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Banche, nuove regole dal 1 gennaio. Ecco i consigli per i risparmiatori
La Camera dei deputati rinnova la fiducia a Governo e alla Boschi. Forza Italia non vota

ROMA (Italy) - Dopo il voto scontato che ha "assolto" il ministro Boschi dalle accuse avanzate da Movimento 5 Stelle e da tutte le opposizioni - ma con il bene placido di Forza Italia che non ha votato contro il ministro del Governo Renzi - tutti si aspettano nuove normative a tutela dei risparmiatori.

I risparmi di una vita sono sicuri in banca? Come cambiano le regole del sistema creditizio dal prossimo 1 gennaio? Cos'è il salva banche? A spiegarlo all'Adnkronos è Fabio Civale, socio dello studio Civale Associati, autore di numerose pubblicazioni, esperto di diritto bancario e diritto dei mercati finanziari, che risponde a tutti gli interrogativi dei risparmiatori. Ecco davvero cosa si rischia e chi rischia.


1 - Le nuove regole europee sulla gestione delle crisi, la direttiva BRRD (Bank Recovery and Resolution Directive), cambiano le regole di salvataggio. Cos’è il bail-in e il bail-out? La soluzione della crisi di una banca può attuarsi attraverso il ricorso a risorse esterne alla banca (bail-out) o attraverso risorse interne (bail-in). Con il bail-out, il prezzo per il salvataggio è pagato da tutti i contribuenti e prende forma negli aiuti di stato. Con il bail-in, il prezzo è a carico di azionisti e creditori della stessa banca. In sintesi, con la BRRD, il prezzo per la gestione della crisi delle banche si sposta da tutti i contribuenti (bail-out) agli azionisti e creditori della banca (bail-in).

2 - Il bail-in è la scelta più sensata? Perché si è scelta questa strada? I dati Eurostat mostrano che, alla fine del 2014, gli aiuti di stato concessi alle banche in crisi sono stati pari a 238 miliari di euro in Germania, 42 miliardi in Irlanda, 52 miliardi in Spagna, 40 miliardi in Grecia, 19 miliardi in Portogallo. Gli aiuti di stato in Italia concessi alle banche sono stati pari a circa un miliardo, importo oggi integralmente restituito. Con la BRRD si è inteso porre un freno agli aiuti di stato e al salvataggio delle banche operato a spese di tutti i contribuenti e ai possibili connessi fenomeni di cosiddetto "azzardo morale". Si è fatta una scelta che può comportare "sacrifici" anche rilevanti per azionisti e creditori. La principale controindicazione è rappresentata, a mio avviso, da un possibile effetto di perdita di fiducia dei clienti e degli azionisti che può riversarsi sull’intero sistema bancario.

3 - Cosa cambia in termini di rischi per i risparmiatori con il bail-in? La logica di fondo del nuovo sistema di soluzione della crisi bancaria prevede che chi investe in strumenti finanziari più rischiosi sostiene, prima di altri soggetti, le eventuali perdite, ovvero subisce la conversione in azioni. Solo dopo aver esaurito tutte le risorse della categoria più rischiosa si passa alla categoria successiva. In sintesi, l'ordine gerarchico di applicazione del bail-in è il seguente: azionisti; detentori di altri titoli di capitale; altri creditori subordinati; creditori chirografari; persone fisiche e piccole e medie imprese titolari di depositi di importo eccedente la somma di 100.000 euro; fondo di garanzia dei depositi. Benché il bail-in possa apparire notevolmente "invasivo", occorre sottolineare che, in relazione all’esercizio di tale strumento, vige il principio del cosiddetto "no creditor worse off", secondo il quale il creditore soggetto a bail-in non si deve trovare in una condizione peggiore rispetto a quella nella quale si sarebbe trovato laddove, in alternativa alla risoluzione, fosse stata attivata l'ordinaria procedura di liquidazione coatta amministrativa.

