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Nuovo naufragio nell’Egeo: il destino di Schengen nelle mani della Grecia
Ad Amsterdam i 28 discutono sulle sorti dell’Europa, Tsipras ha tre mesi di tempo

ROMA (Italy) - Il Mar Egeo torna a mietere vittime. La guardia costiera ha riferito di aver recuperato a seguito di un nuovo naufragio i cadaveri di sette migranti, due dei quali bambini. Il ritrovamento è avvenuto al largo della costa settentrionale dell’isola di Kos, dove si trovavano per raggiungere la Grecia dalla Turchia ma non è ancora chiaro quante persone fossero a bordo della barca quando è avvenuto il capovolgimento. Più a nord, a largo di Lesbo e Chio i soccorritori hanno salvato 164 persone. A lanciare l’allarme sarebbe stato un sopravvissuto che ha avvertito le autorità. È solo di pochi giorni fa la notizia di altri 44 morti nelle stesse acque. Sono già più di 700 i cadaveri che il Mar Egeo ha accolto nella rotta dalla Turchia alla Grecia e, solo dall’inizio dell’anno- secondo le stime dell’Oim- le vittime sarebbero più di cento.


E proprio dalla Grecia e da quella tratta “segnata” che dipendono le sorti dell’Unione Europea. Negli scorsi giorni, infatti, si è tenuto ad Amsterdam un vertice tra i ventotto paesi membri per trovare una soluzione a questo continuo flusso di migranti e di morte. Tsipras avrebbe tre mesi- e un sostegno economico- per riprendere il controllo delle frontiere e registrare coloro che arrivano sulle sue coste. In caso contrario i confini ellenici saranno sigillati dall’esterno intrappolando i rifugiati all’interno con il rischio di creare una vera e propria crisi umanitaria e andando a minare i principi fondamentali del trattato di Schengen.

Ma il trattato è parte fondante dell’Europa e sospenderlo- anche se temporaneamente- potrebbe essere molto rischioso. Ed infatti, a sminuire l’ipotesi di far uscire la Grecia da Schengen è lo spagnolo Fernandez-Diaz che ha affermato che non c’è volontà di isolare la nazione. “E anche se ci fosse sarebbe inapplicabile”.

Lo stesso ministro dell’Interno italiano, Angelino Alfano, ha affermato che la linea principale che le istituzioni Ue seguiranno sarà quella di tenere unita l’Europa. “Siamo dell’idea che debba restare ad assetto stabile e non ci possano essere pezzetti dentro e pezzetti fuori perché sarebbe l’inizio di uno sgretolamento. Bisogna rafforzare i controlli alla frontiera esterna così da garantire il diritto alla circolazione all’interno, che non sarà libera ma anche sicura”.

Il destino dell’Europa viaggia sul filo del rasoio. Danimarca, Francia, Germania, Austria, Norvegia e Svezia hanno già introdotto i controlli alle frontiere e, come se non bastasse, il segretario di stato olandese Klaas Dijkhoff ha annunciato che “gli Stati hanno chiesto alla commissione di preparare il quadro pratico e giuridico per l’attivazione dell’articolo 26 del codice Schengen” che prevede la concessione di per l’estensione dei controlli alle frontiere (a maggio scadrebbero quelli di Germania ed Austria).

Se, infatti, come ha annunciato Alfano “alla fine di questa giornata di lavoro Schengen per ora è salva” una spada di Damocle pende sulle sorti dell’Unione. “Abbiamo poche settimane prima che si dissolva tra gli egoismi nazionali. A tutti quelli che credono che per l’Italia la soluzione sia chiudere Schengen al di là dei principi generali dico: ma si rendono conto o no che non possiamo mettere il filo spinato nel mar Mediterraneo e nemmeno nell’Adriatico e il danno economico sarebbe enorme?” (AdnKronos & Redazione)


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L'esodo biblico da Medio Oriente e Africa rischia di sommergere economia e popoli europei
La minaccia terroristica di inviare un milione di profughi nel vecchio continente è oramai una realtà
Sul fronte italiano si combatte la guerra dei campanili che il Governo Renzi ha fatto scoppiare


ROMA (Italy) - Nel 2015 piu' di 300mila migranti hanno tentato di attraversare il mar Mediterraneo per recarsi in Europa. L'esodo ha causato finora 2.500 morti. Quasi 200mila persone sono sbarcate in Grecia. Altri 110mila migranti sono giunti in Italia. Nel 2014 i migranti che tentarono di attraversare il Mediteraneo furono 219mila. Le notizie sono rese note da Melissa Fleming, portavoce dell'agenzia Onu per i rifugiati.

L'Europa alle prese con una migrazione storica senza precedenti. Un milione di rifugiati "promessi" al Vecchio continente dalle milizie terroristiche del Califfato, una sorta di invasione sullo stile cavallette dell'antico Egitto. Tra questi, tutti i popoli dell'Africa Nera, del Medio Oriente, dell'Asia, senza dimenticare i disperati insulari dell'Oceano Atlantico e Indiano. Dalle coste siciliane a Kos, dalla Macedonia all'Ungheria e a Calais, si accendono tensioni che alla lunga potrebbero rimettere in discussione non solo gli accordi di Schengen ma la policy d'accoglienza dell'intera UE.


Oltre 290 mila migranti arrivati in Europa attraverso il Mediterraneo. È l'allarme lanciato dall'Unhcr, l'agenzia delle Nazioni unite per i rifugiati. Aumenta il numero del flusso dei migranti della rotta balcanica Grecia- Macedonia- Serbia- Ungheria e l'emergenza travolge la Serbia. Dopo l'apertura del confine greco-macedone l'Onu prevede che attraverseranno la frontiera 3mila persone al giorno per raggiungere poi in treno o nei pullman la Serbia. Molti provengono da Paesi colpiti dalla violenza come la Siria. Secondo il ministro del lavoro e affari sociali serbo Aleksandar Vulin sono 100mila i migranti passati in Serbia negli ultimi giorni. Nella capitale la situazione igienico-sanitaria comincia a farsi precaria e all'assistenza di volontari della Croce Rossa e dell'Unhcr si aggiunge la solidarietà di tanti privati cittadini, che offrono ai profughi cibo, acqua e altri generi di prima necessità. Sono tantissimi i profughi che hanno raggiunto la tanto discussa frontiera, dove la barriera di filo spinato è quasi completata. I migranti stanno marciando sulla rotta dei binari della ferrovia Subotica (Serbia)- Szeged (Ungheria sud), o semplicemente alzano con mezzi di fortuna il filo spinato per passare. Il premier ungherese Viktor Orban ha convocato il consiglio di sicurezza per decidere nuove misure. Il consiglio di sicurezza nazionale riunito dal presidente Orban, ha deciso di inviare un nuovo corpo speciale, formato da oltre 2 mila uomini, per pattugliare il confine ungherese, bloccando i profughi. Il capo della polizia Karoly Papp ha assicurato ai giornalisti che "non avranno l'ordine di sparare", mentre il portavoce del governo Zoltan Kovacs ha detto che si sta valutando l'uso dell'esercito. Le autorità bulgare hanno inviato rinforzi, decine di soldati e alcuni blindati, ai quattro posti di frontiere con la Macedonia, avvisando che il "loro numero può aumentare se la situazione si aggrava".

