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La Siria ad un passo dal tracollo umanitario. Il WFP rivolge appelli ai donatori per nuovi aiuti
Unacceptable and escalating level of violence and the death of more than 100,000 people in Syria

Mentre le armi chimiche del dittatore Assad provano a varcare i confini nazionali con destinazione Italia,
la grave crisi investe quasi 4 milioni di persone sfamate solo dagli aiuti delle agenzie targate United Nations

ROMA (Italy) - Fa il suo corso la strada verso lo smantellamento degli arsenali chimici siriani definita nell’ambito delle Nazioni Unite di pari passo con gli sforzi per giungere a una soluzione del conflitto nel Paese. Al Palazzo di Vetro sono stati gli aiuti umanitari al centro dei lavori del Consiglio di Sicurezza. I quindici hanno infatti adottato all’unanimità una dichiarazione presidenziale sulla situazione umanitaria in Siria.

In particolare, nelle ultime settimane, il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP) è riuscito a raggiungere molte aree, in Siria, inaccessibili da mesi. Ma, mentre il conflitto entra nel suo quarto anno, rimangono le difficoltà nel consegnare cibo a quanti ne hanno un disperato bisogno. Unacceptable and escalating level of violence and the death of more than 100,000 people in Syria


Il WFP avrà bisogno di 40 milioni di dollari ogni settimana - È questo l'enorme fardello, consegnato da tre anni di guerra, a cui la comunità internazionale non può e non deve sottrarsi. Le guerre sono costose sotto molti punti di vista. Costa anche dare assistenza. Da qui alla fine del 2014 il WFP avrà bisogno di 40 milioni di dollari ogni settimana per sfamare 4,25 milioni di siriani all'interno del paese e oltre 2 milioni fuggiti nei paesi vicini. Ma è un compito irrinunciabile. Queste cifre, apparentemente enormi, disaggregate significano meno di un euro al giorno per ogni persona in fuga dalla guerra. Appena il costo di un caffè bevuto in una qualsiasi giornata di pace.

Il regime siriano ha consegnato al governo russo un piano per il cessate il fuoco ad Aleppo, città della Siria settentrionale. Lo ha reso noto il ministro degli Esteri siriano, Walid al-Muallim, nel corso di una conferenza stampa a Mosca. Il cessate il fuoco è stato proposto dal Rappresentante speciale congiunto delle Nazioni unite e della Lega degli Stati arabi, Lakhdar Brahimi. Grazie al quale cinque camion del WFP hanno consegnato cibo a Al-Houle, nei dintorni di Homs, per la prima volta da maggio 2013, e ad ulteriori 17.500 persone che vivono in campi per sfollati a nord di Idlib. Inoltre, la consegna di altro cibo per Marzo viene impedita da fuorilegge che interrompono strade, isolano città e terrorizzano i residenti. Seppur il presidente siriano Bashar el Assad nel corso di un incontro con il ministro degli Esteri, Adnan Mansur, afferma che sia dovere di uno Stato difendere la sicurezza e proteggere le vite dei cittadini, le sue parole non hanno alcun riscontro sulle condizioni di sicurezza delle strade, che conducono a Deir-Ezzor.