4 - Chi rischia davvero di vedersi ridurre i propri risparmi? Come mostra l'esperienza recente, tra i soggetti che rischiano maggiormente in caso di crisi bancaria vi sono gli azionisti e i titolari di obbligazioni subordinate, ossia titoli che prevedono il rimborso solo a seguito del soddisfacimento di altre passività delle banche. Le obbligazioni strutturate, molto citate in questi giorni, sono strumenti finanziati che presentano un rischio prossimo a quello dei titoli azionari.

5 - Le nostre banche sono sicure? Devono temere di più le imprese o le famiglie? Il sistema italiano ha mostrato di essere in grado di superare la crisi finanziaria con un ridotto ricorso agli aiuti di stato. Questo è certamente un fattore positivo. Quanto al futuro, sebbene il sistema bancario italiano possa ritenersi vigilato e solido, nessuno può escludere fenomeni individuali di crisi. Occorre, a mio avviso, evitare di alimentare il panico in modo indistinto e sconsiderato. Con le regole in vigore dal prossimo 1 gennaio, ai primi segnali di deterioramento delle condizioni finanziarie o patrimoniali di una banca, l'autorità di vigilanza (la Banca d'Italia o la Bce) avrà a disposizione una serie di strumenti e di possibili misure di intervento precoce dirette a evitare l’aggravarsi delle difficoltà.

6 - C’è stata davvero una truffa per chi ha sottoscritto titoli rischiosi? A chi devono rivolgersi ora i risparmiatori? Nessuno, in questo momento, può escludere o affermare con certezza quale sia stato il livello di consapevolezza del rischio di ciascun cliente che ha sottoscritto obbligazioni subordinate. A mio avviso è necessario accertare i fatti riferiti ai singoli casi. La via giudiziaria, per quanto legittima, comporta costi e tempi lunghi per i clienti e per le banche. Sarebbe auspicabile un intervento volto a individuare strumenti alternativi e che possano, in tempi rapidi e con costi contenuti, assicurare una decisione vincolante per ciascun caso. La via di un arbitrato amministrato può essere percorribile a condizione che si dotino gli arbitri di strumenti di analisi effettiva e di poteri decisori vincolanti.

7 - Le banche tornano sotto i riflettori e la richiesta di trasparenza diventa sempre più un bisogno. Quali le colpe di banche e Banca d'Italia? Ritengo sia profondamente ingiusto, oltre che non corretto tecnicamente, invocare una responsabilità dell’intero sistema bancario e della Banca d’Italia. La Banca d'Italia ha sino alla fine caldeggiato una ipotesi di soluzione che prevedeva l’intervento del Fondo interbancario di tutela dei depositi. La Commissione europea, sulla base di una interpretazione poco condivisibile, non lo ha ritenuto ammissibile in quanto parificato a un aiuto di stato, sebbene il fondo stesso sia un soggetto privato. E' giunto il tempo di una scelta di campo: occorre selezionare le informazioni che le banche devono fornire ai clienti, al fine di consentire di comprendere le caratteristiche e il rischio associato ai singoli titoli. Banche e intermediari finanziari devono a mio avviso strutturare idonee procedure di individuazione e selezione dei target di clientela ai quali proporre o raccomandare strumenti finanziari soggetti a bail-in.

8 - Cosa sarebbe successo se il salvataggio delle quattro banche fosse avvenuto con il bail-in? Il cosiddetto salvataggio delle quattro banche ha coinvolto come noto azionisti e titolari di obbligazioni subordinate. Se non fosse stato adottato tale provvedimento, l'entrata in vigore delle regole sul cosiddetto bail-in avrebbe comportato il coinvolgimento di ulteriori soggetti "non protetti", tra cui correntisti con giacenza superiori a 100.000 euro. Dopo il primo gennaio 2016 l’impatto del bail-in sarebbe stato pari a circa 12 miliardi di euro di masse non protette, stando ai dati della Banca d’Italia. (AdnKronos)


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Decreto Salva Banche, il M5S depositerà nei prossimi giorni una mozione di sfiducia per il ministro Boschi
Le dure accuse dei partiti di opposizione, Roberto Saviano e del pentastellato Alessandro Di Battista: abbiamo una banca in cui la famiglia Boschi ha interessi e lo stesso ministro era azionista

