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Ozonoterapia, usi terapeutici di questa nuova frontiera della moderna medicina
Una pratica medica che si sta sempre più diffondendo e affermando in molte Nazioni,
illustrata per noi dal dottor Egidio Gallo del Centro Fisiomed, che la applica con successo sin dal 1995

ROMA (Italy) - Ultimamente, in ambito medico, si sente molto parlare di Ozonoterapia! Molti ne parlano ma effettivamente solo in pochi sanno cosa significhi questo termine e ancora meno sanno quali sono gli usi terapici di questa tecnica. In questo articolo cercheremo di dare delle risposte che rendano chiaro a tutti cosa significa e a che serve l’ Ozonoterapia!

L’ozono può essere applicato in dermatologia (herpes zooster, acne, cellulite), medicina interna (epatopatie, Chron, artrite reumatoide), cardiologia (cardiopatie ischemiche, recupero post-infarto), oculistica (maculopatia degenerativa), neurologia (cefalee tensive e vascolari, depressione, ictus), ortopedia (ernia del disco, artrosi, reumatismo articolare) vascolare (ulcere: diabetiche, trofiche, post-flebite, arteriopatia), malattie degenerative (sclerosi multipla, SLA, Parkinson, demenza senile precoce), chirurgia (complicazioni infettive), disbiosi intestinale (colite, ulcera gastrica, stipsi, dismetabolismi). Le uniche patologie per le quali è imprudente sono l’ipertiroidismo e il favismo, quest’ultima solo nella pratica della grande autoemo-trasfusione. Nella gravidanza è sconsigliata.


L’ozonoterapia nasce in Germania e, dopo vari anni di utilizzazione in svariati campi della medicina, è approdata in Italia nel 1983. Qui ha avuto un’ampia diffusione dopo che è stata constatata la sua efficacia nella patologia discale vertebrale grazie alla società di ossigeno-ozono e approvata dal Ministero della Salute. Con l’andare del tempo, questa metodica, grazie a svariati studi clinico-scientifici, si è diffusa in numerosi paesi europei ed extraeuropei consentendo in un’elevata percentuale di casi di risolvere o perlomeno migliorare, con notevoli benefici personali e sociali, numerose patologie altrimenti fortemente invalidanti.

Per comprenderne meglio le specificità consultiamo l'espertissimo dr. Egidio Gallo che applica questa terapia nel Centro Fisiomed di Mesagne in Provincia di Brindisi. Dr. Gallo come e quando ha iniziato il percorso applicativo dell'ozonoterapia? "'Il gas che distrugge l’ernia del disco', questo è il titolo di un poster che ho trovato in una sala dove si svolgeva un congresso sulla protesi d’anca a Monaco, in Germania. Preso dalla curiosità, ho conosciuto l’autore del manifesto, il Dott. Cesare Verga che mi ha dato delle delucidazioni e invitato a dei corsi sull’argomento che poi ho successivamente frequentato. Intuendo le potenzialità terapeutiche di questo gas, ho iniziato a praticare questa metodica dal febbraio del 1995, con risultati lusinghieri. In sintesi - aggiunge l'illustre clinico - si tratta dell’ossigeno-ozono terapia, una pratica capace di influire positivamente su molti problemi fisici, senza alcun effetto collaterale. L’ozono (O3) è la forma triatomica dell’ossigeno. In natura l’ozono si forma, sia mediante i raggi ultravioletti, sia mediante il fulmine che fornisce l’energia affinché 3 molecole di ossigeno dell’aria diventino 2 molecole di ozono. In medicina, invece, viene prodotto al momento d’uso da appositi macchinari certificati dalla vigente legislazione."

Quali sono le principali affezioni che trovano utile giovamento da questa terapia? "L’O3 è un gas molto instabile e reattivo e deve essere usato immediatamente dopo il prelievo. Le vie di somministrazione sono svariate: sottocutanee, intramuscolari (piccola auto-emotrasfusione), intrarticolari, insufflazione rettale, endovena (nella grande auto-emotrasfusione), topica. L’ozono può essere applicato in dermatologia (herpes zooster, acne, cellulite), medicina interna (epatopatie, Chron, artrite reumatoide), cardiologia (cardiopatie ischemiche, recupero post-infarto), oculistica (maculopatia degenerativa), neurologia (cefalee tensive e vascolari, depressione, ictus), ortopedia (ernia del disco, artrosi, reumatismo articolare) vascolare (ulcere: diabetiche,trofiche,post-flebite, arteriopatia), malattie degenerative (sclerosi multipla, SLA, Parkinson, demenza senile precoce),chirurgia (complicazioni infettive), disbiosi intestinale (colite, ulcera gastrica, stipsi, dismetabolismi). Tutte queste patologie traggono beneficio grazie agli effetti biologici dell’ozono."