È a rischio uno dei pilastri fondamentali dell'Unione europea: la libertà di circolazione delle persone. Dalle coste siciliane a Kos, dalla Macedonia all'Ungheria e a Calais, vediamo accendersi tensioni che alla lunga potrebbero rimettere in discussione Schengen. Il bollettino degli ingressi, degli incidenti e dei morti via terra rispecchia quello via mare. Mentre Bruxelles scopre che l'Europa non riesce a difendere le frontiere a Est, a largo della Libia sono affondate altre due imbarcazioni causando la morte di almeno duecento disperati. Circa 200 cadaveri di migranti sono stati individuati dalla Guardia costiera libica davanti alle coste di Zuwara, teatro ieri di un doppio naufragio. Lo riferisce il Guardian. I corpi di 40 persone sono stati trovati all'interno della stiva di un barcone che si è arenato su una spiaggia, mentre circa 160 galleggiavano in mare a circa 1 km dalla costa. La Guardia costiera è riuscita a recuperare alcuni cadaveri ma altri sono stati lasciati in mare. I corpi sarebbero di migranti provenienti dall'Africa sub-sahariana, dal Pakistan, dalla Siria, dal Marocco e dal Bangladesh.

Cinquantanove uomini, 8 donne, 4 bambini: è questo il bilancio della strage in Austria, dove venerdì 71 cadaveri sono stati trovati a bordo di un Tir abbandonato lungo l’autostrada A4, vicino al confine con la Slovacchia e l’Ungheria. La polizia ungherese ha annunciato i primi tre arresti: tre cittadini bulgari e un afgano. Gli arrestati sarebbero il proprietario del camion e due complici, probabilmente i conducenti.

Sul fronte italiano si combatte la guerra dei campanili che il Governo Renzi ha fatto scoppiare. Regioni contro Stato e Stato contro tutti. In prima linea i sindaci e i cittadini mobilitati contro l'arrivo a sorpresa e incontrollato di migranti che in troppa fretta vengono sfollati dagli illusori centri di accoglienza. Una politica, quella italiana, che come lo struzzo ha da sempre messo la testa sotto terra per non vedere e sentire sia le ragioni dei residenti targati Italia sia delle centinaia di migliaia di disperati che approdano sulle coste del belpaese. Prodotto totale: migliaia di picchetti, armati di tanta buona volontà nel difendere territori che prima erano isole felici per turisti e villeggianti. Quartieri cittadini che da Nord a Sud della penisola rischiano di divenire "ghetti" permanenti per quello che oramai tutti definiscono un esodo biblico di disperati e di rifugiati ma, forse, anche di "aspiranti criminali e terroristi" inviati espressamente sull'italico suolo dal neonascente Stato dell'ISIS. (Giorgio Esposito)


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United Nations urges bold action to tackle deepening refugee crisis in Greece
A group of Syrian refugees arrive on the island of Lesbos
after travelling in an inflatable raft from Turkey, near Skala Sykaminias, Greece

ROMA (Italy) - The United Nations today called for bold and urgent action to address a deepening crisis in Greece, where some 124,000 refugees and migrants have arrived by sea this year – a staggering increase of over 750 per cent compared to the same period in 2014.

“This humanitarian emergency is happening in Europe, and requires an urgent Greek and European response,” the UN High Commissioner for Refugees (UNHCR) said in a news release. The arrivals are mainly in the islands of Lesvos, Chios, Kos, Samos, and Leros, according to the agency. In July alone, 50,000 new arrivals have been reported – 20,000 more than the previous month. So far in 2015, over 225,000 refugees and migrants have arrived by sea in the Mediterranean and around 2,100 are estimated to have died or gone missing while trying to reach Europe – not including the incident that took place earlier this week when an overcrowded fishing boat sank off the coast of Libya.


The vast majority of those coming to Greece are from countries experiencing conflict or human rights violations, mainly Syria, Afghanistan and Iraq, according to UNHCR. Many are in need of urgent medical assistance, water, food, shelter and information, the agency added. The reception infrastructure, services and registration procedures are falling far short of real needs. “Such a level of suffering should and can be avoided,” said Vincent Cochetel, UNHCR’s Director of the Bureau for Europe, who last week visited Greece with the Director of Emergency, Security and Supply to assess the refugee crisis. “The Greek authorities need to urgently designate a single body to coordinate response and set up an adequate humanitarian assistance mechanism. As Greece faces financial challenges the country needs help, European countries should support Greece on these efforts.”

UNHCR is contributing to the various efforts to address the situation, including through the provision of interpretation services, legal information and basic emergency assistance. It is also providing, with the assistance of a Greek non-governmental organization, escorts for the transfer of unaccompanied children from the islands to specialized facilities on the mainland. “Greece and Europe need to lead the response to this crisis, which can be resolved only through more solidarity within and outside the EU and increased alternative means to reach Europe for refugees fleeing from violence,” said Mr. Cochetel.

So far in 2015, over 225,000 refugees and migrants have arrived by sea in the Mediterranean and around 2,100 are estimated to have died or gone missing while trying to reach Europe – not including the incident that took place earlier this week when an overcrowded fishing boat sank off the coast of Libya.

Responding to another question, Mr. Spindler said the registration process of new arrivals needed to be sped up. “Reception conditions, which are appalling, have to be urgently improved. Much more needs to be done.” Currently, local volunteers provided water and food upon initial reception. On another question, the spokesperson said that a recent decision by the Justice and Home Affairs Council to take in 22,000 Syrian refugees for resettlement and relocating another 32,000 asylum seekers already in Europe was a move in the right direction, but more had to be done, and fast. He flagged, “There are many simultaneous crises around the world, which is why it is increasingly difficult to raise funds for all of them.”