ROMA (Italy) - Il crack delle quattro banche, tra cui l'Etruria ai cui vertici per un periodo sedette anche il padre della ministra Maria Elena Boschi, investe la titolare del dicastero delle Riforme, con le polemiche che si accendono dopo la presa di posizione di Roberto Saviano che ne ha chiesto le dimissioni. Fanno quadrato il Pd in tutte le sue componenti e la maggioranza di governo, mentre il M5S chiede un passo indietro dell'esponente dell'esecutivo. "Non vogliamo - spiega Di Battista - che ci siano ministri in conflitto di interessi rispetto a banche favorite da provvedimenti del governo".

E l'opposizione: "Il ministro Boschi deve dimettersi e il Paese ha diritto di sapere se le misure del governo su Banca Etruria abbiano favorito suoi parenti", tuona dal Movimento 5 stelle Alessandro Di Battista. E il deputato punta il dito sul decreto legge che ha trasformato le Popolari in Spa.


"Il 'Giglio magico' - chiede Di Battista - era informato o no del dl che ha permesso l'aumento di valore delle azioni di Etruria? Si gioca sulle leggi per favorire chi è vicino al governo. Si chiama conflitto di interessi". "Abbiamo una banca - sostiene - in cui la famiglia Boschi ha interessi e lo stesso ministro era azionista. Se ha però o meno guadagnato lo scopriremo quando pubblicheranno il loro patrimonio. Potrebbero aver acquistato azioni prima di trasformare la popolare in Spa per poi rivenderla. Dobbiamo capire se qualcuno ha speculato". L'esponente M5S attacca poi Consob e Bankitalia. "Che fine hanno fatto? In un Paese normale i vertici di Consob e Bankitalia, nominati dal Governo Berlusconi, dovrebbero dimettersi", conclude.

Ma intanto le opposizioni attaccano il governo sul caso banche e anche Roberto Saviano rincara il suo attacco al ministro Boschi. "Se resta al suo posto rifiutando spiegazioni vorrà dire che la Leopolda è una riunione di vecchi arnesi affamati e il Pd un'accolita che difende i malvelsatori". E su Twitter Saviano aggiunge: "Perché quando si discute del governo Renzi - o del ministro Boschi che di questo governo sembra essere il volto simbolico - non si riesce mai fino in fondo a fare un'analisi puntuale? Se critichiamo questo governo non vuol dire che siamo contro le riforme. Se proviamo ad analizzare questo governo, con lo stesso rigore che abbiamo applicato ai governi Berlusconi, non vuol dire che siamo populisti o che stiamo dando munizioni a Salvini. Eppure questa politica dal volto giovane ha prassi vecchie e furbe: continua a non dare risposte. E il nostro resterà sempre il paese del conflitto di interessi."

Poi, proseguendo Robero Saviano afferma: "il PD mi accusa di delirare quando chiedo le dimissioni del ministro Boschi, come se fosse lesa maestà chiederle di chiarire le troppe opacità del caso Banca Etruria, dato il suo diretto coinvolgimento familiare. Alberto Statera - in un articolo pubblicato ieri su Repubblica e in parte disponibile qui http://bit.ly/AlbertoStatera_BancaEtruria - descrive bene come sia maturato il buco di bilancio di Banca Etruria, che dovranno ripianare anche i tanti obbligazionisti come Luigino D'Angelo (il pensionato che si è tolto la vita) che, molto probabilmente, non erano stati informati dei rischi cui andavano incontro. Se il ministro Boschi dovesse rifiutare spiegazioni, restando al suo posto nonostante il pesante coinvolgimento della sua famiglia in questa gravissima vicenda che avrà probabilmente sviluppi giudiziari (come potrebbe non averne?), vorrà dire che nulla è cambiato, la Leopolda è una riunione di vecchi arnesi affamati, resi più accettabili dalla giovane età e dall'essere venuti dopo Berlusconi, e il Pd un'accolita che difende i malversatori a scapito dei piccoli risparmiatori."

