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Separazioni e divorzi in aumento. Il matrimonio dura in media cinque anni
È in crescendo il fenomeno ‘matrimonio sì o no’ che colpisce sempre più le coppie italiane

ROMA (Italy) - Può il matrimonio unire due persone per sempre? Secondo i dati dell’Istat, la risposta è no: nel nostro paese infatti esso durerebbe in media 5 anni. Una crisi che segue le orme di quella economica con i tassi di separazione e divorzio via in aumento. Pensate che nel 1995 per ogni 1.000 matrimoni si contavano 158 separazioni e 80 divorzi, nel 2011 si arriva a 311 separazioni e 182 divorzi. Un risultato davvero incredibile. Nella maggior parte dei casi però, il divorzio o la separazione divengono consensuali, appoggiati cioè da entrambi i partner che decidono di porre fine al matrimonio.

La separazione consensuale è la preferita dalle coppie: nel 2012 sono state consensuali l’85,5% delle separazioni e il 72,4% dei divorzi. Più separazioni giudiziali (14,5%) nel Mezzogiorno (21,5%) e quando i coniugi hanno basso livello di istruzione (20,7%).


Nel 2011 le separazioni sono state 88.797 e i divorzi 53.806, rispettivamente +0,7% per le separazioni e -0,7% per i divorzi rispetto all’anno precedente. Rispetto al 1995 le separazioni sono aumentate di oltre il 68% e i divorzi sono praticamente raddoppiati. Questi incrementi, in un contesto in cui i matrimoni diminuiscono, secondo l’Istat sono imputabili a un effettivo aumento della propensione alla rottura dell’unione coniugale: se nel 1995 per ogni 1.000 matrimoni si contavano 158 separazioni e 80 divorzi, nel 2011 si arriva a 311 separazioni e 182 divorzi. Ma quali sono i motivi che inducono due coniugi a recarsi presso un avvocato e firmare le pratiche per il divorzio? Forse che cominciano a scomparire i valori di fedeltà e sacrificio che devono caratterizzare il rapporto uomo-donna?

Rispetto ai decenni precedenti la nostra società è cambiata, e questo in un certo senso rappresenta un bene, ma nello stesso tempo un male poiché è andata perduta quell’epoca in cui le cose non si buttavano ma si aggiustavano. La donna, fedele al suo uomo e ai suoi doveri, era dedita ai lavori domestici e all’educazione dei figli; viceversa, l’uomo, il capo famiglia e il classico lavoratore, stabiliva le norme fondamentali che dovevano essere alla base di una famiglia, per far sì che questa continuasse a procreare e vivere nel rispetto e nell’incondizionata fedeltà. L'età in cui l'amore finisce definitivamente, per gli ex coniugi, è in media a 46 anni per gli uomini, e 43 per le donne in caso di separazione. Il divorzio, invece, arriva rispettivamente a 47 e 44 anni. La soglia si è spostata in avanti negli anni per effetto della posticipazione delle nozze in età più matura e per la crescita delle separazioni con almeno uno sposo ultrasessantenne.

La separazione consensuale è la preferita dalle coppie: nel 2012 sono state consensuali l’85,5% delle separazioni e il 72,4% dei divorzi. Più separazioni giudiziali (14,5%) nel Mezzogiorno (21,5%) e quando i coniugi hanno basso livello di istruzione (20,7%). Purtroppo Il 68,7% delle separazioni e il 58,5% dei divorzi coinvolgono anche le famiglie con uno o più figli e nell’89,8% delle separazioni, si è scelto l’affido condiviso, sempre più popolare in seguito all’introduzione della Legge 54/2006. Nel 20,6% delle separazioni c’è anche l’assegno mensile di mantenimento che nel 98% dei casi è corrisposto dal marito alla moglie con una prevalenza nelle Isole (24,9%) e nel Sud (24,1%) e una percentuale ridotta al Nord, del 17%. Gli assegni di mantenimento però sono mediamente più alti al nord (520,4 euro) rispetto al resto dell’Italia dove la media è di 447,4 euro e nel 56,2% delle separazioni la casa viene assegnata alla moglie.

Per concludere, il divorzio è un fenomeno che preoccupa sempre più: pensiamo ad esempio alle coppie con figli, dove il più delle volte sono loro a pagare le conseguenze della separazione, in quanto viene meno l’affido condiviso a seguito di lunghe lotte legali. L’instabilità riguarda anche i matrimoni fra italiani e stranieri. Nel 2005 sono state pronunciate 7.536 separazioni riguardanti «coppie miste» di coniugi (nel 2000 erano state 4.266), con un incremento del 76,7%. Successivamente, si è registrata una battuta d’arresto: nel 2011, le separazioni sono state 7.144. Quasi in sette casi su dieci, la tipologia di coppia mista che arriva a separarsi è quella con marito italiano e moglie straniera (o che ha acquisito la cittadinanza italiana in seguito al matrimonio), un dato che appare connesso con la maggiore propensione degli uomini italiani a sposare una cittadina straniera. In crescita anche i divorzi di coppie miste anche se l’entità del fenomeno è contenuta (4.213 nel 2011, pari al 7,8% del totale). (Giulia Perez - 15 marzo 2014 ore 12.00)


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