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Elezioni in Grecia, gli ellenici concedono il secondo mandato a Tsipras
Syriza ottiene la maggioranza per governare insieme a Kammenos

ROMA (Italy) - Syriza, il partito di Alexis Tispras, ha vinto le elezioni politiche in Grecia e si prepara a governare nuovamente al fianco del partito nazionalista "Greci Indipendenti". Secondo le prime proiezioni, basate su dati reali, Syriza ottiene il 35,5% dei voti e 145 seggi, mentre gli ex alleati di governo nazionalisti "Greci Indipendenti" avrebbero il 3,7% e quindi 10 seggi.

Se Syriza si conferma il primo partito greco, i filonazisti di Alba dorata si attestano come terza forza politica del Paese mentre Unità popolare, fondata dai dissidenti del partito di Alexis Tsipras, potrebbe non raggiungere la soglia del 3% necessaria a entrare in parlamento. Syriza avrebbe ottenuto il 35.5%; Nuova Democrazia il 28%; il partito di estrema destra Alba Dorata il 7,1%; i socialisti del Pasok il 6.4%; Kke 5.5%; To Potami (centrosinistra) il 4%; i Greci Indipendenti 3.7%; Unione centristi il 3.4%.


Secondo le percentuali al partito del premier uscente Alexis Tsipras vanno 145 seggi; a Nea Dimokratia 75 seggi; 19 ad Alba dorata; 17 al Pasok; 15 al Kke; 10 a Potami; 10 ai Greci Indipendenti, 9 all'Unione centristi."Ci aspetta una strada di duro lavoro e lotta", ha cinguettato su twitter non appena sono passati i primi dati che certificavano la sua vittoria. "Incontrerò Tsipras, inizieremo la nostra nuova prova e formeremo il nuovo governo", ha detto il leader dei Greci indipendenti Panos Kammenos. Fonti vicine a Syriza hanno confermato l'incontro e riferito di un contatto telefonico tra Tsipras e Kammenos dopo i risultati.

L'ex ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis, non correrà alle prossime elezioni insieme ad Alexis Tsipras. Lo ha affermato lo stesso Varoufakis in una intervista alla tv 'France2', senza però specificare se e per chi si impegnerà in campagna elettorale. Dopo l'annuncio di Tsipras di andare ad elezioni anticipate, il parito del premier Syriza si è spaccato."Non posso accompare Tsipras in questo cammino - ha detto Varoufakis - perché Tsipras ha provocato la rottura di Syriza, che, dopo la scissione, è ormai storia". In un'altra intervista a 'Le Monde', Varoufakis ha detto che la Grecia "era solo una battaglia in una guerra molto più ampia". In gioco - secondo Varoufakis - c'è la lotta tra Germania e Francia per il controllo dell'Unione monetaria.

Un dato certo è il crollo dei votanti. Secondo quanto indicano i primi dati ufficiali dello scrutinio diffusi dal ministero dell'Interno greco, l'affluenza al voto alle elezioni è stata del 51,75%, la più bassa dal 1946, quando andò a votare circa il 53% dei greci. Secondo il quotidiano Kathimerini, il 45,2% dei greci non sarebbe andato alle urne. L'astensione è stata più alta rispetto al 36,4% delle elezioni di gennaio.

Sconfitta invece per i conservatori di Nuova Democrazia. Il leader Vangelis Meimarakis, si è congratulato con Alexis Tsipras per la vittoria alle elezioni politiche. "Congratulazioni a Tsipras - ha detto il presidente di Nea Dimokratia - Ora può fare il governo che crede”. "Syriza formerà un governo in tre giorni. "Una cosa è certa: è stato sconfitto chi pensava che il governo della sinistra fosse una parentesi. In pochi giorni ci sarà un governo guidato da Alexis Tsipras", ha detto Giorgos Tsipras, cugino di Alexis, esponente di Syriza, economista e direttore degli affari economici internazionali presso il ministero degli Esteri ellenico. "Sembra una chiara vittoria di Syriza - ha detto ancora -. Dopo sette mesi molto difficili, con l'asfissia finanziaria del controllo dei capitali. Ma credo che in tempi molto brevi ci sarà un nuovo governo Tsipras".


