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Bosnia e Serbia, si aggrava il bilancio delle inondazioni. Interventi umanitari dall'Italia e Onu
Ventimila sfollati e tantissimi morti sono il risultato di questa grave sciagura che ha colpito i Balcani
Aiuti umanitari della Cooperazione italiana e del Wfp delle Nazioni Unite partono in queste ore

ROMA (Italy) - Almeno 20 persone sono morte per gli allagamenti di questa settimana in Bosnia e Serbia. Lo fanno sapere le autorità dei due Paesi, anche se altre fonti parlano di un numero decisamente superiore di decessi che non viene precisato per non creare panico nella popolazione. L’Italia ha aderito immediatamente all’appello delle autorità di Serbia e Bosnia, dopo le inondazioni che hanno colpito i due Paesi, ed è stato deciso l’invio di 300 mila euro di aiuti umanitari.

Tre/Quattro voli sono previsti decollare dalla base militare di Brindisi che è sede del Wfp-Unhrd, il deposito di pronto intervento umanitario gestito per conto del World Food Programme delle Nazioni Unite. Nella stessa base opera anche una delegazione della Coopoerazione Italiana del Governo Italiano.


A Bijeljina, in Bosnia, circa 10mila persone sono state evacuate dopo che il fiume Sava è esondato a causa delle forti piogge. A Obrenovac, vicino a Belgrado, i soccorritori e i soldati hanno utilizzato barche ed elicotteri per portare in salvo migliaia di persone che erano rimaste intrappolate. L’acqua sta minacciando il principale impianto energetico del Paese. Secondo i metereologi si tratta dei peggiori allagamenti da quando si tiene traccia di simili eventi. I soccorritori si aspettano che il bilancio delle vittime salirà, quando l’acqua inizierà a ritirarsi.

In entrambi i paesi è stato proclamato lo stato d’emergenza ed è stato invocato l’aiuto dell’esercito. La calamità naturale ha interessato sia medio-grandi centri abitati, che piccoli villaggi, dove la situazione è più tragica a causa della ridotta dimensione delle case, che ha isolato gli abitanti costringendoli a ripararsi sui tetti delle proprie abitazioni. L’aiuto arriva anche dall’Unione Europea che invierà al massimo entro domani le pompe per il drenaggio dell’acqua. La rete dei soccorsi si sta allargando anche in internet.

L’Italia ha aderito immediatamente all’appello delle autorità di Serbia e Bosnia, dopo le inondazioni che hanno colpito i due Paesi, ed è stato deciso l’invio di 300 mila euro di aiuti umanitari. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri, Federica Mogherini. ”Alle famiglie delle vittime va il mio pensiero più affettuoso. Porteremo la nostra solidarietà concreta alle popolazioni colpite”, ha detto Mogherini. I fondi della Cooperazione italiana, 200 mila euro per la Serbia e 100 mila per la Bosnia, saranno trasferiti con un finanziamento che, attraverso la Federazione internazionale della Croce Rossa e della Mezza Luna Rossa (Ficross), sarà messo a disposizione delle Organizzazioni della Croce Rossa dei due paesi che potranno acquistare generi di prima necessità destinati alle popolazioni in difficoltà. Per la Serbia la Farnesina ha messo a disposizione dei soccorritori anche quattro imbarcazioni per le operazione di recupero, che verranno inviate dal Centro Logistico dell’Onu di Brindisi e fanno parte di una più ampia spedizione umanitaria internazionale con generatori elettrici e altre attrezzature messe a disposizione delle Nazioni Unite dalla Cooperazione italiana. (Redazione)


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