"Il ragionamento di Saviano e' giusto e condivisibile ma le sue conclusioni sulla Boschi sono esagerate", afferma Pier Luigi Bersani. E anche i colleghi di governo della ministra si schierano al suo fianco: "Sono convinto che sul tema del salvabanche si stia esagerando. Si vuole individuare Maria Elena Boschi come capro espiatorio di una vicenda drammatica, che ha coinvolto tanti risparmiatori, e nella quale il governo, di cui il ministro Boschi fa parte, si è schierato dalla parte dei risparmiatori", puntualizza il ministro dell'Interno e presidente del Nuovo centrodestra Angelino Alfano. "Non riesco a capire dove sia il conflitto di interessi, perché quello che ha fatto il governo è stato salvare 4 banche. Non le dirigenze, ma coloro che ci lavorano e tutti i correntisti", ricorda la ministra della Difesa Roberta Pinotti. Sulla stessa lunghezza d'onda il titolare del dicastero ai Beni culturali, Dario Franceschini: Boschi è "una persona rigorosa e trasparente. Il conflitto di interessi è una cosa precisa, quindi mi sembra assolutamente fuori luogo associare l'autorevolezza acquisita in altri campi per emettere sentenze senza fondamento. Non c'è nessun conflitto di interessi". (AdnKronos)


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Decreto Salva Banche, il Governo accusato dalla UE: mancato controllo sulle operazioni dei quattro istituti
Il tragico suicidio del pensionato che aveva perso tutti i risparmi di una vita

ROMA (Italy) - Nella risoluzione delle quattro banche italiane "ci sono state conseguenze per molte persone molto dure e difficili. Ma le banche in questione stavano vendendo prodotti inadatti ai clienti, che probabilmente non sapevano cosa stessero comprando". Lo ha detto il commissario Ue alla Stabilità finanziaria, Jonathan Hill, sulla risoluzione di Banca Etruria, Banca Marche, Carife e Carichieti dopo il dramma del pensionato di Civitavecchia che si è tolto la vita per aver perso tutti i risparmi.

E la vicenda fa anche una vittima: un correntista da oltre 50 anni presso la filiale di Civitavecchia della Banca Etruria. L ’uomo si è impiccato il 28 novembre scorso dopo aver scritto una lettera-atto di accusa contro il sistema che lo aveva tradito e umiliato.


Un pensionato di Civitavecchia si sarebbe suicidato, dopo aver appreso di aver perso i risparmi di una vita investiti nella Banca Popolare dell’Etruria e Lazio, oggetto dell’esproprio del risparmio anticipato del bail-in. E' la denuncia della associazioni dei Adusbef e Federconsumatori, che si dicono "addolorate della tragica notizia" e definiscono "criminale l'esproprio". "

I fatti. Correntista da oltre 50 anni presso la filiale di Civitavecchia della Banca Etruria, l’uomo si è impiccato il 28 novembre scorso, ma solo ieri è stata trovata nel suo computer una lettera in cui ha spiegato il suo gesto. Nel testo avrebbe descritto i tentativi fatti per rientrare in possesso del suo capitale, dopo che la banca ha cambiato da basso rischio ad altissimo il suo profilo di investimento. Ma il colpo di grazia è arrivato con il decreto "salva-banche", che ha azzerato tutte le sue azioni e obbligazioni. Il pensionato si era rivolto a diverse persone, a partire dai responsabili della banca, ma senza ottenere risultati. Il colpo di grazia è stato il decreto "salva-banche" che ha azzerato tutte le azioni e le obbligazioni subordinate e mandato sul lastrico decine di migliaia di piccoli risparmiatori. Per lui più che la perdita dei risparmi di una vita, è stata l'umiliazione, quella presa in giro costante, che l'hanno privato poco a poco, oltre che dei soldi, della propria dignità.

