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La "Giornata internazionale contro la violenza sulle donne"
I dati sono allarmanti, una donna su tre in Europa ha subito una qualche forma di violenza, fisica, sessuale, psicologica, economica, stalking e sopratutto tra le adolescenti che ricevono minacce e intimidazioni

ROMA (Italy) - Secondo i dati dell’Oms, si stima che in Italia siano 6.743.000 le donne tra i 16 e i 70 anni che sono vittime di abusi fisici o sessuali e circa un milione quelle che hanno subito stupri o tentati stupri. Altrettanto allarmante è il dato secondo cui il 33.9% di coloro che subiscono violenza per mano del proprio compagno e il 24% di quante l'hanno subita da un conoscente o da un estraneo non ne parla. Il 14.3% delle donne, secondo il rapporto, è stata vittima di atti di violenza da parte del partner, ma solo il 7% lo ha denunciato.

Le morti avvengono in tutta Italia, non solo in ambienti degradati e le vittime hanno una età media tra i 30 e i 40 anni, così come i loro assassini. È una questione nazionale e culturale, la “questione femminile” che rispecchia una situazione del paese di arretratezza, anche nei rapporti uomo/donna dal momento che le donne vengono uccise proprio in quanto donne.


La prevaricazione, fisica e psicologica, nei confronti delle donne ha un suo riflesso diretto negli abusi sulle minorenni, le più vulnerabili a un fenomeno che, secondo la maggioranza degli esperti, affonda le sue radici nelle culture di tipo patriarcale e machista che considerano il sesso femminile come subalterno a quello maschile, quasi una proprietà privata. I terribili episodi di cronaca dell’estate 2014, dove in Sicilia un padre ha accoltellato le sue due figlie di 12 e 14 anni e nelle Marche un altro ha ucciso la propria figlioletta di 18 mesi, hanno riportato in Italia alla ribalta il fenomeno del femminicidio filiale, estrema conseguenza della violenza domestica.

Per dare una dimensione a questo fenomeno, spesso sommerso, l’Agenzia europea per i diritti fondamentali, (Fra) ha condotto un’indagine che ha coinvolto 42.000 donne di 28 Paesi europei, dato che ne fa la ricerca più completa sul tema mai fatta finora. Dai risultati emerge che il 12% delle donne ha indicato di avere subìto una forma di abuso o atto sessuale da parte di un adulto prima dei 15 anni, percentuale che corrisponderebbe a 21 milioni di donne nell’UE. In Italia il dato scende all’11% delle intervistate, mentre il 33% ricorda di aver subito almeno una forma di violenza fisica, psicologica o sessuale da bambina. Il 67% delle donne europee che avevano subito abusi non avevano denunciato il fatto alle autorità, il che significa che solo 3 casi su 10 vengono alla luce. L’indagine ha anche evidenziato che a livello europeo il 30% delle donne che hanno subito abusi sessuali da grandi avevano già vissuto episodi di violenza sessuale o psicologica durante l’infanzia. Un ‘ulteriore prova di come le bambine abusate, se non adeguatamente assistite, possono assecondare comportamenti abusanti anche da adulte, tornando a essere vittime di violenza ed eventualmente assoggettando i propri figli alla violenza assistita. Emerge quindi l’estremo bisogno di assicurare a bambine, ragazze e donne adulte una rete di efficienti servizi d’assistenza (medici, psicologici e legali) concepiti specificamente per le vittime di violenza di genere.
(Redazione)


Il mio essere donna! Si parla spesso delle violenze fisiche che molte donne, ahimè, subiscono in famiglia. Vorrei dare voce, per un attimo, ad un tipo di violenza di cui non si parla; quella psicologica, quella che non puoi raccontare se non ad esperti di psicologia o psichiatria, perchè invisibile ad altri occhi. Non da lividi al corpo ma può distruggere l'anima e, fidatevi, anche il corpo; è una violenza fatta di pressioni psicologiche, costanti e incalzanti e, più durano più minano.

Ci sono uomini alla continua ricerca del potere, mai sazi, sempre pronti a esercitarlo e ad annientare chiunque provi ad ostacolare questa "fame". La prima vittima è la loro compagna che, docilmente, prova a seguirli e a fargli spazio, in nome della famiglia in cui crede fortemente, ma da sola.

Spesso sono travestiti di falsa integrità, perbenismo, falsa mitezza, tanta competenza nel proprio lavoro, insomma "uomini di successo" come si dice oggi... fortemente incapaci di amare o di mostrare debolezze. Scalano il potere chiedendo sempre più rinunce alla propria compagna, prima sul lavoro, poi sugli affetti, sugli amici, sugli interessi personali... fino a ridurla a un mucchio di "nulla". Come? Denigrando ogni sua singola azione e facendola sentire perennemente in colpa per ogni cosa che non lo riguardi; persino l'educazione dei figli, amati più di se stessa, viene tacciata come incapacità.

La loro donna ideale è senza parole e senza anima
come il robot Caterina di Alberto Sordi nel film "Io e Caterina" lo ricordate? Salvi ovviamente i loro vizi tutti rigorosamente nascosti! Ma il robot ad un certo punto si accorge di averla un'anima e che non è "un accidente", è stata solo ingabbiata da quello che in realtà è "dr. Jekyll-Mr. Hyde". A questo punto, dolorosamente, il punto va messo con una scelta forte, che al momento sembra distruttiva. La dignità va recuperata aprendo quella gabbia e scappando via, seppure sole e con le ali spezzate. Occorre farlo pur sapendo di pagare un altissimo prezzo, materiale e morale, fatto di lunghissime lotte. Ma bisogna pensare all'esempio che si vuole dare ai propri figli, all'amore e alla dignità da trasmettergli. Soprattutto comprendere che se non riconosci prima tu il tuo valore nessun altro lo farà! E allora costi quello che costi, il taglio va fatto! Il percorso dopo è imparare a nutrirsi anima e corpo, piano, provando nuove strade e, laddove ci sono cadute, correggere il tiro; masticando e digerendo, di volta in volta ci si riscopre a sorridere delle piccole vittorie e a piangere per qualche caduta. Ma volete mettere l'immagine che rimanda lo specchio quando vi dice: Viva finalmente! Ferita ma non affondata perchè hai imparato a dire di no! (vi rimando volentieri la canzone di Giorgia "E' l'amore che conta", mi rappresenta totalmente e...aggiungerei per se stesse!) Ricordiamocelo donne, amiamo prima di tutto noi stesse e se potete non aspettate troppo; osate affinchè le ferite del disamore non facciano, poi, fatica a rimarginarsi! (Rosy, testimonianza esclusiva)

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