In answer to where the refugees would go after leaving the country, Mr. Spindler said that the number of people seeking asylum in Greece had gone up, but it was still a small number percentage-wise. “Most others would transit through Macedonia, Serbia and Hungary on their way to Germany, the Netherlands and northern European bcountries. Sometimes the refugees face physical obstacles, and there have been cases of violence against them by border guards. A large percentage of those arriving in Greece and moving onwards have relatives in Germany and other countries.” Mr. Spindler concluded: “Legal avenues for refugees to come to Europe ought to be looked into, and European countries should facilitate family reunification.”


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Caos immigrati: in duemila assaltano il tunnel della Manica per entrare in England
Gli extracomunitari ospiti in Italia scioperano contro i pasti forniti dalle organizzazioni umanitarie

ROMA (Italy) - Duemila migranti hanno preso d’assalto il terminal di Calais, dalla parte francese del Tunnel della Manica, nella notte tra lunedì e martedì per cercare di raggiungere la Gran Bretagna. È il numero più alto registrato negli ultimi due mesi, da quando, sotto la pressione dei migranti, si è acuita la crisi dell’Eurotunnel. Crescono le tensioni, tra scioperi dei lavoratori francesi, ritardi ai servizi di collegamento tra i due lati, lunghe code sulle autostrade e avvisi ai viaggiatori di cercare strade alternative. Il ministero degli Esteri britannico ha messo in guardia i villeggianti contro il rischio di disordini a causa di «un altro numero di migranti illegali» a Calais, consigliando loro di barricarsi all’interno dei loro veicoli. Intanto, Sono più di mille gli immigrati sbarcati nella mattinata sulle coste italiane. Per la precisione, 453 sono arrivati a Messina e 692 a Reggio Calabria per un totale di 1145 persone. Segnalati diversi casi di scabbia e pediculosi.


Circa 2mila migranti, nel tentativo di raggiungere l'Inghilterra, hanno assaltato il terminal dell'Eurotunnel durante la notte nella città portuale francese di Calais, come ha riferito a France Press una fonte della polizia francese, il quale ha fatto sapere che una persona è stata trovata morta. "Il nostro team ha trovato un cadavere questa mattina e i vigili del fuoco hanno confermato la morte di questa persona", ha aggiunto un portavoce di Eurotunnel. Cameron: "Situazione preoccupante" "E' molto preoccupante!", questo il commento ai fatti di Calais, del premier britannico James Cameron, che assicura di "lavorare a stretto contatto" con le autorità francesi per far fronte alla situazione. Calais è una città portuale, nella quale vivono migliaia di migranti in campi di fortuna. Principalmente provengono da Eritrea, Libia e Siria. Tentativi di raggiungere l'Inghilterra attraverso l'Eurotunnel avvengono spesso. Secondo il portavoce del tunnel della Manica, "si tratta del tentativo più imponente per numeri dell'ultimo mese e mezzo". Le autorità avrebbero stoppato dai 6 agli 8mila migranti che, tra giugno e luglio, hanno tentato di raggiungere l'Inghilterra in questo modo.

Londra vuole costruire un muro anti-migranti. Mentre l'Italia e l'Europa ancora dibattono sul tema "quote sì, quote no", l'approccio della Gran Bretagna all'emergenza migranti e ai flussi che arrivano dal Nord Africa è ormai ben delineato. Come racconta il Daily Telegraph, il ministro dell'Immigrazione britannico James Brokenshire ha già fatto inviare a Calais, in Francia, tutto l'occorrente per costruire una recinzione metallica lunga 3 chilometri e mezzo e alta tre metri. La barriera ha come obiettivo quello di chiudere l'accesso agli immigrati che vogliono raggiungere il Regno Unito al porto e all'Eurotunnel che collega Uk e Francia.

In Italia, intanto, il famoso residence "Magnolie" di Eraclea Mare continua a costituire uno degli epicentri principali (anche politici) dell'emergenza migranti. Perché dopo alcuni giorni dall'arrivo dei profughi anche all'ex base militare di Cunetta, nel territorio di Cona, il numero degli ospitati nella struttura della località balneare rimane elevato. Anche per questo motivo la prefettura di Venezia nella tarda mattinata di lunedì ha effettuato l'ennesimo sopralluogo nel residence, dopo che la sera precedente all'ora di cena alcuni dei migranti hanno lanciato a terra decine di vassoi. Protestando a quanto pare per la presunta qualità scadente della cena.


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Guerra sociale a Calais: migliaia di immigrati assaltano i Tir per entrare illegalmente in Gran Bretagna L'Ungheria - per proteggersi dai clandestini - sospende i trattati con l'Unione Europea
La miccia della bomba sociale in Europa è stata accesa sulla sponda francese della Manica

ROMA (Italy) - Dopo il muro per bloccare l'ingresso dei migranti, l'Ungheria si arrocca ancor più nelle sue frontiere. Il governo di Budapest ha infatti deciso di sospendere unilateralmente la normativa che regola le richieste di asilo nell'Unione europea, invocando la "protezione degli interessi ungheresi". Meta di un'ondata straordinaria di migranti irregolari (da inizio anno ne sarebbero arrivati circa 60mila), Budapest ha infatti deciso di sospendere il trattato di Dublino sui richiedenti asilo per proteggere "gli interessi ungheresi".

Sul versante della Manica, circa 3mila immigrati stazionano a Calais in attesa di entrare nel Regno Unito e nel 2014 ben 19mila tentativi di ingressi illegali sono stati sventati. La situazione è esplosiva per l'attuale coincidenza con lo sciopero dei marittimi che operano sulla canale della Manica.


La normativa sospesa per un periodo imprecisato da Budapest, denominata "Dublino III", disciplina le richieste d'asilo in Europa e stabilisce che queste debbano essere esaminate nel Paese Ue dove per primo arriva il migrante. In seguito alla decisione di oggi, l'Ungheria dunque non accetterà più il rientro nei suoi confini di rifugiati entrati in Ue attraverso il suo territorio e poi diretti verso un altro Paese europeo. La maggior parte dei migranti che arriva in Ungheria - 54.000 dall'inizio dell'anno provenienti dalla Siria, dall'Iraq, dall'Afghanistan ma anche dal Kosovo - passa dalla frontiera serba con l'intenzione di raggiungere la Germania o altri paesi del Nordeuropa, attraversando l'Austria e la Repubblica ceca. Nemmeno una settimana fa, il governo ungherese di destra guidato da Viktor Orban aveva annunciato la costruzione di un muro di 4 metri di altezza lungo i 175 chilometri di frontiera con la Serbia, suscitando la reazione critica di Belgrado e di Bruxelles

È scontro aperto tra l’Ungheria e l’Unione europea sul tema immigrazione. Pochi giorni fa Budapest ha annunciato la costruzione di un muro al confine con la Serbia contro l’afflusso i migranti. Ora il governo ungherese ha deciso di sospendere unilateralmente la convenzione di Dublino, che regola l’accoglienza dei richiedenti asilo. Un portavoce dell’esecutivo ha aggiunto che Budapest non smetterà di ricevere i rifugiati che avevano inizialmente chiesto asilo in Ungheria e si sono poi spostati in altri Paesi del’Unione europea. «Le capacità del sistema ungherese di accoglienza dei richiedenti asilo sono sovraccariche, le più sovraccariche tra gli Stati dell’Ue colpiti dall’immigrazione illegale», ha spiegato il portavoce, aggiungendo che la sospensione dell’accordo da parte di Budapest durerà finché tali capacità non verranno ampliate.

