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Per il presidente russo Putin la NATO è una minaccia per la sicurezza nazionale
Lo "Zar" sulla strategia estera della Russia: "La priorità nazionale della Russia è avere lo status di potenza globale di primo piano con adeguato mantenimento del deterrente nucleare"

ROMA (Italy) - L'espansione della Nato è una "minaccia per la sicurezza nazionale" della Russia. È quanto si legge nella nuova "strategia di sicurezza nazionale" approvata e firmata dal presidente Vladimir Putin. Il documento viene aggiornato ogni sei anni e indirizza la politica estera del Paese. "La priorità nazionale della Russia è avere lo status di potenza globale di primo piano". Il documento cita l'uso della forza militare in casi estremi e la prevenzione di conflitti militari viene affidata al mantenimento adeguato del "deterrente nucleare".


I ministri degli affari esteri dell’Alleanza atlantica (NATO) hanno invitato il Montenegro a diventare il suo 29esimo Stato membro. “Questa decisione storica”, ha affermato il segretario generale Jens Stoltenberg, è stata adottata all’unanimità. Da parte sua, Igor Luksic, a sua volta ministro degli esteri, ha dichiarato che è un grande giorno per il suo paese. Gli entusiasmi espressi da entrambe le parti, non vengono però condivisi dalla Russia (il Montenegro è un suo uno storico alleato) che interpreta questa manovra come “una provocazione”: “Non permette il proseguimento della pace e della stabilità nei Balcani e in Europa in generale e porterà a complicare i rapporti fra Russia e NATO”, ha contestato la portavoce della diplomazia Maria Zakharova. Mosca ha già avvisato Podgorica sulle ripercussioni negative che avrà questa decisione sulle loro relazioni. Dopo la Croazia e l’Albania, entrati nel 2009, il Montenegro sarà il terzo Stato dei Balcani ad aderire alla NATO. L’adesione dovrebbe concludersi all’inizio del 2017.

Vladimir Putin comincia l’anno nuovo mettendo le cose in chiaro: l’espansione della Nato è una “minaccia per la sicurezza nazionale” della Russia. E’ quanto si legge nella nuova strategia di sicurezza nazionale approvata e firmata dal presidente Putin. Il documento viene aggiornato ogni sei anni e indirizza la politica estera del Paese. Secondo quanto si legge, l’aumento delle truppe Nato ai confini della Russia è definito “una violazione delle norme che regolano il diritto internazionale”. Putin e la Russia non hanno dimenticato l’abbattimento del caccia russo a opera di aerei turchi, e la Turchia è un Paese facente parte della Nato, che si suppone debba essere responsabile, e non abbattere un aereo di un Paese amico per una presunta violazione degli spazi aerei. “L’indipendenza” della Russia sullo scacchiere internazionale ha provocato “la reazione da parte degli Stati Uniti e dei suoi alleati, interessati a mantenere il loro dominio nella sfera degli affari internazionali”, si legge ancora nel nuovo piano di strategia nazionale approvato da Vladimir Putin. “Un processo di militarizzazione e corsa alle armi si sta sviluppando nelle regioni vicine alla Russia. La priorità nazionale della Russia – si sottolinea – è avere lo status di potenza globale di primo piano”.


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Il Montenegro aderisce alla Nato e lo zar Putin minaccia ritorsioni: reagiremo
Dopo il jet abbattuto dalla Turchia la Russia comunista lancia anatemi contro l'occidente

ROMA (Italy) - I ministri degli Esteri della Nato riuniti a Bruxelles hanno deciso di invitare il Montenegro ad entrare nell'Alleanza come 29esimo Paese membro. Lo ha annunciato il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, sottolineando come "la decisione storica di avviare colloqui di adesione con il Montenegro" sia stata presa all'unanimità.

Ma l'eventuale adesione solleciterà una risposta da parte della Russia: lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. La Nato, ha sottolineato, "è un'alleanza difensiva, finalizzata a portare sicurezza, un'alleanza con una base ampia. Non è una minaccia contro nessuno e non è focalizzata sulla Russia né su nessun altro".


Diciassette anni dopo i bombardamenti che il paese subì proprio dalla Nato, nell’ambito dell’intervento in Kosovo – quando il Montenegro faceva ancora parte della Iugoslavia - i paesi del Trattato Atlantico riaprono questo fascicolo, “come prova-dicono- dell’impegno continuo della Nato in favore dei Balcani occidentali”. Le ultime adesioni alla Nato arrivano infatti proprio dall’Albania e dalla Croazia nel 2009.

Il Montenegro aveva infatti inoltrato la sua richiesta nel 2009, ma solo adesso questa viene presa in esame: questo è un “momento storico per il nostro paese” sottolinea il ministro degli Esteri montenegrino, Igor Lukuic, secondo cui l’invito della Nato è anche “una grande notizia per i Balcani occidentali perché significherà più stabilità per l’intera regione”. Milo Ðukanovic, il presidente del paese, che dagli anni ’90 è diventato filo-occidentale, ha persino denunciato l’ombra del Cremlino nelle manifestazioni anti Nato esplose nel paese.

