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Terrore a Parigi, doppio blitz: uccisi i terroristi, una in fuga. Morti 4 ostaggi
Assalto delle teste di cuoio a Dammartin, nella tipografia dove erano barricati i fratelli Kouachi, autori della strage di Charlie Hebdo e a Port de Vincennes, nel supermercato ebraico attaccato dal killer di Montrouge

ROMA (Italy) - Doppio blitz delle teste di cuoio francesi per liberare gli ostaggi in mano ai terroristi a Porte De Vincennes e a Dammartin-en-Goele. Quattro ostaggi sono morti, altrettanti agenti di polizia sono rimasti feriti e tre terroristi, i fratelli franco-algerini Kouachi e il sequestratore Amedy Coulibaly, sono stati uccisi.

L'uccisione dei fratelli Kouachi a Dammartin-en-Goele Dopo una ricerca che ha impegnato 88mila uomini e dopo otto ore di assedio, i due fratelli franco-algerini Kouachi, barricati in una tipografia poco fuori Parigi, sono stati uccisi. Hanno urlato: "Siamo pronti a morire da martiri" e si sono poi lanciati sulle teste di cuoio francesi. Nell'assalto un poliziotto è rimasto ferito mentre l'unico prigioniero, il 27enne Michel Catalano, responsabile della stessa tipografia, è stato liberato ed è salvo. Ci sarebbe poi un secondo ostaggio, anche questo liberato.


Contemporanemante, nel cuore di Parigi, la polizia francese ha dato l'assalto all'altro punto di assedio a Porte de Vincennes: un altro jihadista, Amedy Coulibaly, armato di due kalashnikov, teneva in ostaggio cinque persone, tra cui un bambino, in un negozio di alimentari ebraico kosher. L'uomo si è fatto riconoscere come l'assassino della donna poliziotto avvenuto ieri nella banlieu di Montrouge: "Sapete chi sono! Sapete chi sono!", ha gridato ai poliziotti. Poi ha chiesto che venissero liberati i fratelli Kouachi minacciando di uccidere gli ostaggi. Il sequestratore di Porte de Vincennes ha contattato la redazione di Bfmtv nel pomeriggio e ha detto di essere "sincronizzato" con i fratelli Kouachi dicendo: "A loro Charlie Hebdo, a me i poliziotti". Durante il blitz Coulibaly è stato ucciso mentre una quarta terrorista, Hayat Boumeddiene, sua compagna, è ricercata e in fuga. Secondo la Cnn la donna non era nel supermercato. Il network americano aggiunge la notizia di un secondo uomo armato nel sequestro: si pensa che sia lui ad essere fuggito.

Quattro morti al negozio kosher. I fratelli Kouachi non sapevano dell'ostaggio A Porte de Vincennes, quindici persone sequestrate da Coulibaly nel supermercato sono state liberate, ma il presidente francese Holland ha confermato che quattro ostaggi sono morti. Ci sarebbero anche quattro agenti delle forze speciali rimasti feriti. L'uomo che invece si trovava prigioniero nell'edificio dove erano i fratelli Kaouchi, a Dammartin-en-Goele, non era un ostaggio perché i terroristi non si sono mai accorti della sua presenza. Lo hanno rivelano gli inviati sul posto di BFM-TV, i quali hanno specificato che l'uomo era nascosto in uno scatolone ed ha avvertito la polizia comunicando con il cellulare. Il terrorista Amedy Coulibaly: "Sono dell'Isis" L'autore della sparatoria di Porte De Vincennes, identificato come Amedy Coulibaly, 32enne di colore, sarebbe lo stesso che ieri mattina a Montrouge, con addosso un giubbotto antiproiettile, ha aperto il fuoco su una poliziotta (poi morta) e su un dipendente civile. Per quest'omicidio è ricercata anche la compagna di Coulibaly, Hayat Boumeddiene, di 26 anni. Gli allarmi nella Pargi sotto attacco Prima che fossero effettuati i blitz contro i terroristi, la Prefettura di Parigi ha ordinato per precauzione la chiusura di tutti i negozi della rue des Rosiers, cuore dell'antico quartiere ebraico di Parigi, il Marais. Nel primo pomeriggio c'è stata un'allerta anche al Trocadero, sito storico di fronte alla Tour Eiffel, evacuato per circa mezz'ora per un falso allarme per una sparatoria. La zona è stata poi riaperta.


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Caccia ai “foreign fighters”, così l’Italia affronta il terrore delle minacce islamiche
Terrorismo, Alfano: allerta elevatissima in Italia. Nel mirino le reti di reclutamento su internet
Salvini della Lega: basta con tolleranza e buonismo. In Francia Le Pen propone referendum per Pena di Morte

ROMA (Italy) - Lo stato di allerta per l’Italia è “elevato, anzi elevatissimo, pur in assenza di una minaccia specifica” di azioni terroristiche da parte dei jihadisti del cosiddetto Califfato islamico in Iraq, e questo innanzitutto perché il nostro paese “è parte di quella grande comunità occidentale che contrasta il terrorismo”, oggi “sotto attacco da parte di un califfo e di un sedicente Stato e di una organizzazione criminale che ha condizioni, soldi e uomini che nessuno ha mai avuto”. Lo ha affermato oggi a Bruxelles il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, parlando con la stampa a margine di una conferenza del Comitato delle Regioni europee sulla sicurezza interna dell’Ue.