A febbraio, il WFP ha assistito 3,7 milioni di persone in Siria ed oltre 1,5 milioni di rifugiati nei paesi vicini, gente che ha un disperato bisogno di cibo, riparo e cure mediche, come ha ricordato Philippe Bolapion, responsabile per le Nazioni Unite. Residenti nella zona di sud del Damasco, di Moadamiya e di Ghauta est, sotto assedio da mesi, riferiscono che il governo ha tagliato la corrente e le comunicazioni impedendo l’afflusso di cibo e medicinali. Fino a pochi mesi fa il governo consentiva il transito a piedi attraverso i checkpoint di Yormauk, per il rifornimento di cibo e altri generi alimentari di prima necessità, ma ora che i militari hanno chiuso quel posto di blocco ai civili non arriva più nulla, neppure il pane. Fondamentale, è capire l’entità dei bisogni in tali situazioni, ma ciò significa garantire assistenza vitale che richiede impegno. Nonostante gli enormi sforzi fatti i convogli che riescono ad entrare nelle aree sotto assedio riescono a fornire solo un sollievo temporaneo. Per ottenere dei cambiamenti quantomeno visibili il WFP necessita di un accesso adeguato e continuo alle persone a cui si vuole fornire assistenza. Attraverso una forma di solidarietà a vittime di guerra, profughi, per alleviare situazioni di sofferenza, mantenere la dignità umana. Come ha dichiarato da Amman Muhannad Hadi, Coordinatore Regionale del WFP per la crisi siriana “Sarebbe tragico riuscire ad avere un maggiore accesso in Siria, a doversi poi ritrovare nella situazione di non avere i fondi necessari per aiutare le persone chesoffrono la fame e che sono rimaste a lungo sotto assedio. Noi certamente speriamo che i donatori intensifichino i loro sforzi e che nuovi donatori si facciano avanti”

Un aiuto ha come obiettivo finale quello di non essere più necessario. Un aiuto in cui i veri protagonisti sono le vittime. Per una solidarietà, non basata sulla carità, ma sui diritti e sulla alleanza tra le società civili del nord e del sud del mondo per un futuro comune. Questi sono solo alcuni dei progetti insieme ai programmi di sostegno a distanza e le attività di educazione e di sensibilizzazione che portiamo avanti, come il progetto di informazione. I progetti sono urgenti e concreti, ma per realizzarli abbiamo bisogno del tuo sostegno. (Angela Leone - 12 marzo 2014 ore 14.00)

The Security Council further urges the Syrian authorities to take immediate steps to facilitate the expansion of humanitarian relief operations, and lift bureaucratic impediments and other obstacles. The Security Council reca!ls its Resolutions 2042 (2012), 2043 (2012) and 2118 (2013), and its Presidential Statements of 3 August 2011, 21 March 2012 and 5 April 2012. The Security Council reaffirms its strong commitment to the sovereignty, independence, unity and territorial integrity of Syria and all other States affected by the Syrian conflict, and to the purposes and principles of the Charter of the United Nations. The Security Council calls on all parties to respect the UN guiding principles of humanitarian emergency assistance and stresses the importance of such assistance being delivered on the basis of need, devoid of any political prejudices and aims. The Security Council is appalled at the unacceptable and escalating level of violence and the death of more than 100,000 people in Syria as reported by the UN Secretary-General and the UN High Commissioner for Human Rights. It is gravely alarmed by the significant and rapid deterioration of the humanitarian situation in Syria. It notes with grave concern that several million Syrians, in particular internally displaced persons, nearly half of whom are children, are in need of immediate humanitarian assistance and that without urgent increased humanitarian action, their lives will be at risk.


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Siria - Homs, aperto il corridoio umanitario per gli aiuti delle Nazioni Unite
The United Nations welcomes the evacuation of civilians from the old city of homs
and prepares to send aid convoys inside the area

ROMA (Italy) - Li hanno arruolati, a volte usati come scudi umani. Torturati e anche abusati sessualmente. Vittime sono migliaia di bambini tra il primo marzo 2011 e il 15 novembre 2013: a denunciare con i dettagli "orrori e sofferenze indicibili" è un rapporto diffuso delle Nazioni Unite e firmato dal segretario generale Ban Ki-Moon.

Torturati in carcere - Molti dei minori in carcere sono detenuti con adulti; inoltre bambini con meno di 11 anni sono stati torturati: "Percossi con cavi metallici, con fruste e bastoni di legno e metallo, con scosse elettriche anche ai genitali''. A loro ''sono state strappate le unghie dei piedi e delle mani, sono stati abusati sessualmente'', sono stati vittime di ''finte esecuzioni, bruciature di sigarette, privazione del sonno, isolamento e hanno dovuto assistere alla tortura di parenti'', prosegue il rapporto.

