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L'economia Russia in ginocchio. Putin colpevole di aver puntato tutto su Gas e Petrolio
Code ai bancomat, negozi presi d’assalto e lunghe code ai centri commerciali

ROMA (Italy) - Le sanzioni occidentali contro i russi iniziano a farsi sentire. La situazione del rublo è critica e nemmeno nel peggiore degli incubi ci si sarebbe potuti aspettare un anno fa quello che sta avvenendo ora. A dirlo il numero due della Banca centrale russa, Sergey Shvetsov, secondo quanto riporta l’agenzia russa Interfax.

La situazione è critica e rischia di avere ripercussioni drammatiche sulla popolazione. E a lungo andare potrebbe addirittura mettere sotto pressione il leader del Cremlino Vladimir Putin, la cui popolarità in patria resta comunque altissima. Lo “zar” è infatti il fautore della politica aggressiva che ha portato alle sanzioni occidentali contro la Russia. Ma è anche colpevole di non aver diversificato nei 15 anni in cui è stato al potere l’economia russa, ancora troppo dipendente dalle esportazioni di petrolio e gas.


Le sanzioni occidentali contro i russi iniziano a farsi sentire. La scure delle sanzioni Ue si abbatte su Mosca colpendo i giganti del petrolio Rosneft, Gazprom Neft, e Transneft, dell’aerospazio come Opk Oboronprom e della produzione di armi, come la Khalashnikov, ma anche personalità vicine al presidente Vladimir Putin, come il top manager pubblico Serghiei Chemezov, alla guida di RosTekhnologi, principale società manifatturiera nel settore della difesa.

Il prezzo basso del petrolio affonda l'economia della Russia - La caduta a picco del rublo negli ultimi due mesi è infatti quasi parallela a quella del prezzo del barile. Per un’economia basata sul petrolio non è difficile stimare le mancate entrate dalle esportazioni di greggio e gas (il cui prezzo viene calcolato in base a quello petrolifero). E siccome la Russia non offre praticamente nient’altro che possa interessare i mercati esteri, le sue prospettive vengono valutate negativamente dagli investitori.

La caduta libera del rublo ha riacceso i meccanismi di sopravvivenza che i russi sembravano avere dimenticato negli ultimi anni di vacche grasse. Sbarazzarsi del rublo è la prima regola. Chi ha disponibilità compra appartamenti e auto di lusso, ma anche chi ha in tasca pochi soldi prende d’assalto i negozi. Le grandi reti commerciali stanno vendendo il doppio di frigoriferi, lavatrici e televisori rispetto ai numeri dello shopping natalizio dell’anno scorso. In un Paese che importa quasi tutto quello che consuma il cambio del rublo è un indicatore fondamentale, e la rapidità di riflessi è fondamentale per salvare i risparmi. In queste ore è una gara tra i commercianti che non fanno in tempo a riscrivere i cartellini, e i consumatori che cercano di portarsi a casa tutto a “prezzi vecchi”.


Dollari ed euro iniziano a scarseggiare nelle banche russe, mentre il rublo non accenna a stabilizzarsi. A causa del forte deprezzamento del la moneta rispetto alle altre valute, nelle ultime settimane, la Russia è diventata centro dello shopping nella regione. Dal momento che le monete di altri Stati non si sono svalutate tanto quanto quella russa e per il fatto che i commercianti non hanno ancora rivisto tutti i prezzi a rialzo, molti prodotti risultano più convenienti in Russia, che non in Kazakistan o Bielorussia. Come riporta l’agenzia Rbc, nel mese di novembre si è registrato un forte aumento della spesa di clienti da Armenia, Cina, Bielorussia, Kazakistan e altre repubbliche ex sovietiche.

Intanto la crisi del rublo colpisce anche Apple. Il colosso americano ha bloccato le vendite online a causa della fluttuazione eccessiva della moneta. «Il nostro negozio online in Russia non è raggiungibile mentre stiamo cambiando i prezzi. Ci scusiamo con i clienti per l’inconveniente. Apple aveva già cercato di gestire il deprezzamento del rublo. Il mese scorso aveva aumentato il prezzo dell’iPhone 6 del 25%.
(Redazione)


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