Secondo la BBC, lo sciopero che oggi ha paralizzato i trasporti ferroviari fra Regno Unito e Francia è stato un'"occasione" per i tanti immigrati che stazionano da mesi a Calais di provare a sfondare le transenne e le cancellate dello scalo e a salire illegalmente sui mezzi, che attendono di essere imbarcati sui treni-shuttle che attraversano la Manica nel sottosuolo. Secondo le autorità francesi, al momento circa 3mila immigrati stazionano a Calais in attesa di entrare nel Regno Unito e nel 2014 ben 19mila tentativi di ingressi illegali sono stati sventati. La Bbc riporta oggi anche di "risse e lotte" fra gli immigrati che cercano di accaparrarsi i posti migliori sui furgoni e sui camion.


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Dopo le polemiche a distanza tra Papa Francesco e Salvini che chiede ironicamente di conoscere
il numero degli immigrati ospitati in Vaticano, anche l'Ungheria accende gli animi: Muro contro i Serbi
Esempio subito imitato da Bulgaria e tenuto in caldo da Grecia e Spagna

ROMA (Italy) - L'Ungheria ha deciso di chiudere la sua frontiera con la Serbia e costruirà un muro alto 4 metri lungo i 175 chilometri di confine per arginare il flusso di migranti clandestini. "Il governo ungherese ha istruito il ministero dell'Interno affinché chiuda fisicamente la frontiera con la Serbia e inizi i lavori per la costruzione di una recinzione alta quattro metri lungo tutti i 175 chilometri di confine con la Serbia", ha confermato il ministro degli Affari Esteri Peter Szijjarto.

Il Paese ha ricevuto più di 50 mila richieste di asilo solo dall'inizio del 2015, contro le 43 mila di tutto il 2014, con la più alta percentuale pro capite dell'Ue. La barriera annunciata sarà alta di 4 metri lungo tutta la frontiera con la Serbia, per un tracciato di circa 175 chilometri, incluso un tratto fluviale. Lo scopo è quello di bloccare la principale via terrestre dei migranti verso l'intera Europa occidentale.


Le parole del Papa "invito a predonare chi chiude le porte ai migranti" hanno quindi creato polemiche. In primis, a rispondere, è Matteo Salvini: "Quanti rifugiati ci sono in Vaticano?". "Il problema – ha aggiunto il leader della Lega parlando a Radio Padania – è che i rifugiati sono un quarto di quelli che arrivano, noi non abbiamo bisogno di essere perdonati. Sono curioso di vedere se a Torino incontrerà qualche sfrattato torinese".

Intanto la polizia francese ha intensificato i controlli in frontiera alla stazione di Menton-Garlaven e alla barriera autostradale de La Turbie. Alla stazione di Garlaven sono stati fermati tutti i treni provenienti dall’Italia ed eseguiti i controlli dei documenti. Secondo fonti della polizia francese, sui binari che passano dalla zona di confine di Punte San Ludovico, già in territorio francese, è stato collocato un rilevatore acustico per impedire il passaggio a piedi lungo la strada ferrata.

Intanto, - dopo "i muri più famosi al mondo": Cisgiordania di 643 Km e Cipro di 300 Km (...visualizza le schede in Viaggi & Turismo...)- in Ungheria i lavori preparatori per la barriera dovrebbero essere completati entro mercoledì prossimo. La scorsa settimana il premier conservatore ungherese Viktor Orban aveva annunciato che avrebbe chiuso il confine per limitare l'accesso degli immigrati e dei richidenti asilo nel Paese. Nel 2014 l'Ungheria ha accolto più rifugiati pro capite di qualsiasi altro Paese Ue, Svezia esclusa: più di 54mila dai 2.000 del 2012. Secondo il governo, il 95% di questi passa attraverso la frontiera con la Serbia. La decisione di costruire un muro lungo il confine con la Serbia per impedire il passaggio dei migranti "non contravviene ad alcun trattato internazionale", secondo il governo ungherese. "Anche altri Paesi hanno optato per la medesima soluzione", ha sottolineato il capo della diplomazia di Budapest, citando Bulgaria, Grecia e Spagna. Secondo Szijjarto, "tra tutti i Paesi dell'Unione europea, l'Ungheria è quella che subisce la pressione migratoria più forte. Una risposta comune dlel'Unione europea a questa sfida richiede troppo tempo e l'Ungheria non può più attendere. Deve agire", ha commentato il ministro. Gli animi si accendono sempre di più e l'esempio lo sono i poster affissi per strata che recitano: "Se vieni in Ungheria, non portare via il lavoro agli ungheresi", "Chi arriva in Ungheria, deve rispettarne le leggi".

E dopo le intenzioni ungheresi anche la Bulgaria ha deciso di innalzare una barriera di cemento armato e filo spinato lunga 33 chilometri nella regione montuosa di Elhovo, nei pressi del confine con la Turchia. Il muro ha lo scopo di bloccare l’afflusso di siriani in fuga dalla guerra che devasta il loro Paese. “Al momento – dice Angel Naidenov, ministro degli Esteri bulgaro – con l’aumentata presenza della polizia, così come con la presenza sul territorio di unità dell’esercito, la quantità di transiti illegali attraverso i confini bulgari è diminuita significativamente”. Quest’anno sono stati circa diecimila i migranti arrivati in Bulgaria attraverso quel confine. Secondo un sondaggio l’83% dei bulgari giudica i rifugiati un rischio per la sicurezza nazionale. Il muro costerà più di tre milioni di euro e, secondo le Nazioni Unite, sarà soltanto controproducente. (Foto, Afp)


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Immigrati, dalla Libia pronto un "esodo biblico": 500 mila disperati tra la "Scabbia e la Rabbia"
La gravissima situazione in Italia, Austria, Francia e Germania: “Troppi profughi chiudiamo le frontiere”

ROMA (Italy) - Confini blindati per i migranti. L’Austria sta valutando la sospensione temporanea di Schengen e la reintroduzione dei controlli lungo la frontiera con l’Italia per fermare l’esodo di profughi verso nord. “Nel 2015 i casi di scabbia rilevati dai medici di confine negli sbarchi degli immigrati, sono circa il 10%: 4.700 casi su 46 mila individui in arrivo nei porti italiani”, ha detto il direttore generale del ministero della Salute Ranieri Guerra.