The United Nations welcomes the evacuation of civilians from the old city of homs and prepares to send aid convoys inside the area. A United Nations led operation to assist civilians wishing to leave the Old City of Homs, started today with the evacuation of 83 women, children and elderly civilians after an agreement was reached by the government and opposition groups in homs for a ceasefire. The agreement will also allow humanitarian aid to reach the besieged area on Saturday. The first group of evacuated civilians was escorted by UN staff and Syrian Arab Red Crescent (SARC), personnel. Up to 2,500 people are thought to be trapped in the old city of Homs as parts of it have been under siege since June 2012. “We welcome this breakthrough and hope it will set the precedent for humanitarian access to all besieged communities in Syria,” said UN Resident and Humanitarian Coordinator, Yacoub El Hillo in Syria as he oversaw the operation in the old city of Homs. “UN teams have pre-positioned food, medical and other basic supplies for immediate delivery as soon as the first group of civilians are out and we hope to send this aid on Saturday morning.”

The UN and SARC managed the reception centre and the evacuation. IOM, WFP, WHO, UNFPA, UNHCR, UNICEF are working along with the Syrian Arab Red Crescent (SARC) to provide food, medical and hygiene kits, mattresses, blankets, cash assistance and logistical support to meet the immediate needs of people choosing to evacuate from the area and those who are still inside. “This has been a lengthy negotiation process and we commend all involved for reaching this milestone today,” said El Hillo. “Its cold, cold very cold, Do you know how many pants I am wearing, I am wearing four look at my hands I ate thyme and oil. Do you know how they eat thyme and oil the modern way you dip the spoon in oil and then you put it into the powdered thyme and you eat it”

As part of this inter-agency effort, WFP has trucks on standby to deliver food into the Old City today (Saturday). The trucks carry enough food for 2,500 people for one month – 500 family rations and 500 bags of wheat flour, plus 100 boxes of Plumpy’doz, a specialized nutrition product for children. It is important to note that while access to some locations in Homs has been extremely challenging, WFP has been successfully delivered food in many parts of Homs governorate. Last month, WFP dispatched enough food for nearly 687,000 people in in Homs governorate.

Tutto pronto, quindi, per l’evacuazione di centinaia di civili intrappolati nella città vecchia di Homs, in mano ai ribelli e assediata da quasi 600 giorni dalle forze lealiste siriane. L’evacuazione è frutto di un accordo per una “pausa umanitaria” annunciato dall'Onu. Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani sono almeno 2500 i civili che sono rimasti blocatti dall’assedio di Homs, sopravvivendo solo mangiando olive. Tra quanti saranno evacuati non ci sono gli uomini tra i 15 e i 55 anni perché potrebbero essere dei combattenti. Lo fa sapere il governatore della città, secondo quanto riporta la televisione siriana.

L’accordo sull’evacuazione - Ieri il governo del presidente Bashar Assad ha raggiunto l'accordo sull'evacuazione con le Nazioni unite, secondo cui centinaia di civili potranno allontanarsi dalle aree assediate e i convogli con gli aiuti umanitari potranno entrare nella zona. Un primo accordo per l'evacuazione di donne e bambini era stato annunciato dal negoziatore internazionale Lakhdar Brahimi il 26 gennaio durante i colloqui di Ginevra 2. Ma l'intesa non aveva avuto seguito, sia a causa del rifiuto di molte donne di partire con i figli lasciando gli uomini in città, sia per le richieste di garanzie da parte dei ribelli sull'arrivo di aiuti umanitari. Intanto proseguono le violenze nel resto del Paese. Ad Aleppo oltre 250 persone sono morte negli ultimi cinque giorni a causa dei barili esplosivi sganciati dagli elicotteri governativi su quartieri controllati dagli insorti. Durissima la condanna del segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon affidata al suo portavoce: "Il segretario generale ancora una volta condanna l'utilizzo indiscriminato di qualsiasi arma nei confronti dei civili, in violazione degli obblighi derivanti dal diritto internazionale umanitario e dalle norme sui diritti umani", e chiede alle parti di attivarsi "immediatamente" per arginare le violenze e trovare una soluzione pacifica al conflitto in Siria.
(Redazione - 7 febbraio 2014 ore 23.00)


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