I foreign fighters, letteralmente combattenti stranieri, sono i cittadini con passaporti europei che scelgono di unirsi alle milizie dello Stato Islamico in Siria e in Iraq.


Sale il livello di allerta anche a Roma dopo l'assalto al giornale satirico di Parigi 'Charles Hebdo'. Secondo quanto si è appreso da fonti delle forze dell'ordine, sono stati potenziati i servizi di vigilanza agli obiettivi sensibili nella capitale e c'è una "particolare attenzione" verso le redazioni giornalistiche. È stato convocato inoltre dal ministro dell'Interno, Angelino Alfano, il Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo per oggi pomeriggio alle 16.30, presso il Dipartimento di Pubblica Sicurezza. Il Comitato, composto da tutti gli esperti di antiterrorismo delle Forze dell'Ordine e dell'Intelligence, esaminerà con grande attenzione la minaccia terroristica alla luce del gravissimo attacco avvenuto a Parigi.

"Basta tolleranza e buonismo": così Matteo Salvini, intervenendo a Radio Padania. "E' in atto - sostiene il leader leghista - un tentativo di occupazione militare e culturale da parte di una comunità prepotente e ben organizzata, che ha la facilita' di affondare il coltello in un burro che e' l'occidente. Questa e' una vera e propria guerra - ha aggiunto - quindi rispondere con tolleranza e buonismo e' un suicidio". Chiedendo di "dialogare con l'islam", secondo Matteo Salvini, "il Papa non fa un buon servizio" ai cattolici. "Va bene la pace - ha aggiunto Salvini -, ma sei il portavoce dei cattolici, preoccupati di chi ti sta sterminando in giro per il mondo".

L’Italia, ha aggiunto il ministro, potrebbe essere presa di mira anche perché “è sede della Cristianità”, e poi “ha fatto delle scelte importanti in Parlamento anche negli ultimi mesi”. Alfano si è detto “pronto a portare al Consiglio dei ministri e in Parlamento norme molto importanti e severe” per contrastare la minaccia terrorista proveniente dai cosiddetti “foreign fighters”, i jihadisti di nazionalità europea che intendono andare a combattere o che rientrano nell’Ue dopo aver combattuto nelle file islamiste. Uno dei nuovi provvedimenti, ha spiegato, consisterà in “uno stretto controllo di polizia su soggetti che possono essere considerati a rischio e che possono anche avere in mente di andare nei teatri di guerra, specificando meglio le misure di prevenzione che oggi vengono applicate per esempio ai mafiosi”.

Inoltre, ha aggiunto Alfano, bisognerà “colmare quelle lacune normative del nostro codice che impediscono o rendono difficile punire coloro che vogliono andare a combattere in terra straniera, anche senza essere i reclutatori”. Il ministro ha sottolineato di avere già “pronte queste misure”. A livello europeo, Alfano ha osservato che occorre “rafforzare la registrazione dei dati dei passeggeri nell’area Schengen per quanto riguarda voli e transiti, per monitorare meglio la situazione ed evitare che qualche europeo vada su quei teatri di guerra a combattere, e che, dopo essersi ulteriormente radicalizzato, torni indietro con la volontà di realizzare quella ’strategia dei mille tagli’ che serve a dissanguare il nemico, come sostengono i teorici dell’Isis”. Quanto al numero di “foreign fighters” scoperti in Italia, Alfano ha riferito che finora il monitoraggio effettuato ne ha individuati 53, legati in qualche modo al nostro paese anche “in termini di transito”. Il Comitato antiterrorismo “si riunisce ogni settimana, teniamo la situazione aggiornata e sotto controllo”, ha assicurato il ministro.


Alfano annuncia anche un disegno di legge in Consiglio dei Ministri per introdurre la possibilità da parte del questore di ritirare il passaporto al sospetto di terrorismo che decide di espatriare. "Nell'ultimo anno ci sono stati 11 arresti e 13 espulsioni per terrorismo", ricorda il ministro. "Abbiamo espulso Imam che incitavano alla violenza e stiamo proponendo a Bruxelles la nascita di un comitato di analisi strategica antiterrorismo sul modello di quello che c'è in Italia".


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Francia, assalto terroristico al giornale satirico Charlie Hebdo: 12 morti e 5 feriti gravi
Stato d'allerta a Parigi e in tutta la Francia. L'attacco non è stato ancora rivendicato

ROMA (Italy) - Strage nella redazione parigina del giornale satirico Charlie Hebdo. I morti sono dodici, fra i quali 10 giornalisti e 2 poliziotti. Cinque i feriti gravi. Dopo la carneficina, i killer hanno preso la fuga a bordo di un’automobile nera, investendo un poliziotto. Intorno alla sede di Charlie Hebdo - a Boulevard Richard-Lenoir, nel cuore di Parigi - è stato eretto un impressionante perimetro di sicurezza. Noto per il suo stile ironico e provocatorio, Charlie Hebdo è regolarmente oggetto di minacce per le sue vignette ironiche sull’Islam e su Maometto.