Poi è stata ritrovata una lettera sintetica e concisa. Un duro atto d'accusa mosso a tutte quelle persone, dipendenti della Banca dell'Etruria, che con lui avevano avuto a che fare in questi ultimi mesi. Quando la banca decide di cambiare il suo profilo nell'investimento, da basso rischio ad altissimo, gli ha impedito, con mille scuse e mille espedienti (così racconta la moglie a Etruria News) di rientrare in possesso del suo capitale di 110mila euro e un lingottino d'oro. Nella lettera, l'uomo parla dei tentativi fatti, del responsabile titoli della banca che non gli ha mai detto realmente come stavano le cose. Del funzionario inviato dalla sede centrale di Arezzo (una donna) che ha continuato a rassicurarlo: "Luigino stai tranquillo, anche i miei genitori hanno fatto questo tipo di investimento. Se non fosse stato sicuro glielo avrei impedito io, non ti pare?". Luigino le ha provate tutte. Si è rivolto anche ad alcuni colleghi giornalisti per raccontare la sua storia. Ha contattato avvocati ed è andato pure nella caserma della Guardia di Finanza per sporgere una denuncia che però non è andata a buon fine.

Nell'esprimere "le condoglianze alla vedova", Federconsumatori e Adusbef non nascondono la loro ira, ma esortano "i risparmiatori truffati a non commettere gesti sconsiderati". Adusbef e Federconsumatori che "combattono da anni contro i mandanti, la cui omessa vigilanza ha bruciato sudore e sangue di 130.000 famiglie ridotte sul lastrico", annunciano di aver chiesto al Procuratore capo di Civitavecchia, Gianfranco Amendola, di aprire una indagine per istigazione al suicidio, verificando se il decreto di Bankitalia recepito dal Governo, sia compatibile con le norme penali e con la Costituzione italiana, che all’art. 47 tutela il pubblico risparmio".

Nunzio Galantino, segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana, commentando il suicidio del pensionato di Civitavecchia ha dichiarato: "Speriamo che questo faccia riflettere un po' tutti quanti noi a non misurare la vita e il progresso della civiltà soltanto con il Pil o le percentuali dei soldi. Speriamo di no". Sul fronte politico invace Alessandro Di Battista, membro del direttorio M5S, scrive su Fb: "Un pensionato si è ucciso dopo aver perso i risparmi nel salvataggio di Banca Etruria. Oggi diranno che chi lo ricorda è uno sciacallo. Per me gli sciacalli stanno in Parlamento!".

Salvini: "Suicidio di Stato" Della tragedia si sono interessate anche le associazioni dei Consumatori Adusbef e Federconsumatori, chiedendo al procuratore di Civitavecchia di aprire un'indagine "per istigazione al suicidio e per verificare se il decreto di Bankitalia adottato dal governo sulla risoluzione delle quattro banche sia compatibile con le norme penali e con la Costituzione che all'articolo 47 tutela il risparmio". Ancora più duro Matteo Salvini, secondo il quale il pensionato si “è suicidato per colpa di Banca Etruria e di un governo assente” e si è trattato di “un suicidio di Stato”.

Il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, a ''Mattino 5' chiede che "gli obbligazionisti siano risarciti al 100% con i soldi delle banche e dei banchieri" e l'istituzione di una commissione d'inchiesta. "Vogliamo sapere - sottolinea - chi è stato responsabile di questa truffa e chi è stato responsabile deve pagare, anche con la galera".

Il Codacons intanto ha deciso di presentare oggi un esposto alla Procura della Repubblica di Civitavecchia per il grave reato di istigazione al suicidio, in merito alla vicenda. “Chiediamo alla Procura di Civitavecchia di aprire una indagine sulla base dell’art. 580 del Codice Penale, volta ad accertare eventuali responsabilità di terzi nel suicidio del pensionato - afferma il presidente Carlo Rienzi - In particolare vogliamo sapere se eventuali comportamenti di organi pubblici o soggetti privati abbiano potuto in quale modo contribuire al tragico gesto, spingendo l’uomo alla disperazione e quindi al suicidio”.


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