale creato essenzialmente per difendere le nazioni occidentali contro la minaccia rappresentata dall'ex unione sovietica. L'organizzazione nasce il 4 aprile 1949 a Washington per definire come collaborare, tra paesi diversi, e come intervenire in difesa di uno dei partecipanti, in caso di attacchi esterni. All'inizio il patto era solo tra dieci paesi dell'Europa (Belgio, Danimarca, Francia, Gran Bretagna, Islanda, Italia, Lussemburgo, Norvegia, Olanda Portogallo) e due paesi americani (Canada e USA). Poi si sono aggiunti altri paesi e, mentre fino a poco tempo fa erano in totale diciannove, oggi, grazie all'ingresso della Russia, sono diventati venti. Questo organismo è nato, dopo la Seconda Guerra Mondiale, soprattutto perché gli Stati Uniti temevano attacchi dal grande nemico che era ancora la Russia. Oggi i rapporti tra Stati Uniti e Russia sono molto migliorati e il ruolo della Nato è, in generale, quello di difendere sicurezza e libertà in tutti i paesi che ne fanno parte.

Nello specifico, i Paesi membri di questa importante coalizione sono: Albania, Belgio, Bulgaria, Canada, Croatia, Czech Rep, Danimarca, Estonia, Francia, Germania, Grecia, Hungary, Islanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Romania, Slovenia, Slovacchia, Spagna, Stati Uniti, Turchia. I rappresentanti si incontrano a Bruxelles, in Belgio, località in cui ogni paese manda un suo rappresentante e dove si incontrano, in occasioni speciali, i capi di Stato dei singoli paesi. Il portavoce della NATO, cioè la persona che comunica a nome di tutti, le decisioni prese dalla NATO, è il Segretario Generale, scelto da tutti i paesi. L'art. 5 del trattato dice esplicitamente che in caso di attacco armato ad uno o più paesi dell'Alleanza Atlantica, tutti i paesi si impegnano, anche con le armi, a difendere il paese o i paesi attaccati a salvaguardia della sicurezza dell'Alleanza stessa. Il 29 marzo 2004 entrano a far parte della NATO Bulgaria, Estonia, Lettonia, Lituania, Romania, Slovacchia e Slovenia. È il quinto e più grande allargamento nella storia dell'alleanza. Nel marzo del 2009 la Francia ha annunciato, dopo 43 anni di assenza, di voler rientrare nel Comando Militare Integrato dell'Alleanza. Nel mese di aprile del 2009 anche Albania e Croazia hanno completato il processo di adesione: è il sesto allargamento nei sessant'anni di storia dell'Alleanza Atlantica.


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