In Francia c'è ora massima allerta. Posti di blocco sono stati organizzati in tutta Parigi e il governo ha deciso l'immediato aumento del livello di allerta attentati terroristici in tutta l'Ile-de-France, la regione di Parigi. Polizia e gendarmi sono stati schierati davanti a scuole, edifici pubblici e redazioni di giornali. L'attacco non è ancora stato rivendicato.


E' salito a 12 il numero dei morti dell'attacco alla sede del giornale satirico Charlie Hebdo a Parigi. Lo riferisce la polizia francese, secondo cui tra le vittime si contano 10 giornalisti e due agenti. Cinque i feriti gravi. L'attacco è stato compiuto da due uomini armati di kalashnikov e dal volto coperto di passamontagna. Gli assalitori sono successivamente fuggiti a bordo di un'auto nera. Un attacco alla libertà di stampa". Così il presidente francese Francois Hollande, parlando ai giornalisti davanti al luogo dell'attacco. Hollande ha poi aggiunto: "Un atto di una barbarie eccezionale, senza dubbio un atto terroristico".

Due uomini incappucciati e vestiti di nero sono entrati nella sede del giornale satirico francese, noto per il suo stile ironico e provocatorio, e hanno aperto il fuoco con dei kalashnikov. Gli attentatori gridavano «Allah u Akbar»: lo testimoniano le immagini girate dal giornalista Martin Boudot. Un testimone ha detto di aver sentito i due gridare anche «vendicheremo il profeta»: un riferimento alle proteste di parte del mondo islamico dopo la pubblicazione di vignette satiriche su Maometto a varie riprese. «Parlavano perfettamente francese», «hanno rivendicato di essere di al Qaida». Questa la testimonianza della vignettista Coco, presente all'attacco contro Charlie Hebdo al sito web de L'Humanitè.

Nell'attacco sono rimasti uccisi, secondo quanto si apprende, sia il direttore e vignettista Charb (Stephane Charbonnier), sia uno dei disegnatori più importanti, Cabu. Secondo alcune testimonianze, dopo l'attacco i due assalitori sarebbero riusciti a fuggire, aggredendo un automobilista e impossessandosi della sua auto. L'auto con cui i responsabili dell'attacco sono fuggiti è stata ritrovata per strada nel 19/o arrondissement di Parigi, estremità nordest della città. Lo riferisce il sito di Le Parisien. Secondo altri media online, gli uomini in fuga avrebbero assalito un altro automobilista in quell'area.

«È un vero massacro, ci sono dei morti!»: così in una drammatica telefonata uno dei dipendenti del giornale Charlie Hebdo che si trovava nella sede al sito di 20 Minutes ha testimoniato l'assalto al giornale prima che la linea cadesse. «È stato un attentato terroristico, non c'è dubbio. La Francia è sotto shock», ha dichiarato il presidente Francois Hollande, giungendo sul luogo della strage. «Diversi attentati - ha aggiunto il capo dell'Eliseo - sono stati sventati nelle ultime settimane».

Le polemiche Il settimanale, già in passato nel mirino dei fondamentalisti islamici per vignette su Maometto, aveva pubblicato stamani in copertina una caricatura dello scrittore Michel Houellebecq, al centro di polemiche per il romanzo in uscita oggi «Sottomissione», che racconta l'arrivo al potere in Francia di un presidente islamico. Charlie Hebdo nel 2012 aveva scatenato una ondata di proteste nel mondo arabo per alcune vignette satiriche su Maometto. La Francia aveva dovuto adottare misure di sicurezza straordinarie, ordinando la chiusura di scuole e ambasciate in 20 paesi "a rischio". Il tweet contro al-Baghdadi Circa un'ora prima dell'attacco, sul profilo twitter del giornale è apparsa una vignetta caricaturale del leader dell'Isis Abu Bakr al Baghdadi con gli auguri per il nuovo anno.

Massima allerta Posti di blocco sono stati organizzati in tutta Parigi e il governo ha deciso l'immediato aumento del livello di allerta attentati terroristici in tutta l'Ile-de-France, la regione di Parigi. Polizia e gendarmi sono stati schierati davanti a scuole, edifici pubblici e redazioni di giornali. Dopo l'attacco a Charlie Hebdo, la Francia ha innalzato al livello massimo l'allerta antiterrorismo. Secondo i media francesi infatti, gli autori della sparatoria sarebbero in fuga verso il nord di Parigi.

L'ultimo tweet di Charlie Hebdo, lanciato dall'account del giornale satirico, è stata una vignetta sul leader dello Stato Islamico, Abu Bakr al-Baghdadi. Nell'immagine si vede il 'califfo' augurare buon anno e buona "salute" a tutti.


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