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Referendum Grecia: vince il No con oltre il 61%. Festa ad Atene
Tsipras: il popolo ellenico ha scelto l'Europa libera e democratica

ROMA (Italy) - Il "No" alle proposte dei creditori ad Atene ha ottenuto la maggioranza dei voti al referendum greco. A spoglio ancora in corso, ha votato a favore della linea del premier Alexis Tsipras oltre il 60% degli aventi diritto. Secondo una prima proiezione, i "No" potrebbero anche andare oltre il 61% dei voti.

Fonti interne a Syriza - il partito del premier Alexis Tsipras - sostengono che emissari del governo greco, tra cui il capo negoziatore Nikos Pappas, l'alleato politico più vicino al premier hanno già "preparato i bagagli e sono pronti a tornare a Bruxelles" per rilanciare il negoziato . Ad Atene, migliaia di persone scendono in piazza per festeggiare il risultato della consultazione. Il governo greco, attraverso il suo portavoce, Gabriel Sakellaridis, ha già fatto sapere di voler riprendere i negoziati con i creditori.


Si sono aperti alle 7 ora locale in Grecia (le 6 in Italia) e si sono chiusi alle 19 i seggi dove i cittadini sono stati chiamati ad esprimere il loro parere nel cruciale referendum indetto dal premier Alexis Tsipras sulle proposte dei creditori di Atene in cambio di ulteriori finanziamenti per il salvataggio del Paese. La Merkel attacca il premier ellenico: "Sta portando il suo Paese a sbattere contro un muro".Lunghe code ai seggi - In tantissimi hanno deciso di partecipare alla consultazione referendaria. Gli aventi diritto al voto sono circa 9,8 milioni, di cui 108.371 votano per la prima volta, e i seggi quasi 19mila. Il governo greco, attraverso il suo portavoce, Gabriel Sakellaridis, ha già fatto sapere di voler riprendere i negoziati con i creditori internazionali immediatamente, in modo da siglare un accordo che consenta al Paese di superare l'attuale crisi. "I negoziati che cominceranno devono essere conclusi molto presto, anche nel giro di 48 ore", ha detto Sakellaridis alla tv greca. "Faremo tutto il possibile per arrivare a un accordo rapidamente", ha aggiunto.

Tsipras: oggi vince la democrazia- "Oggi è un giorno di festa, perché la democrazia è una festa", ha detto Alexis Tsipras dopo aver votato, "perché si può ignorare la decisione di un governo, ma non la decisione di un popolo". "Da domani apriamo la strada per tutti i popoli d'Europa. Oggi la democrazia batte la paura", ha aggiunto uscendo dal seggio, dove ha scherzato con gli scrutatori perché non riusciva a piegare la scheda.Varoufakis: "Oggi la gente risponde all'ultimatum" - Yanis Varoufakis ha votato a Faliro, sulla costa ateniese, accolto da una grande folla. "E' una celebrazione della democrazia - ha dichiarato -. Gli enormi fallimenti dell'Eurogruppo hanno portato a un ultimatum al quale la gente non ha potuto rispondere. Oggi può dare la sua risposta".

La politica di Alexis Tsirpas è "dura e ideologica", e il premier greco "lascia andare il paese ad occhi aperti contro un muro". Lo ha detto la cancelliera tedesca Angela Merkel, sfogandosi nei giorni scorsi con alcuni colleghi di partito, secondo quanto scrive Spiegel on line. Il settimanale sottolinea che "più fonti" hanno confermato la dura frase. Greci in fila fin dalle prime ore della giornata, con i promotori dell'"Oxi" e del "Nai", del no e del sì, che continuano a distribuire materiale anche davanti ai seggi per convincere gli indecisi: secondo i sondaggisti, saranno loro a risultare determinanti per la vittoria.


