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Paolo Borsellino: i valori della legalità, della giustizia e della lotta alla mafia
Intervista esclusiva a Rita, sorella del giudice trucidato a Palermo per mano della "piovra"

BRINDISI (Italy) - Continua l'impegno antimafia di Rita Borsellino, sorella del più noto magistrato trucidato per mano degli stessi mafiosi siciliani, nei lunghi tour per la penisola tra impegni istituzionali, incontri con semplici cittadini e soprattutto studenti delle tantissime scuole che aspirano ad averla nelle proprie aule magne.

Tra queste, spicca l’ITT “Giorgi” riconosciuto oramai quale “Campus didattico” ideale dall’intero territorio di Brindisi e del Salento in generale. Questa seconda occasione, che fa ritrovare la parlamentare europea nella struttura dell’istituto, nasce dalla decisione di intitolare la splendida aula magna scolastica alla memoria di Paolo Borsellino. Una decisione che sgorga dal progetto sulla legalità che l’istituto tecnologico porta avanti, da diverso tempo, attraverso una lunga serie di interazioni con illustri rappresentanti delle istituzioni civili e militari.


Agli studenti di tutta Italia spesso ripete: “Questo paese diventerà bellissimo” è una frase di Paolo Borsellino alla vedova Schifani. “Nei cinquantasette giorni dopo la morte di Schifani e Falcone, Paolo ha trovato la forza per dare coraggio prima agli altri e quella frase rimasta nella storia racconta tutto.”

Lei è attualmente impegnata nelle attività politiche dell'Unione Europea: quanto conta la lotta alla mafia in un contesto, apparentemente diverso, il fatto di crescere una coscienza che vada oltre l'Italia? "Tutto questo è indispensabile per il futuro dell'Unione Europea e anche sulle sue scelte politiche. La differenza tra Europa e Italia non esiste più, così come gli altri stati europei, la mafia ha varcato i confini nazionali da ormai troppo tempo, conviene fare affari illegali all'estero. Il fattore positivo è caratterizzato da una volontà concreta da parte dei paesi europei a sensibilizzarsi il più velocemente possibile e di attuare nelle società misure educative contro l'omertà."

Anche il parlamento europeo ha rivolto un sostanziale pensiero ai nostri indimenticabili giudici antimafia intitolandogli un’aula della commissione “Si tratta di un omaggio importantissimo alla memoria non solo di Giovanni e Paolo, ma di tutte le vittime delle mafie. Questa decisione testimonia anche la presa di coscienza dell’Ue nei confronti di un fenomeno, quello delle mafie, che per troppo tempo è stato considerato alla stregua di un problema locale e che, invece, ha una dimensione transnazionale.”

Suo fratello Paolo diceva che quando i giovani le negheranno il consenso, anche l'onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo. I giovani sono abbastanza sensibilizzati a questa tematica cruciale? "Paolo aveva ragione, come sempre. I giovani contribuiscono in maniera radicale al cambiamento, sono consapevoli di ciò che accade intorno a loro e non rimangono passivi. Purtroppo non tutti sono consapevoli della gravità dell'ideologia criminale.mafiosa. C'è chi preferisce rimanere in silenzio e subire, ma la mafia va isolata perchè colpisce gli strati più deboli e spesso i giovani sono influenzabili, per questo bisogna essere sempre informati e rendersi conto che se non lo si fa, la mafia la si subisce fino a incidere sulle nostre vite."

Per Paolo Borsellino, infatti, era necessario, per sconfiggere la criminalità organizzata, inculcare nella mente dei giovani lo stesso concetto di mafia. Nelle scuole, anche se il bullismo non può essere assolutamente definito mafia, il bullo purtoppo ha la mente del mafioso.

Quindi, è fondamentale promuovere questi momenti di incontro tra la scuola e chi, nella propria vita, mette in atto, concretamente, i valori della legalità, della giustizia e della lotta alla mafia. Perché principalmente la scuola può contribuire a formare la coscienza di quelli che saranno i cittadini di domani e preparare le condizioni perché si crei una società più giusta e libera. (Chiara Schena - 1 aprile 2014 ore 19.00)


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