A Ventimiglia, intanto, scoppia la rivolta, con spintoni con la Gendarmerie e tensioni con la polizia che cerca di allontanare manipoli d’immigrati che bivaccano al confine scandendo slogan, esponendo striscioni, alternando la resistenza passiva a vera e propria rabbia verso i blindati parcheggiati a Mentone, a sbarrar loro l’orizzonte. La Croce Rossa ha distribuito pasti caldi ma gli immigrati (si dicono eritrei) hanno rifiutato per protesta. "Siamo in emergenza", commenta il sindaco di Ventimiglia.


In Libia ci sono "tra 450.000 e 500.000 migranti" che attendono il momento di prendere il largo su carrette del mare alla volta dell'Europa. È quanto rivela il quotidiano britannico Guardian citando il capitano di vascello Nick Cooke-Priest, comandante della Hms Bulwark, la grande nave d'assalto anfibio della Royal Navy impegnata nell'opera di salvataggio nel Mediterraneo.

A Ventimiglia, intanto, volano le proteste degli immigrati - Noi non torniamo indietro e via la polizia: queste sono le parole urlate dai migranti che si trovano ancora sulla scogliera a Ponte San Ludovico a Ventimiglia, palesemente irritati dalla presenza di due unità del Reparto mobile della polizia e di due unità del Battaglione mobile dei carabinieri. I migranti affluiscono nella città di confine per passare in Francia e vengono respinti dalla gendarmeria d'Oltralpe. Questa notte si sono avuti nuovi arrivi, in totale il numero dei migranti, in prevalenza eritrei, si avvicina a 200. Alcuni gruppetti di profughi, dopo lo gombero di ieri, sono ancora sugli scogli. I migranti che da due giorni si trovano sulla scogliera, a pochi metri dalla frontiera con la Francia, hanno ripulito dai rifiuti gli scoglie e le aiuole sotto lo sguardo attento della gendarmerie francese e della polizia italiana.

Sono della Compagnie republicaine de securitè i militari francesi che si trovano sulla linea di confine a ponte San Ludovico per far osservare la disposizione del governo francese sulla deroga alla Schengen e impedire il passaggio a centinaia di migranti che da ieri si trovano sulla scogliera, in territorio italiano, vicino alla linea di confine. Secondo una fonte interna alla polizia francese «questa disposizione è stata adottata per mandare un segnale politico sulle quote dell’Unione europea». Rispetto al 2011, quando avvenne un fatto analogo, la presenza della gendarmerie del Crs è più imponente.

A causa della chiusura delle frontiere, ci sono 2000 persone che vagano tra il Friuli, la stazione centrale di Milano, Ventimiglia e la Tiburtina di Roma. Sono in attesa di mettere piede in Europa, che si rifiuta di identificarli ed eventualmente rimpatriarli. I numeri dicono che nel 2014, l’Italia ha ricondotto a casa 15 mila persone su 170 mila arrivati. Tra cui, 42 mila siriani, 35 mila eritrei, 9 mila nigeriani. Poi ci sono quelli che arrivano dal Mali, Gambia, Palestina, Somalia, Senegal, Bangledesh, Egitto.


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Tutte le navi europee chiamate a soccorrere 3 mila profughi nelle acque libiche. Saranno sbarcati "solo" in Italia. Il Guardian citando fonti autorevoli: in Libia pronti in 500 mila a salpare verso le nostre coste
I governatori di Lombardia, Veneto e Liguria diffidano i Prefetti ad accogliere i migranti

ROMA (Italy) - Circa in tremila alla deriva su 14 imbarcazioni Si calcola che siano tremila, secondo Carlotta Sami, portavoce dell'Unhcr le persone soccorse al largo della libia, stipate, secondo fonti della Guardia di finanza, su quattordici barconi alla deriva poi raggiunti quasi tutti dalle unità navali di vari Paesi europei, italiani, inglesi, tedeschi e irladesi. Numerosi i mezzi navali italiani impiegati: 3 motovedette della Guardia costiera, oltre a Nave "Peluso" e Nave "Dattilo".

Hanno partecipato alla missione di soccorso anche la Marina militare con Nave Driade che ha soccorso 560 migranti e Nave Vega che ne ha tratti in salvo 300. E la Guardia di Finanza con 3 pattugliatori, tra i quali "Cinus".


In Libia ci sono "tra 450.000 e 500.000 migranti" che attendono il momento di prendere il largo su carrette del mare alla volta dell'Europa. È quanto rivela il quotidiano britannico Guardian citando il capitano di vascello Nick Cooke-Priest, comandante della Hms Bulwark, la grande nave d'assalto anfibio della Royal Navy impegnata nell'opera di salvataggio nel Mediterraneo. La nave della Royal Navy HMS Bulwark si è diretta, assieme ad altre unità europee, verso la Libia per prendere parte all'operazione di salvataggio dei migranti. A bordo della Bulwark anche il ministro della Difesa, Michael Fallon. "E' necessario - ha detto Fallon parlando dalla Bulwark - condividere più informazioni di intelligence, capire chi è responsabile del traffico di esseri umani e come fanno i quattrini e quindi spazzare via le organizzazioni criminali coinvolte". Fallon ha poi messo in guardia sul fatto che l'ondata migratoria potrebbe assumere una dimensione colossale "se l'Europa non si mette d'accordo e inizia ad affrontare il problema alla radice". Londra ha messo a disposizione di recente la Bulwark per le operazioni di soccorso dei migranti nel Mediterraneo, ma il governo Cameron ha ripetutamente sottolineato che le persone salvate non saranno accolte in Gran Bretagna, bensì sbarcate in Italia o in Grecia. In arrivo domani a Palermo 650 migranti Domani nel primo pomeriggio arriveranno 650 migranti al porto di Palermo. Sono stati soccorsi nei giorni scorsi nel Canale di Sicilia. Ad accoglierli sarà la task force organizzata dal prefetto di Palermo Francesca Cannizzo. I migranti saranno ospitati nei centri di accoglienza di Palermo e provincia.