La Russia vede nella proposta della Nato un ennesimo tentativo di ridurre il suo spazio d’influenza, in un territorio storicamente filo-russo. Il Montenegro si è reso autonomo dalla Serbia, nota alleata balcanica della Russia, solo nel 2006 e il controllo sul piccolo stato assicurerebbe a Mosca un sostegno più solido in quell’area. Sergei Lavrov, il ministro degli Esteri russo, a settembre infatti definiva “un errore” e “una provocazione” la decisione della Nato: Mosca ha spesso imposto un limite al blocco filo americano nei Balcani e ha fatto sapere che cancellerà ogni collaborazione commerciale con il Montenegro, qualora questo entrasse nell’Alleanza Atlantica.

E sempre in tema di scontri tra il regno di Vladimir Putin e l'occidente, nessuna scusa alla Russia da parte della Turchia per l'aereo da caccia abbattuto la scorsa settimana al confine con la Siria. Il primo ministro turco, Ahmet Davutoglu, al termine di un incontro con il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha detto che "la protezione del nostro spazio aereo e dei nostri confini non è solo un diritto ma un dovere del governo. E nessun primo ministro, presidente o altra autorità della Turchia si scuserà per avere fatto il proprio dovere". Il confine con la Siria è "una questione di sicurezza nazionale per la Turchia" e Ankara ha "il diritto di proteggere il proprio spazio aereo. Lo spazio aereo turco fa parte della nostra sovranità". Ma, ha continuato il premier turco, la Turchia "non ha nessuna intenzione di aggravare la situazione e siamo pronti a parlare a ogni livello con chiunque per evitare altri casi simili". Davutoglu ha spiegato che quella della scorsa settimana è stata "un'azione difensiva. Se non ci fosse stata una violazione del nostro spazio aereo, non ci sarebbe stato l'abbattimento" del caccia russo. "Le nostre regole di ingaggio - ha continuato - sono molto chiare e le abbiamo comunicate ai nostri amici russi tre volte" negli ultimi mesi. Davutoglu ha spiegato che i bombardamenti russi in occasione dell'incidente della scorsa settimana "non erano condotti con l'Is" e ha ricordato che "bombardare i civili ai nostri confini provoca l'afflusso in Turchia di decine di migliaia di civili ogni giorno". L'Osservatorio siriano per i diritti umani rende noto che sono più di 1500 le persone che hanno perso la vita a causa dei raid russi in Siria, sottolineando che un terzo delle vittime è composto da civili. (adnKronos)

La NATO, ovvero l'Organizzazione del Patto dell'Atlantico del Nord è un organismo internazionale creato essenzialmente per difendere le nazioni occidentali contro la minaccia rappresentata dall'ex unione sovietica. L'organizzazione nasce il 4 aprile 1949 a Washington per definire come collaborare, tra paesi diversi, e come intervenire in difesa di uno dei partecipanti, in caso di attacchi esterni. All'inizio il patto era solo tra dieci paesi dell'Europa (Belgio, Danimarca, Francia, Gran Bretagna, Islanda, Italia, Lussemburgo, Norvegia, Olanda Portogallo) e due paesi americani (Canada e USA). Poi si sono aggiunti altri paesi e, mentre fino a poco tempo fa erano in totale diciannove, oggi, grazie all'ingresso della Russia, sono diventati venti. Questo organismo è nato, dopo la Seconda Guerra Mondiale, soprattutto perché gli Stati Uniti temevano attacchi dal grande nemico che era ancora la Russia. Oggi i rapporti tra Stati Uniti e Russia sono molto migliorati e il ruolo della Nato è, in generale, quello di difendere sicurezza e libertà in tutti i paesi che ne fanno parte.

Nello specifico, i Paesi membri di questa importante coalizione sono: Albania, Belgio, Bulgaria, Canada, Croatia, Czech Rep, Danimarca, Estonia, Francia, Germania, Grecia, Hungary, Islanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Romania, Slovenia, Slovacchia, Spagna, Stati Uniti, Turchia. I rappresentanti si incontrano a Bruxelles, in Belgio, località in cui ogni paese manda un suo rappresentante e dove si incontrano, in occasioni speciali, i capi di Stato dei singoli paesi. Il portavoce della NATO, cioè la persona che comunica a nome di tutti, le decisioni prese dalla NATO, è il Segretario Generale, scelto da tutti i paesi. L'art. 5 del trattato dice esplicitamente che in caso di attacco armato ad uno o più paesi dell'Alleanza Atlantica, tutti i paesi si impegnano, anche con le armi, a difendere il paese o i paesi attaccati a salvaguardia della sicurezza dell'Alleanza stessa. Il 29 marzo 2004 entrano a far parte della NATO Bulgaria, Estonia, Lettonia, Lituania, Romania, Slovacchia e Slovenia. È il quinto e più grande allargamento nella storia dell'alleanza. Nel marzo del 2009 la Francia ha annunciato, dopo 43 anni di assenza, di voler rientrare nel Comando Militare Integrato dell'Alleanza. Nel mese di aprile del 2009 anche Albania e Croazia hanno completato il processo di adesione: è il sesto allargamento nei sessant'anni di storia dell'Alleanza Atlantica.


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