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Settimo anniversario dell'incidente aereo nel quale persero la vita otto aviatori italiani
L'equipaggio, tutti appartenenti al 15esimo stormo dell'aeronautica militare, era in missione internazionale L'elicottero HH3F subì una avaria e precipitò portando con se le vite di otto "uomini del soccorso aereo"

ROMA (Italy) - Ore 7.30 del 22 ottobre 2008. Dalla pista 14-32 della base aerea di Brindisi si leva in volo l'elicottero HH3F che dalla Puglia si dirigerà verso Florennes in Belgio per partecipare ad una esercitazione militare internazionale. A bordo un super equipaggio composto da 2 piloti, 2 operatori di bordo e tre aerosoccorritori. A Rimini, poi, si affiancherà loro un altro pilota esperto e un secondo elicottero con cui navigheranno insieme nei cieli d'Europa prima di raggiungere il suolo belga. Sulla rotta due soste tecniche.

Il giorno successivo, i due velivoli, separati da mezzo miglio aereo, si librano lunghe le immense e verdeggianti campagne francesi. Improvvisamente l'elicottero n. 10 decollato da Brindisi, subisce un'avaria ad una pala, precipita e impatta con il suolo incendiandosi. Il calendario segna la data del 23 ottobre e l'orologio è fermo sulle 16.30. Otto gloriosi aviatori: Michele Cargnoni, Stefano Bazzo, Marco Partipilo, Carmine Briganti, Giovanni Sabatelli, Giuseppe Biscotti, Massimiliano Tommasi, Teodoro Baccaro, perdono la vita.


S.A.R. - Search And Rescue (Ricerca e Soccorso): per qualcuno, forse solo una sigla; per gli equipaggi di volo appartenenti al 15° Stormo dell’Aeronautica Militare, invece, il loro lavoro, la loro passione, ma, soprattutto, la loro missione. Nato nel 1946 col compito di soccorrere gli aerei militari incidentati o abbattuti, oggi il S.A.R. annovera fra i suoi importanti compiti anche il salvataggio di civili, non solo in caso di incidenti aerei o marittimi causa di naufragi, feriti o dispersi, ma anche in occasione di calamità naturali, dove concorre alle operazioni di recupero delle vittime, o di particolari emergenze, come ad esempio il trasporto urgente di ammalati o traumatizzati gravi.

Queste le motivazioni istituzionali delle "Operazioni" che hanno visto "gli uomini del soccorso aereo" farsi onore nelle molteplici occasioni di piccole e grandi emergenze in Italia e all'estero quali terremoti, alluvioni, incidenti aerei e marittimi, trasporti ammalati gravi e per trapianti, missioni in zone di guerra e tanto altro ancora. Impegni che il "15° Stormo" ha portato a termine anche grazie alla continua dedizione del proprio personale che in nessun caso si è mai tirato indietro, neanche davanti alle criticissime e classiche "missioni impossibili". Eccone alcuni ultimi operati dal Sar di Brindisi: Voli sanitari Tirana–Brindisi a seguito di uno scoppio di una polveriera, soccorso ad un peschereccio di Gallipoli, trasporto d’urgenza di un bambino da Tirana a Brindisi, ricerca di un naufrago a Crotone, trasporto per imminente pericolo di vita di un neonato da Taranto a Napoli, trasporto per IPV (Imminente pericolo di vita) di una gestante da Lecce a San Giovanni Rotondo.....

E poi, dopo tanto eroismo, arrivano anche le lacrime come quelle versate a fiumi - da parenti, amici e colleghi - dopo il terribile incidente aereo che nel 2008 ha visto sparire dalla vita terrena otto valorosi militari dell'arma azzurra denominati successivamente "Angeli del Sar". Una avaria al rotore principale annullò i progetti futuri di Michele Cargnoni, Stefano Bazzo, Marco Partipilo, Carmine Briganti, Giovanni Sabatelli, Giuseppe Biscotti, Massimiliano Tommasi, Teodoro Baccaro. Otto ragazzi che sulle spalle portavano il pesante fardello di appartenere al Reparto che, per ironia, è votato a salvare la vita altrui anche a costo della propria. "Angeli del Sar" e indimenticabili uomini che in giro per il mondo hanno lasciato traccia del loro eroico passaggio attraverso tantissime missioni di soccorso. Michele, Marco, Stefano, Giovanni, Carmine, Giuseppe, Teodoro e Massimiliano, restano, comunque, il miglior esempio che si possa trasmettere alle moderne generazioni legate più al superfluo e alla materialità che non a ideali umanitari. (Giorgio Esposito)

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