Nel frattempo, ha aggiunto Fossi, nelle ultime ore sono arrivate "10 chiamate dai satellitari" dal largo delle coste libiche che si suppone possano arrivare da alcuni barconi con a bordo "1.000-1.500 migranti". Dovrebbe trattarsi di imbarcazioni più piccole rispetto a quelle soccorse nella giornata di ieri quando, erano state tratte in salvo in totale 3480 persone. In soccorso di questi migranti sono partite unità della Marima militare italiana e delle Marine di Gran Bretagna e Spagna.

Nave Driade della Marina militare ha soccorso nel pomeriggio un barcone con 560 immigrati nel Canale di Sicilia. Tra loro donne e bambini. Le navi della Marina nel corso della mattina ne aveva tratti in salvo altri 300. Ma altre centinaia di profughi risultano alla deriva al largo della Libia su una quindicina di barconi. Dovrebbero essere al momento circa duemila, nella giornata di oggi, le persone in soccorso delle quali sono entrate in azione le navi militari di diversi Paesi europei. A tutte le navi europee, secondo il Times of Malta, è stato ordinato di salpare verso la Libia a partecipare a un’operazione per salvare le migliaia di migranti bloccati in mare, almeno duemila, ma potrebbe essere molti di piu’. Secondo informazioni, oltre mezzo milione di profughi spressano sulle coste libiche. Nel tratto di mare, dove ci sarebbero quattordici, forse quindici, carrette del mare alla deriva, avrebbe fatto rotta immediatamente la britannica “Hms Bulwark”. Ma tutte le marine militari sono impegnate in questa maxi operazione di soccorso. All’opera oggi anche le unita’ di Moas e Medici Senza Frontiere.


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L'Europa si sfascia sugli immigrati da accogliere. Francia: decidiamo noi a chi dare asilo!
Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Paesi Baltici, Polonia, Regno Unito,Spagna e Francia
per ora guidano la rivolta contro le quote obbligatorie assegnate dall'UE

ROMA (Italy) - Alla vigilia di un Consiglio dei ministri degli Esteri e della Difesa che oggi dovrà decidere se e come i paesi dell'Unione assumeranno una quota dei migranti che sbarcano sulle coste europee, la Francia si è sfilata dopo il "no" categorico anche degli inglesi e di molti altri paesi europei. Per motivi politici interni, dicono gli osservatori. Il premier Manuel Valls, ha precisato he la decisione è stata presa "con il presidente Hollande" per sgomberare il campo da ogni "ambiguità".

Le questioni migratorie sono al centro di polemiche e strumentalizzazioni politiche in Francia. Non solo il Front National di Marine Le Pen, ma anche la destra Ump guidata da Nicolas Sarkozy trarrebbero certo vantaggi dall'instaurazione delle quote di Bruxelles che l'ex capo dello stato ha già definito "una follia".


La bozza targata UE prevede di accettare la richiesta dell'Onu di accogliere fino a ventimila rifugiati presenti in campi situati fuori dal territorio europeo, quali quelli in Turchia e in Libano, garantendo un finanziamento di 50 milioni di euro per il biennio 2015-2016. Entro la fine dell'anno si dovrebbe quindi arrivare a un sistema obbligatorio e automatico di trasferimento nei Paesi europei dei migranti.

A stretto giro è arrivata anche la replica di Federica Mogherini, alto commissario Ue per gli affari esteri. "Condividere la responsabilità di cosa facciamo delle persone che salviamo è parte integrante della strategia Ue per l’immigrazione. Mi aspetto che gli stati membri, gli stessi che hanno chiesto alla Ue di agire velocemente e efficacemente, consentano all’Europa di essere efficace in questa azione in tutti i suoi aspetti: nell’ operazione navale, nel salvataggio delle vite in mare ed anche nella gestione delle vite che salviamo".

La giornata vede anche, non a caso, la firma di una serie di accordi di collaborazione in campo economico con la Tunisia. L'Italia metterà a disposizione 11 milioni 638 mila euro come doni, 50 milioni di euro come crediti d'aiuto e 25 milioni di euro del debito tunisino verranno convertiti in progetti di sviluppo. Un passo concreto con cui Roma si pone come interlocutore privilegiato di Tunisi, e in qualche modo suo rappresentante all'interno dell'Unione europea. "Intendiamo sollecitare l'Unione europea affinché si sviluppi il più possibile la cooperazione con la Tunisia", aggiunge Mattarella, "è un punto, questo, fondamentale. E' ugualmente necessario dare piena attuazione alle intese già esistenti". Non a caso il Presidente della Repubblica sottolinea che questo è il suo primo viaggio al di fuori dei confini europei.


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Libya: UN official condemns terrorist attack on Spanish embassy
The head of the United Nations Support Mission in Libya (UNSMIL) Bernardino León has strongly condemned the latest terrorist attack in the Libyan capital of Tripoli in which the Spanish Embassy was targeted

ROMA (Italy) - According to media reports, a bomb detonated outside the Spanish Embassy on 20 April damaging part of the compound's exterior wall but incurring no casualties. The incident is also the most recent in a series of attacks against foreign embassies including those of the Republic of Korea and Morocco. In a statement released yesterday evening, UNSMIL said the attack against the Spanish embassy should serve as “a reminder that the continuing fighting and political instability contribute to providing the safe ground for terrorists to operate and expand” throughout Libya.

“UNSMIL urges the Libyans to press ahead with their efforts to reach a political agreement to restore peace and stability, as well as strengthen the State institutions to combat terrorism,” the statement added.


The bombing comes at a time when national stakeholders are gathered to reach a mediated settlement to Libya's continuing fighting. The latest round of political talks, in fact, are currently underway in Skhirat, Morocco with parties expected to present their remarks regarding the overall framework outlined in the Draft Agreement on the Political Transition in Libya. The head of the United Nations Support Mission in Libya (UNSMIL) Bernardino León has strongly condemned the renewed outbreak of violence in the Libyan capital of Tripoli amid ongoing political dialogue aimed at resolving the crisis in the country. According to a press release issued by UNSMIL this afternoon, the outburst of violence in the Tripoli neighbourhood of Fashloum has already caused “many casualties and endangered the lives of civilians” with initial reports suggesting that three civilians were killed, including a young girl, since the resumption of hostilities.

There have also been reports of abductions of civilians and burning of houses in the context of the fighting, UNSMIL added. In the press release, Mr. León stressed that there could be “no justification whatsoever for the clashes taking place in Tripoli, nor for the continuing armed hostilities taking place in different parts of the country,” particularly at a time when national stakeholders were gathered to reach a mediated settlement.

