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Stati Uniti e Cuba, dopo più di cinquanta anni riprendono le relazioni politiche e commerciali
Castro ha chiesto di rimuovere l'embargo che "provoca molti danni al suo Paese"

ROMA (Italy) - Crolla il 'muro' tra Cuba e Stati Uniti e riprendono le relazioni diplomatiche, dopo oltre mezzo secolo di gelo. In una giornata storica, Barack Obama ha aperto un "nuovo capitolo" nei rapporti tra i due Paesi, ammettendo che "cinquant'anni di isolazionismo non hanno portato a nulla" e che "l'embargo ha fallito". Il disgelo e' cominciato con uno scambio di prigionieri e proseguira' nei prossimi mesi con la riapertura delle ambasciate a L'Avana e a Washington.

"Attraverso questi cambiamenti, vogliamo creare piu' opportunita' per il popolo americano e per quello cubano e avviare un nuovo capitolo nelle relazioni tra i Paesi delle Americhe", perche' "todos somos americanos" ("siamo tutti americani"), ha concluso Obama in spagnolo. Obama e Castro erano virtualmente fianco a fianco in diretta sulle tv di tutto il mondo. Entrambi hanno ringraziato il Vaticano e in particolare Papa Francesco per il sostegno diretto dato ai negoziati.


Sono tornati negli Stati Uniti Alan Gross e un agente cubano della Cia che era stato condannato a 20 anni di carcere. In cambio, gli Usa hanno rilasciato tre 007 dell'Avana: Gerardo Hernandez, Ramon Labanino e Antonio Guerrero. I rapporti tra i due stati iniziarono a deteriorarsi con il trionfo della Rivoluzione cubana, nel 1959, e poi con il catastrofico blitz Usa della Baia dei Porci, fino ad arrivare alla cosiddetta 'Crisi dei Missili', nel 1962, con la costruzione di una postazione missilistica Urss a Cuba e la minaccia americana di una guerra atomica. Quindi la decisione degli Usa di interrompere qualsiasi rapporto con L'Avana. Tutto parte con il tentativo fallito degli Usa di rovesciare il regime di Fidel Castro. Il 17 aprile 1961, con l'appoggio dei servizi segreti americani, circa 1.500 esuli cubani sbarcano nella 'Bahia de Cochinos', a sud dell'Avana. Ma l'operazione della cosiddetta Brigata 2056 si rivela un fiasco, perché i 'barbudos', esperti di guerriglia, li stanno aspettando in questa baia isolata in mezzo alle paludi. Il bilancio della spedizione è di un centinaio di morti tra gli anti-castristi e 1.200 prigionieri. Ma le conseguenze diplomatiche sono forse ancora più disastrose per gli Usa, spingendo Castro tra le braccia dell'Unione Sovietica e offrendo a Mosca un alleato (e basi militari) a poche decine di chilometri da Miami.

Un grave errore. Questa la valutazione della galassia dei gruppi anti-castristi di Miami alla storica svolta dei rapporti tra Stati Uniti e Cuba annunciata oggi da Barack Obama e Raul Castro. Parere d’altra parte non molto diverso da quello della nota blogger Yoani Sanchez, voce chiave della dissidenza, che vive invece nell’isola comunista. Secondo il “Directorio Democratico Cubano”, la “normalizzazione” dei rapporti è un grave errore che danneggia la sicurezza nazionale Usa e la causa della libertà a Cuba. Per il rappresentante del gruppo, Orlando Gutièrrez-Boronat, i tre cubani rilasciati puntavano a uccidere cittadini americani in acque internazionali, spiare basi militari Usa, pianificare attentati personali contro agenti dell’intelligence Usa in territorio americano, spiare membri del Congresso di Washington.

Nel merito, Castro ha parlato della necessita' di ristabilire voli diretti tra Usa e Cuba e accordi in ambito commerciale, per agevolare le spedizioni, le telecomunicazioni e il movimento delle merci. Il primo passo verso la "normalizzazione" dei rapporti sara' rappresentanto dalla riapertura delle ambasciate. Sara' inoltre piu' facile per gli americani andare a far visita ai familiari a Cuba, mentre i viaggi turistici restano per ora banditi. Per parte sua, Obama ha annunciato che le istituzioni finanziarie saranno autorizzate ad aprire conti correnti nelle banche cubane, che saranno migliorate le connessioni delle reti di telecomunicazione e che sara' incrementato lo scambio di informazioni.

Nelle prossime settimane partiranno una serie di incontri ad alto livello tra le due amministrazioni ed e' prevista una missione a l'Avana a gennaio da parte di una delegazione del dipartimento di Stato Usa. "Confido di essere il primo segretario di Stato a visitare Cuba da 60 anni", ha sottolineato il capo della diplomazia americana, John Kerry. "Il nuovo corso non sara' privo di sfide", ha spiegato, "ma siamo convinti che sia il modo migliore per contribuire a portare liberta' e opportunita' ai cubani, per promuovere la sicurezza nazionale dell'America e per contribuire alla stabilita' economica della regione". Kerry ha dunque annunciato che a gennaio, la responsabile dell'emisfero occidentale del Dipartimento di Stato Roberta Jacobson guidera' la delegazione Usa a Cuba per l'avvio dei negoziati sugli scambi tra i due Paesi. Kerry ha quindi confermato la revisione della designazione di Cuba come stato sponsor del terrorismo.
(Redazione)


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