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Allarme turismo in Grecia: isole senza viveri e medicinali
Il referendum di domenica spaventa i viaggiatori, fioccano le disdette. Calo delle prenotazioni del 40%

ROMA (Italy) - Continua a peggiorare la situazione in Grecia per il settore del turismo. La tensione resta alta in Grecia in vista del referendum di domenica indetto dal Governo che chiamerà al voto i cittadini greci per decidere il futuro di Atene. Intanto il settore del turismo mostra segnali di peggioramento.

Secondo quanto riportato dalla Greek Tourism Confederation (SETE), l'associazione delle aziende turistiche greche, le prenotazioni di hotel in Grecia hanno accusato una forte contrazione anche se sottolinea non si sono registrate cancellazioni di massa, finora. Un altro allarme arriva dalle isole dove cominciano a scarseggiare farmaci, cibo e acqua. Secondo la Camera di Commercio delle Cicladi, ciò è dovuto al fatto che le imprese locali non possono pagare i loro fornitori esteri a causa del controllo dei capitali imposto dal governo greco.


Primi problemi di rifornimento nelle isole greche a causa delle restrizioni ai capitali imposte dal governo greco in attesa del referendum di domenica. E' l'allarme lanciato dalla Camera di Commercio delle Cicladi, una delle principali mete turistiche greche, che denuncia come nelle isole comincino già a scarseggiare prodotti alimentari, in particolare carne, e medicinali, perché i rivenditori locali non possono pagare i fornitori stranieri. L'associazione dei commercianti delle Cicladi chiede aiuto al governo, perché la mancanza di merci avrebbe effetti catastrofici sul turismo che resta l'unica fonte di attivo nel disastrato bilancio ellenico. Come riferisce l'edizione online di Kathimerini, diverse isole dell'arcipelago delle Cicladi, dove un gran numero di turisti stranieri si trova attualmente in vacanza, sono già alle prese con problemi di approvvigionamento, soprattutto per certe categorie di generi alimentari, come la carne, come pure per le medicine.

Alla base del problema per le imprese locali, afferma la Camera di Commercio delle Cicladi, c'è il controllo dei capitali imposto dal governo. Le aziende infatti non possono pagare i loro fornitori esteri. Non solo gli albergatori sulle isole ma anche quelli nel resto della Grecia sono molto preoccupati per il rischio di trovarsi senza forniture di cibi e bevande e temono che, se il problema non verrà risolto al pià presto, saranno costretti a chiudere le loro attività.Una tale evenienza significherebbe che solo un anno dopo l'eccezionale stagione del 2014, il settore turistico greco subirebbe un'ondata di licenziamenti e fallimenti di imprese tale da segnare uno dei peggiori record nella storia del Paese. Da parte sua, l'Associazione delle agenzie turistiche elleniche (Sete) ha confermato che negli ultimi giorni il calo delle prenotazioni ha raggiunto il 30-40%. Ciò significa che almeno 240mila prenotazioni attese negli ultimi cinque giorni non si sono concretizzate.

Il vice ministro per il Turismo, Elena Kountoura, ha assicurato che da lunedì, cioè da quando sono entrate in vigore le restrizioni, si sono fatti tutti gli sforzi per dare priorità ai pagamenti di alberghi e ristoranti proprio per evitare questi problemi. Anche l'Associzione del turismo ellenico (Sete) esprime la sua preoccupazione per il rischio che questa situazione vada a danneggiare in modo irreparabile uno dei pochi settori ancora in vita dell'economia greca.

