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La sfida americana al dittatore siriano Assad e al suo protettore Putin
al centro del programma elettorale dei candidati alle presidenziali
Con l'orso Russo si gioca la partita della "Guerra Fredda" mai terminata

ROMA (Italy) - L’avanzata dell’Isis, lo Stato Islamico di Iraq e Siria guidato da Al Baghdadi, ha reso necessario il coinvolgimento e la cooperazione tra forze internazionali per tentare di arginare il problema del terrorismo islamico.

Il clima di scontro però, si è fattosubito sentire anche all’interno della coalizione stessa, dove, in terra siriana, Obama e Putin stanno combattendo una vera e propria guerra parallela: da una parte gli Stati Uniti contro il Califfato, dall’altra la Russia contro i ribelli anti-Assad e contro l’Is (La Francia, però, ha già firmato una dichiarazione con altri sei Paesi per chiedere alla Russia di concentrare i suoi attacchi contro le forze del Isis. Di tutta risposta, il Cremlino, ha ribadito di essere stato l’unico, ad oggi, adaver colpito Raqqa, la capitale del Califfato).


La necessità di far fronte comune non ha, dunque, fatto passare in secondo piano i problemi tra le due potenze occidentali che sembrano richiamare il climadi una Guerra Fredda probabilmente mai finita. Questa volta gli occhi del ciclone sono due: da una parte i sospetti raid lanciati dalla Russia che gli Stati Uniti sostengono aver colpito basi non dell’Isis, bensì di altri gruppi ribelli. L’attacco avrebbe dato la morte a 27 civili, tra i quali sei bambini. Ovviamente Mosca ha negato la responsa-bilità di tali azioni, spiegando che a colpire le forze anti-governative sarebbero stati aerei russi, sì, ma in dotazione al governo siriano.

Dall’altra, ed è forse l’ostacolo più grande, c’è il veto assoluto posto da Obama riguardo la dittatura di Assad, appoggiata dal leader russo eapertamente condannata dagli americani: se la cooperazione deve andare avanti, il leader deve uscire di scena. Da quando Assad è salito al potere nel 2000, l’America ha inserito lo stato siriano tra gli “Stati Coniglio”, quei territori che, per un regime troppo autoritario, vengono considerati minaccia per la pace. Il dittatore è stato, tra l’altro, da pochi giorni, sottoposto ad un’inchiesta giudiziaria, portata avanti da Parigi, per “crimini contro l’umanità”. L’indagine si basa sull’inchiesta “Cesar” dal nome in codice di un fotografo della polizia militare che ha tradito il regime facendo arrivare immagini di torture e uccisioni nelle carceri del regime.

Il vero problema che mina la creazione di una colazione stabile, dunque, resta Assad. Per gli americani, infatti, è imprescindibile la sua uscita di scena, che lo stesso presidente della Siria si è detto disposto a prendere in considerazione per risolvere il problema del regime del terrore legato all’Is, fermo restando che ha più volte espresso i suoi timori sulla presenza e sul controllo occidentale in a Damasco. Ad intervenire nella questione è stato anche il diplomatico italo-svedese Staffan De Mistura, già sottosegretario degli Esteri durante il governo Monti ed ora inviato speciale per l’Onu. In un vertice tra i ministri dei rispettivi paesi, ha affermato De Mistura, si è aperto un dialogo. “Sicuramente l’Onu ha approvato solo le misure anti Isis e Al Qaeda”, ha detto riferendosi ai presunti attacchi russi a basi civili, ma l’importante è riuscire ad arrivare ad un compromesso che permetta un fuoco incrociato tra armi e azione politica, così da riuscire a fermare l’avanzata terroristica. (Marika Del Zotti)

Si avvicina sempre di più il giorno delle elezioni presidenziali USA. Gli americani saranno chiamati alle urne per scegliere il successore dell'attuale presidente. Obama, infatti, non può ricandidarsi una terza volta per via del 22esimo emendamento della Costituzione. Tra i candidati alle elezioni presidenziali USA 2016: Hillary Clinton, Bernie Sanders, Donald Trump, Jeb Bush - Il nome più importante rimane quello di Hillary Clinton che lady viene data vincente in tutti i sondaggi, sarebbe la rivincita dopo la sconfitta subita dai democratici di Obama nel 2008. Tra i tantissimi candidati repubblicani spicca la candidatura di Marco Rubio e Jeb Bush - fratello minore dell'ex presidente George W - ovviamente anche lui figlio del primo Bush presidente; sarebbe quindi il terzo della famiglia Bush a correre per la Casa Bianca (e potrebbe correre contro la moglie dell'ex presidente Clinton, rendendo parecchio dinastica la democrazia statunitense). Ma il vero protagonista nel campo repubblicano, ormai, è Donald Trump.

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