The latest round of political talks, in fact, are currently underway in Skhirat, Morocco with parties expected to present their remarks regarding the overall framework outlined in the Draft Agreement on the Political Transition in Libya. The UN official renewed his call on all Libyan parties “to exert all possible efforts to bring an immediate end to the fighting in Tripoli and elsewhere, and to undertake all necessary measures to create a more conducive environment for the ongoing dialogue talks.” In addition, Mr. León urged those fighting to ensure that civilians and civilian objects were not targets of violence and called for all abducted civilians to be released immediately.

The United Nations Support Mission for Libya is a special political mission established in 2011 by the UN Security Council in its Resolution 2009 (September 2011) at the request of the Libyan authorities following six months of armed conflict to support the country's new transitional authorities in their post-conflict efforts. All UN activities for the Libyan people are guided by the principle of national ownership. The United Nations Support Mission in Libya (UNSMIL), under the leadership of a Special Representative of the Secretary-General (SRSG), supported by a Deputy SRSG, was mandated for an initial period of three months and extended for another three months thereafter. The Security Council, in its Resolution 2022 (December 2011), expanded the Mission’s mandate. The mandate was further modified when the Security Council extended the Mission for 12 more months in Resolution 2040 (12 March 2012). On 14 March 2014, Resolution 2144 extended the mandate for an additional 12 months. The Mission is overseen by the United Nations’ Department of Political Affairs, which provides guidance and operational assistance. UNSMIL has its headquarters in the Libyan capital of Tripoli, with offices in Benghazi and Sabha. UNSMIL has substantive staff in political affairs, human rights, transitional justice, mine action, demobilization, development, women empowerment, public information and communication, as well as support services staff. There are 205 national and international staff members in UNSMIL (January 2013).


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Libia e Terrorismo: al Quirinale si riunisce il Consiglio Supremo di Difesa
Il Presidente Mattarella ha presieduto l'incontro sui temi scottanti della sicurezza e immigrati

ROMA (Italy) - Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha presieduto, al Palazzo del Quirinale, una riunione del Consiglio Supremo di Difesa. Il Consiglio ha esaminato la situazione internazionale constatando che gli eventi degli ultimi mesi hanno determinato un generale peggioramento degli scenari di crisi e di conflitto. Particolarmente grave è l'impatto sulle popolazioni civili. Al riguardo, si è convenuto sulla necessità di focalizzare l'impegno del sistema-paese nelle aree di crisi di più immediato e concreto interesse per la sicurezza nazionale, a partire dalla Libia.

Alla riunione hanno partecipato: il Presidente Renzi; il Ministro degli Esteri Gentiloni; il Ministro dell'Interno, Alfano; il Ministro dell'Economia Padoan; il Ministro della Difesa, Pinotti; il Ministro dello Sviluppo Economico, Guidi; il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Gen. Claudio Graziano.


Hanno altresì presenziato il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Prof. Claudio De Vincenti; il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica, Dott. Ugo Zampetti; il Segretario del Consiglio Supremo di Difesa, Gen. Rolando Mosca Moschini.

Il Consiglio ha esaminato la situazione internazionale constatando che gli eventi degli ultimi mesi hanno determinato un generale peggioramento degli scenari di crisi e di conflitto. Particolarmente grave è l'impatto sulle popolazioni civili. Al riguardo, si è convenuto sulla necessità di focalizzare l'impegno del sistema-paese nelle aree di crisi di più immediato e concreto interesse per la sicurezza nazionale, a partire dalla Libia.

In tale prospettiva, il Consiglio ha espresso il suo apprezzamento per il Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la difesa presentato dal Ministro Pinotti. Il documento ribadisce l'interesse strategico prioritario del nostro Paese per le aree euro-atlantica ed euro-mediterranea e delinea una significativa riforma volta a realizzare una maggiore integrazione interna del sistema-Difesa, a rafforzare la direzione politica del Ministro e la capacità di direzione unitaria del Vertice militare e a migliorare l'attuale modello professionale. Esso definisce i principi e i criteri sulla cui base sarà impostata e realizzata una complessa opera di riorganizzazione articolata in quattro aree di intervento (modello operativo, governance, politica del personale, politica industriale), che saranno sviluppate ed elaborate nei prossimi mesi, unitamente alle conseguenti misure di revisione della vigente normativa, da specifiche commissioni guidate dal Capo di Stato Maggiore della Difesa sulla base delle direttive del Ministro.

Il Consiglio ha formulato l'auspicio che nell'ambito di tali commissioni sia possibile eliminare duplicazioni e sovrapposizioni di funzioni e razionalizzare organici e competenze con visione unitaria e finalizzata ai compiti da assolvere, superando le difficoltà che in passato hanno condizionato negativamente analoghe iniziative. Esso ha inoltre espresso il proprio incoraggiamento a valutare con particolare attenzione il "modello operativo" (struttura, capacità e modalità di impiego dello strumento militare), che potrebbe dover essere profondamente e rapidamente innovato rispetto a quello attuale, in ragione della duplice esigenza di far fronte con efficacia alle nuove minacce e di rispettare i vincoli di bilancio imposti dal mantenimento della stabilità della finanza pubblica.


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Strage di Migranti nel Canale di Sicilia, 900 i morti
La tragedia annunciata dai continui sbarchi e dall'immobilismo della politica internazionale

ROMA (Italy) - La prima testimonianza: "A bordo eravamo 950, c'erano 40-50 bambini e circa duecento donne". Si tratterebbe della più grave sciagura del mare dal Dopoguerra, peggiore anche della strage di Lampedusa del 3 ottobre 2013, che fece 366 morti e venti dispersi. I numeri devono ancora essere verificati, ma la Guardia costiera ha confermato che il barcone che si è capovolto era in grado di portare "diverse centinaia di persone" ed era "sovraccarico di migranti". Scafisti senza scrupoli avevano portato a termine al di là del Mediterraneo l'ennesimo "affare", raccogliendo tra i disperati il denaro preteso per la traversata del canale di Sicilia e avevano riempito di migranti il barcone oltre ogni ragionevole limite. Su ciò tenterà di fare luce l'inchiesta aperta dalla Procura di Catania. Secondo Save The Children, è assolutamente verosimile che a bordo vi fossero anche bambini e ragazzi.