Visualizza lo speciale Viaggi e Turismo: Grecia, La culla della civiltà tra archeologia e immensi tesori naturalistici


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L'EuroGrecia allo sbando: domenica il referendum per restare in Europa
Atene, la crisi sociale attanaglia la popolazione. Il rischio fallimento del paese è reale

ROMA (Italy) - Default? Questa domanda è la spada di Damocle che da tempo pende sulla testa e affligge il governo Greco. Dopo la durezza dimostrata della FMI e il no dell'Eurogruppo, che ha negato la proroga degli aiuti chiesto dal leader Tripas, ora il governo annuncia un referendum per il 5 luglio sulle misure di austerity. Nelle strade di Atene intento si respira incertezza e paura, si riaffaccia lo spettro temuto della corsa agli sportelli. Forti turbolenze sui mercati, corsa ai Bancomat, Grexit e reintroduzione della Dracma. Sono tanti i possibili scenari

Difficile al momento dire con certezza se l'effetto domino che si creerà con il default porterà sicuramente all'uscita dall'euro della Grecia. Non si esclude addirittura che per finanziarsi, il governo di Tsipras possa decidere di introdurre una moneta parallela, magari reintroducendo proprio la dracma.


Una possibile rottura fra i partner greci e i creditori europei, forse era facile da immaginare per molti o per gli Euroscettici era uno scenario perfino da auspicare, in questo continuo braccio di ferro a cui da più di un anno abitualmente assistiamo fra la governance di Alexis Tsipras e l'Eurogruppo. Forse meno plausibile sarebbe stato inquadrare il flusso e lo stendersi degli eventi degli ultimi giorni e delle ultime ore, infatti tra venerdì e sabato i leader greci hanno definitivamente rotto i rapporti (oramai inaspriti e logorati) e le trattative con l'UE. Il premier ellenico ha annunciato un referendum per il 15 luglio sulle misure di austerità - in particolar modo sulle tasse e le pensioni - domandate dai creditori in cambio dell'ultima trance di aiuti, che da 7,2 miliardi si sono trasformati in 15,3 modificando la destinazione dei fondi già in precedenza attivi.

Che succede ora? Il totale del debito greco per gli aiuti ammonta alla vertiginosa somma di 200 miliardi nei confronti dell'Eurozona, suddivisi in: 26 verso la BCE, 32 verso il FMI, il 55 verso investitori privati e la restante parte, 9 nei confronti della banca centrale greca. I soldi che il governo Tsipras deve al FMI scadono martedì 30 giugno, e se non viene pagata tale insolvenza si rischia il fantomatico “Default”. Inoltre questa non è l'unica scadenza nel breve periodo che preoccupa Atene, infatti tra luglio e agosto, l'esecutivo greco dovrà rimborsare i 6,7 miliardi di euro di bound pubblici alla BCE. In una recente intervista il presidente della BCE, Mario Draghi aveva affermato che se la Grecia dovesse uscire dall'euro si entrerebbe in un territorio inesplorato e si andrebbe incontro a conseguenze imprevedibili. Anche l'economista premio nobel nel 2013, Robert Shiller, guarda la possibile e definitiva bancarotta dei greci come un “armageddon” dallo spessore gigantesco e distruttivo sul mercato dell'eurozona, che non avrebbe precedenti nella storia. Per tutti queste motivazione, per il delicato ruolo e centrale che gioca Atene nello scacchiere economico internazionale, è facilmente prevedibile che L'FMI non è intenzionato a provocare nell'immediato il Default per mancato rimborso in un mercato cosi precario e impreparato, ma metterà il leader della sinistra radicale alle strette e in “arretrato con i pagamenti”.

La scelta nelle mani dei greci. Ora il popolo greco dovrà scegliere fra l'incudine e il martello; l'incertezza che si respira nell'aria, nelle piazze di Atene si è fatta cosi pesante da scatenare una corsa selvaggia agli sportelli, ieri in un solo giorno si sono registrati 800 mila prelievi. Il Governo ellenico si dichiara stanco di vivere sotto continuo ricatto e sotto pressione dai termine dell'Ue, si schiera contro Bruxelles, prevede anni di sacrifici e invoca il referendum popolare. Per il momento i pugni sono tesi da ambo le parti, ma a nessuno conviene l'uscita dall'euro della Grecia e anche se al momento nessuno vuole fare dietrofront e un cambio di marcia, la questione “Grecia” promette di evolversi e mutare gli scenari Europei, ancora. (Chiara Chiricò)


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