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Afghanistan, Elezioni di sangue. Un paese indomabile alla ricerca della democrazia
Le violenze dei talebani non si fermano e si parla di prorogare la missione italiana

ROMA (Italy) – Sono già 200 le denunce di brogli alla commissione elettorale delle presidenziali in Afghanistan. "Il numero è destinato a salire fino a domani, ultimo giorno utile",dice il portavoce Mohseni I media afghani sostengono che si andrà al ballottaggio, mentre l'agenzia Pajhwok cita percentuali frutto di un campione di 134mila voti,in base alle quali i tre favoriti, Ghani, Abdullah e Rassul, sono al di sotto del quorum. I talebani sostengono di aver sferrato durante il voto 1.088 attacchi, il governo ne segnala 140 con 109 morti.

L'Italia è pronta a restare in Afghanistan anche oltre il ritiro degli alleati occidentali. La nuova strategia del governo di Matteo Renzi, diversa rispetto all'uscita già decisa da Enrico Letta, è stata così annunciata dal ministro degli Esteri Federica Mogherini alle commissioni di Camera e Senato. La missione, pagata finora 5 miliardi di euro e, soprattutto, già costata la vita a 53 militari italiani, potrebbe avere quindi una durata indefinita.


I dati ufficiosi e parziali delle elezioni presidenziali afghane, confermerebbero che nessuno dei candidati è in grado di raggiungere il 50% dei voti, e che quindi sarà necessario il ballottaggio per conoscere il successore di Hamid Karzai. Fra i candidati favoriti, l'ex-ministro degli Esteri Abdullah manifesta ottimismo, ma teme i brogli. Ottimista anche l'ex-ministro delle finanze, Ghani,mentre Rassoul è più prudente. Per i media, queste le probabili percentuali: Ghani 42%, Abdullah 40%, Rassoul 7%. Sabato è andato a votare il 58% degli aventi diritto, circa 7 milioni di persone sono andate alle urne per scegliere il successore di Hamid Karzai che per 13 anni ha guidato il Paese e per rinnovare 34 consigli provinciali. Nel 2009 votò il 31,4% e mentre nel 2004, le prime elezioni libere, l'entusiasmo portò al voto il 76,9%. Alta l'affluenza femminile, il 36% dei votanti. La commissione ha registrato 3,6 milioni di nuovi elettori di cui 1,2 milioni sono donne.

Intanto, sono 162 i ricorsi per brogli presentati alla commissione elettorale all'indomani delle presidenziali e amministrative. Lo ha reso noto il portavoce, precisando che i ricorsi riguardano il mancato accesso ai seggi, la mancanza di schede, l'esistenza di schede false e anche la denuncia di pressioni operate dai leader politici locali. In realtà le denunce di irregolarità sono state oltre mille, ha detto ancora il portavoce, ma solo 162 sono state presentate in forma scritta e documentata e quindi sono state ritenute ammissibili. Secondo alcuni giornali afghani che citano dati ufficiosi e parziali, è difficile che un candidato riuscirà a raggiungere il 50% dei voti e che quindi è plausibile un ballottaggio per sapere chi sarà il successore di Karzai. Fra i candidati favoriti, l’ex ministro degli Esteri Abdullah Abdullah, il primo a manifestare ottimismo sostenendo “che in molti hanno votato per me” e che “l’unico mio nemico sono i brogli”. Anche l’ex ministro delle Finanze, Ashraf Ghani Ahmadzai, si è detto “molto soddisfatto dei primi risultati provenienti dalle province che mi riguardano” al punto che “penso che non ci sarà forse bisogno del ballottaggio”. Più prudente invece il terzo candidato indicato fra i favoriti, l’ex ministro degli Esteri, Zalmai Rassoul, che molti considerano il preferito di Karzai, il quale si è limitato a rivolgere un appello alla pazienza ed a “dare il tempo alla Commissione elettorale indipendente di fare il suo lavoro”. L’agenzia di stampa Pajhwok offre percentuali frutto di un campione di osservazione da parte dei suoi giornalisti di quasi 134.000 voti. In base ad esso, Ghani raccoglie il 42,10%, Abdullah il 40,72% e Rassoul solo il 7,66%. Si deve ricordare che la commissione annuncerà i risultati ufficiali soltanto fra due o tre settimane. Elezioni nel sangue. Un poliziotto e due scrutatori sono rimasti uccisi nell'esplosione di una bomba al passaggio del convoglio che trasportava le schede elettorali dalla provincia di Kunduz a Kabul. "Le urne erano piene di schede ma sono state distrutte nell'esplosione", ha detto il capo della commissione elettorale provinciale.

Lo scorso 4 aprile una fotografa tedesca dell'agenzia Ap è rimasta uccisa, mentre una giornalista della stessa agenzia statunitense, di origini canadesi, è stata gravemente ferita nel corso di un attacco di uomini armati, in uniforme di polizia, nella provincia orientale afghana di Kost. Come ha confermato la stessa Ap, si tratta della fotografa Anja Niedringhaus, di 48 anni, e della giornalista Kathy Gannon. Nel 2005 Niedringhaus era stata l'unica donna in un team di 11 fotografi della Ap a vincere il Premio Pulitzer per la Fotografia Breaking News nella copertura della guerra in Iraq. Nello stesso anno ha ricevuto anche il premio di Coraggio nel giornalismo della Fondazione internazionale dei media per le donne. Il killer è già stato arrestato, ma ancora non è dato sapere se l'autore dell'attacco sia un vero agente di polizia o un militante travestito. (Redazione - 6 aprile 2014 ore 18.00)


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