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Pensioni, nuova circolare Inps: si avvicina quota 70 anni per smettere di lavorare
I programmi del nuovo presidente Boeri e quelli dei sindacati della triplice

ROMA (Italy) - A partire dal 2016 gli uomini potranno prendere la pensione di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi mentre le donne a 65 anni e 7 mesi (66 anni e 7 mesi nel 2018). E' quanto si legge in una circolare dell'Inps. A partire dal 2019 per gli uomini ci sara' un nuovo adeguamento alla speranza di vita. Per quanto riguarda le lavoratrici autonome queste andranno in pensione di vecchiaia a 66 anni e 1 mese (66 anni e 7 mesi nel 2018). Uomini e donne, dipendenti pubblici, andranno in pensione alla stessa eta' (66 anni e 7 mesi). Riguardo alla pensione anticipata, nel periodo 2016-2018 gli uomini la potranno percepire con 42 anni e 10 mesi mentre le donne con 41 anni e 10 mesi.

Questo è quanto emerge da una nuova circolare targata Inps che chiarisce le modalità di "uscita lavorativa" dal prossimo 1 gennaio 2016.


Per poter pianificare il proprio futuro è necessario che un lavoratore sappia qual è la sua storia contributiva, quando e con quanto potrà andare in pensione. Lo dice il presidente dell'Inps, Tito Boeri, in una intervista al Corriere della Sera. Si partirà da una busta arancione, o meglio, dall''operazione busta arancione' con cui il lavoratore potrà conoscere la sua situazione contributiva: conto contributivo e stima della pensione. Ovviamente, sarà solo per coloro che non hanno una connessione internet. Per tutti gli altri ci sarà l'assegnazione di un pin con il quale accedere, attraverso il sito Inps, al proprio conto e simulare la pensione futura. Nel 2015 la novità riguarderà tutti i dipendenti del settore privato,"nel 2016 - aggiunge - dovrebbe essere possibile anche per i parasubordinati". Più, tempo ci vorrà, invece, per i dipendenti pubblici perchè è più difficile ricostruire i loro versamenti. Il presidente parla poi di ristrutturazione interna dell'istituto. Si interverrà sulle direzioni centrali dell'Inps, "che sono troppe, una cinquantina".

Cgil, Cisl e Uil, invece "hanno elaborato una piattaforma per il cambiamento della normativa previdenziale a partire dalla flessibilità per l'accesso alla pensione con l'attenzione alle diverse tipologie di lavoro, il futuro pensionistico dei giovani e dei lavoratori discontinui" e chiedono al governo un incontro sul tema. I segretari generali delle tre confederazioni sindacali Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo - si legge in una nota - scrivono al ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti per richiedere "un incontro per conoscere le intenzioni del Governo e proporre i contenuti della proposta del sindacato". I segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, infine, ricordano al ministro di aver "piu' volte, anche recentemente, sottolineato l'esigenza di porre rimedio alle gravissime ripercussioni sociali conseguenti all'aumento di anni per accedere alla pensione introdotti dalla legge Monti - Fornero".


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