Perfetto, ma ci conferma che la stragrande maggioranza delle applicazioni si esegue in campo ortopedico ed in particolar modo nelle ernie discali? "L’ernia è una patologia molto frequente, soprattutto tra i 30 ed i 50 anni, e può localizzarsi sia a livello lombare sia cervicale o al rachide dorsale. Il disco intervertebrale è un cuscinetto ammortizzatore della colonna vertebrale, è costituito da un involucro esterno di struttura fibrosa che racchiude una borsa contenente una sostanza gelatinosa il cui costituente principale è per il 90% acqua. Quando si rompe l’involucro esterno del disco, per svariate cause, fuoriesce la borsa contenente l’acqua che va a comprimere il nervo più vicino, creando formicolii, dolore fino alla paresi nelle forme più gravi. In questi casi, l’ozono esercita un’azione disidratante sull’involucro del nucleo polposo esercitando un’azione biochimica creando delle fenestrazione, favorisce la fuori uscita dell’acqua, determinando soppressione o ridimensionamento dell’ernia stessa. Per anni si è pensato che la compressione fosse l’unica causa del dolore neuropatico ma spesso la realtà potrebbe essere anche un grosso fenomeno infiammatorio causato da stasi venosa. In questi casi, l’ozono riduce la pressione sulla radice nervosa"

Dr. Gallo ma lei è soprattutto uno stimato Ortopedico e titolare di un affermato Centro fisioterapico al quale chiederei di spendere anche qualche consiglio per i moltissimi afflitti da affezioni dolorose alla colonna vertebrale. "Tra le cause principali dell’ernia è da tenere in prima considerazione la postura scorretta del nostro corpo che predispone la nostra colonna a microtraumi ripetuti o a traumi importanti o sforzi, pertanto, deve essere la prima patologia a essere corretta. Oltre la correzione della postura, bisogna pensare al dolore che in determinati casi potrebbe essere veramente invalidante. Pertanto, fans, cortisonici, oppioidi sono la prima scelta nella fase acuta della sintomatologia e, solamente dopo la remissione del dolore, si può praticare fisioterapia. Però, essendo l’ernia, un problema meccanico (“una pietra sul nervo”), spesso la sintomatologia non risponde a codeste terapiee, dunque, si dovrebbe ricorrere alla chirurgia. Frequentemente, però, la chirurgia presenta complicazioni, rappresentate da fibrosi, aderenze cicatriziali, recidive dolorose, instabilità, artrosi. Il consiglio mirato, quindi, è di effettuare sin da piccoli una sana attività motoria che va misurata sempre in rapporto alle 'dotazioni fisiche individuali' - conclude il direttore del Centro Fisiomed di Mesagne".

"La peculiarità dell’ozono, quindi, è l’assenza di effetti collaterali, se eseguita senza mala pratica" - puntalizza il dr. Gallo e sanscisce precise linee guida. "Per operare in completa sicurezza è dunque, fondamentale la somministrazione corretta, secondo quanto indicato dalla società di ossigeno ozonoterapia, e l’utilizzo di apparecchiature idonee e certificate secondo legislazione. Le uniche patologie che richiedono l’astensione dall’ozono sono l’ipertiroidismo e il favismo, quest’ultima solo nella pratica della grande autoemo-trasfusione. Nella gravidanza è consigliabile non praticarla."

E gli aspetti puramente benefici in termini di costi ed efficacia? "Rispetto alle altre terapie annunciate, i vantaggi dell’ozono sono: basso costo, il ripetersi della pratica, assenza di rischi da reazione anafilattica, intervento veloce e completamente innocuo, assenza di azioni neurotossiche, efficacia biologica e rispetto della biomeccanica della colonna vertebrale. Innocuità perché non ha controindicazioni; infatti - conclude Gallo - pazienti diabetici, nefropatici, operati per patologie cardiache e in terapia dicumarinica, parkinsoniani, gastropatici, cerebrolesi, ultra ottantenni con svariate patologie, sono stati trattati con grande efficacia senza modificare i personali trattamenti farmacologici. L’efficacia è basata sull’effetto biologico che non ha limitazioni e permette di ottenere risultati sia in patologie con indicazioni chirurgiche, sia quando l’intervento cruento è già avvenuto, sia quando, pur non essendovi indicazioni a nessun tipo di chirurgia, tutte le altre metodiche terapeutiche non abbiano ottenuto risposta. Rispetto della biomeccanica perché permette una rapida ripresa di qualsiasi attività fisica, sportiva o lavorativa, in maniera stabile eduratura. Non richiede assolutamente ricoveri né complesse attrezzature radiologiche, anestesiologiche e può, quindi, essere praticata in qualsiasi studio medico e persino al domicilio del paziente. Tutto ciò con notevole risparmio economico." (Giorgio Esposito)


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