L'organizzazione che gestisce la tratta ha dato il via libera alla partenza verso l'Italia con un copione anche questo già conosciuto. Il barcone partito dall'Egitto ha caricato i migranti da un porto della Libia, vicino alla città di Zuara. Era quasi sera, infatti, quando al Centro nazionale soccorso della Guardia costiera è arrivata una telefonata da un satellitare Thuraya. "Siamo in navigazione, aiutateci", ha detto un uomo con tono di voce neanche concitato. Una telefonata simile a tante arrivate nelle ultime due settimana da barconi e gommoni carichi di migranti. Quasi un invito affinché le navi italiane raggiungessero il barcone per consentire ai "passeggeri" di completare la traversata verso le coste italiane. Il dispositivo di soccorso si è subito messo in moto: grazie al sistema satellitare di chiamata, la Guardia costiera ha potuto rapidamente individuare le coordinate del punto dal quale era partita la telefonata e ha organizzato i soccorsi. Il barcone era a circa settanta miglia a nord delle coste libiche quando è stato raggiunto dal King Jacob, un portacontainer di 147 metri di lunghezza, con bandiera del Portogallo, che aveva già compiuto negli ultimi giorni quattro soccorsi di naufraghi e che è stato dirottato, insieme a un altro mercantile, verso i migranti. Secondo quanto ha raccontato il comandante del mercantile i migranti, visto il portacontainer, si sono spostati in massa su una stessa fiancata, quella del lato del mercantile.

Subito dopo il naufragio è stata messa in campo un'imponente operazione di soccorso, che ha coinvolto anche navi dell'operazione Triton, dell'agenzia Frontex: unità navali della Guardia costiera, della Marina militare italiana e maltese, mercantili e pescherecci di Mazara del Vallo hanno recuperato 24 cadaveri e hanno perlustrato un vasto tratto di mare alla ricerca di altri superstiti. Aerei militari hanno sorvolato l'area lanciando zattere e salvagente: la temperatura dell'acqua, di diciassette gradi circa, e le buone condizioni del mare lasciano ancora una flebile speranza, che, tuttavia, non basta a cancellare l'immagine di un Mediterraneo sempre più simile a un grande cimitero di guerra. La prima testimonianza: "A bordo eravamo 950, c'erano 40-50 bambini e circa duecento donne". Lo ha riferito alla Procura di Catania il sopravvissuto del naufragio avvenuto a largo della Libia, che è stato portato in ospedale. L'uomo è originario del Bangladesh. Il migrante è ricoverato all'ospedale Cannizzaro di Catania ed è stato sentito dalla polizia su delega della Procura di Catania. Alla squadra mobile ha detto che il peschereccio è partito da un porto libico a cinquanra chilometri da Tripoli. A bordo c'erano circa 950 persone, compresi cinquanta bambini e duecento donne. I migranti provenivano da Algeria, Egitto, Somalia, Nigeria, Senegal, Mali, Zambia, Bangladesh e Ghana.


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Migranti,altri sbarchi: allerta Viminale, servono migliaia di posti in tutta Italia
FRONTEX: ci viene segnalato che ci sono tra i 500mila ed un milione di migranti pronti a partire dalla Libia

ROMA (Italy) - Mentre è approdata in nottata nel porto di Palermo la nave della Guardia Costiera con 1.169 profughi, il Viminale ha lanciato l'allerta: centri pieni, servono nuove strutture di accoglienza. Intanto i profughi arrivati a Palermo, in gran parte somali, eritrei e qualche siriano, saranno trasferiti verso centri di accoglienza non solo della provincia di Palermo ma anche del resto d'Italia. Tutti i prefetti sono stati sollecitati dal Viminale ad individuare strutture di accoglienza sui loro territori per far fronte al massiccio arrivo di migranti che continuano a sbarcare in questi giorni. I centri sono infatti pieni ed occorre mettere a disposizione altri posti. Polemiche della Lega: "siamo pronti a occupare ogni albergo, ostello, scuola o caserma destinati ai presunti profughi".


Le presenze dei migranti sono concentrate per il 50% nelle cinque regioni del Sud (con la Sicilia a sopportare il peso maggiore), disattendendo il piano messo a punto dal Viminale che prevede una distribuzione in base agli abitanti della regione. "Se tutti i Comuni collaborassero - ha detto pochi giorni fa Mario Morcone, capo Dipartimento immigrazione del ministero dell'Interno in audizione al Comitato Schengen - si tratterebbe di destinare poche persone a ciascun Comune, con un impatto sociale modesto". Sempre in piedi l'idea di adattare alcune caserme che la Difesa è pronta a dismettere.

Ennesima tragedia del mare ieri nel Canale di Sicilia. Un barcone carico d'immigrati si è rovesciato ad un'ottantina di miglia dalla costa libica: 9 i morti, 144 persone le persone tratte in salvo. Un decimo cadavere è stato ritrovato in operazioni di soccorso lungo la rotta Libia Italia, durante le quali 1.358 migranti sono stati soccorsi. Dolore viene espresso dall’Onu con la richiesta di rafforzare i soccorsi. Gli sbarchi intanto proseguono: per il Viminale il sistema di accoglienza rischia il collasso; preoccupa Save The Children soprattutto la condizione di molti minori non accompagnati. L’accoglienza rischia il collasso e il Viminale ha già allertato tutti i prefetti sulla necessità di nuove strutture. Circa 80mila le persone attualmente ospitate, tra queste 14mila minori non accompagnati. Solo la stabilizzazione della Libia potrà frenare i flussi secondo il premier Renzi, mentre l'Alto rappresentante per la politica estera Ue, Mogherini, auspica una "partnership " reale e non burocratica tra Ue e paesi africani.

Settantatre migranti sono giunti nel corso della notte nel sud Salento. I finanzieri hanno intercettato e bloccato nelle acque antistanti il 'Ciolo' un gommone di 10 metri, dotato di due potenti motori con a bordo 37 immigrati mediorientali, sedicenti siriani e curdi. Il gommone è stato sequestrato e i due presunti scafisti arrestati. Altri 36 immigrati, dichiaratisi somali, sono stati bloccati subito dopo lo sbarco a Leuca dai finanzieri e dai carabinieri. Anche questo secondo gruppo ha raggiunto la Puglia con un gommone, i cui traghettatori, liberatisi del carico umano, hanno ripreso il largo, facendo perdere le tracce. I migranti, tutti in buona salute, dopo essere stati rifocillati e avere ricevuto una prima assistenza, sono stati condotti nel Centro di prima accoglienza Don Tonino Bello di Otranto, per le procedure di identificazione.


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Emirates si espande e con Panama City offrirà il volo no-stop più lungo della storia aerea: 17 ore e mezza. Il colosso aereo medio orientale aggiunge nuove destinazioni al suo già ricchissimo "global router". (Continua...)