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Aiuti umanitari italiani per il Perù in grave crisi sociale
17 containers, il prossimo primo maggio, solcheranno l'oceano partendo dalla base Wfp-Unhrd di Brindisi

ROMA (Italy) – Partirà il prossimo 1 maggio dal Porto di Bari una spedizione umanitaria italiana di generi alimentari (pasta, riso, farina, zucchero ed olio d’oliva) destinati alle fasce più vulnerabili degli abitanti del distretto di Santa Rosa di Lima e della Regione di Ancash in Perù.

L’operazione, del valore complessivo di circa 395 mila euro, è organizzata dalla Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri in collaborazione con la Base di Pronto intervento umanitario delle Nazioni Unite di Brindisi (Wfp-Unhrd), in risposta alla richiesta dell’organizzazione ”Operazione Mato Grosso” e dell’istituzione ”Casa de Convivencia Juan Pablo II”, organizzazioni religiose che offrono assistenza alimentare, alloggio ed istruzione a circa 20 mila persone bisognose in Perù. A Brindisi, a coordinare le attività, Mr. Giampiero Criscuolo rappresentante in loco del Ministero degli Affari Esteri italiano.

La spedizione rappresenta un concreto segnale di attenzione a favore delle categorie più vulnerabili (ragazze madri) o marginalizzate (alcolizzati e tossicodipendenti) della popolazione peruviana, le più esposte a situazioni di disagio e di emergenza alimentare e si colloca in linea di continuità con gli interventi della Cooperazione italiana realizzati in risposta alla crisi agro-alimentare che colpisce ciclicamente l’area andina del Paese.

Il Perù ha beneficiato tra il 1987 ed il 1994 di un volume di aiuti della Coperazione italiana di circa 250 milioni di Euro, tra doni e crediti di aiuto. Negli anni successivi, a causa delle restrizioni in bilancio, le risorse disponibili sono state principalmente destinate al completamento dei programmi in corso di esecuzione. Con la firma dell’Accordo di conversione del debito (circa 116 milioni di Dollari) e gli impegni presi dall’Italia nel corso del Gruppo consultivo di Madrid del 2001, la cooperazione allo sviluppo con il Perù ha subito un nuovo forte impulso. L’accordo di conversione del debito concessionale peruviano in progetti di sviluppo prevede la conversione della parte del debito estero del Perù con l’Italia in programmi di sviluppo e lotta alla povertà. Il Perù è il primo Paese latino americano ad aver firmato, nell’ottobre 2001, l’accordo di conversione del debito . Al fine di gestire tale accordo è stato creato un apposito Fondo Italo-Peruviano, struttura che promuove i programmi di sviluppo derivanti dalla conversione del debito.

Le attività della Cooperazione italiana nascono dal progetto di dare maggiore slancio alle azioni per il conseguimento dell’obiettivo di dimezzare gli affamati entro il 2015, l’Italia ha sottoscritto nel gennaio 2002 un Accordo-quadro con le organizzazioni del polo romano (Fao, Pam e Ifad) per una collaborazione più efficace con le istituzioni scientifiche italiane. Inoltre, essa è stata il primo Paese, in occasione del Vertice Alimentare Mondiale del giugno 2002, ad impegnarsi a contribuire molto significativamente al nuovo Fondo Fiduciario per la sicurezza alimentare e l’igiene degli alimenti, istituito dalla Fao. (Redazione - 29 aprile 2014 ore 14.00)

Il Deposito del WFP-UNHRD è situato presso l'Aeroporto militare di Brindisi, dove possono atterrare aerei cargo anche di notevoli dimensioni. Questa struttura garantisce un soccorso rapido ed efficace alle popolazioni colpite da calamità naturali o guerre. Gli aiuti alimentari ed i farmaci sono già stoccati nel deposito e pronti ad essere trasportati appena se ne verifichi il bisogno. Da Brindisi, il WFP è in grado di creare ovunque vere e proprie basi operative, in grado di ricevere e distribuire aiuti e valutare danni e necessità immediate.

Del materiale stoccato, una parte è concessa dal Governo Italiano all'istituzione della "Cooperazione Italiana allo Sviluppo" gestita dal Ministero degli Affari Esteri che, sulla base di Brindisi, ha un proprio responsabile che coordina le attività d'impiego. Mr. Giampiero Criscuolo (nella foto), infatti, attraverso una serie di collegamenti nazionali e internazionali riesce a gestire i piani operativi durante le varie emergenze umanitarie che metodicamente si prospettano.


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