www.italianews.org - L'agenzia internazionale di comunicazione e giornalismo

Strage a Gerusalemme, ebrei uccisi a colpi di ascia. Hamas rivendica l'attentato
Dopo il luglio di sangue che ha visto Gaza pagare il conto con centinaia di morti, torna la paura dell'Intifada

ROMA (Italy) - E' di almeno quattro israeliani uccisi e otto feriti il bilancio dell'attentato che questa mattina ha colpito una sinagoga a Gerusalemme, nel sobborgo di Har Nof, su Agasi Street. La polizia ha ucciso al termine di una sparatoria i due attentatori che, armati di pistole, asce e coltelli, sono arrivati da Gerusalemme est all'ora della preghiera.

Hamas, con comunicato ufficiale, ha rivendicato l'attentato. In tanti credono che quello cui stiamo assistendo è linizio di una terza Intifada. Alcuni sono convinti sia già iniziata. In ogni caso, la situazione tra Israele e la Palestina è ulteriormente complicata dalla minaccia dell'Isis e dai rapporti che i terroristi del Califfato potrebbero intessere con i padroni di Gaza.


Il terrorismo torna a colpire a Gerusalemme. Una sinagoga di Gerusalemme nel sobborgo di Har Nof su Agasi street è stata attaccata. Due uomini con armi da fuoco, asce e coltelli hanno ucciso 4 fedeli e ne hanno feriti altri otto. Alla fine sono stati a loro volta eliminati dalla polizia: le vittime sono dunque sei. I due attentatori, Ghassan Abu Jamal e suo cugino Udayy Abu Jamal, erano stati rilasciati dalle prigioni israeliane nel 2011, in cambio della liberazione del soldato Gilad Shalit. Come riferisce l'agenzia palestinese Maan, i due arrivavano dal quartiere Jabal al-Mukabbir. Per la tv israeliana Channel 1, erano affiliati al Fronte popolare per la liberazione della Palestina (Fplp), formazione politica e militare che Ue e Usa annoverano tra i gruppi terroristici. Gli agenti sarebbero sulle tracce di un terzo uomo. Secondo il portavoce della polizia israeliana, Micky Rosenfeld, l'area è stata isolata, mentre i feriti (sei fedeli e due poliziotti) sono stati trasferiti in alcuni ospedali della città. Le condizioni di quattro di loro sono molto gravi. Il sito del quotidiano israeliano Yediot Ahronot scrive che lo Shin Bet, servizio di intelligence dello Stato ebraico, sta interrogando i familiari dei due cugini, per verificare a che livello sia stato organizzato l'attacco.

La violenta guerra tra Israele ed Hamas scoppiata in luglio, e le centinaia di vittime civili, hanno poi inasprito gli animi. Anche quelli di molti palestinesi ostili ad Hamas. Ma è difficile che una guerra nella Striscia a Gaza dia fuoco alle polveri in Cisgiordania. Dal 2007 le due entità sono di fatto due Stati separati, “Hamastan” e “Fatahland”. E l'ultima tregua tra il movimento islamico padrone di Gaza e Fatah, signore della Cisgiordania, non ha poi cambiato così tanto la realtà sul campo.

Il leader Mushir al-Masrie parla di un "atto eroico" e di una "reazione naturale" alla morte dell'autista di autobus Yusuf Hassan al-Ramouni, trovato impiccato al capolinea di Har Hotzvim domenica notte. Per la sua morte, l'esito dell'autopsia parla in realtà di suicidio. Anche l'ex ministro degli Esteri di Hamas, Mahmoud al-Zahar, ha commentato l'attentato, scrivendo su Twitter che gli attentatori sono "benedetti". Unanime, invece, la condanna all'attentato definito un atto di "puro terrore" che "non ha posto nel comportamento umano" per il segretario di Stato Usa John Kerry. Come riportano i media israeliani, Kerry ha chiamato il premier Benjamin Netanyahu per esprimere le sue condoglianze alle famiglie delle vittime. Il segretario di Stato Usa ha anche lanciato un appello ai leader palestinesi affinché condannino l'attacco che ha provocato la morte di quattro persone.

"Un crudele assassinio di ebrei che si erano recati a pregare, da parte di biechi assassini. Reagiremo duramente", ha commentato il premier israeliano Benyamin Netanyahu, annunciando la convocazione nel pomeriggio di una riunione sulla sicurezza. Netanyahu ha accusato il presidente palestinese Mahmoud Abbas, che dal canto suo ha però condannato l'attacco: "La presidenza - si legge in un comunicato diffuso dall'ufficio di Abbas - condanna l'attacco contro i fedeli ebrei nel loro luogo di preghiera e condanna l'uccisione di civili, a prescindere da chi la commetta".

In tanti credono che quello cui stiamo assistendo è linizio di una terza Intifada. Alcuni sono convinti sia già iniziata. In ogni caso, la situazione tra Israele e la Palestina è ulteriormente complicata dalla minaccia dell'Isis e dai rapporti che i terroristi del Califfato potrebbero intessere con i padroni di Gaza, gli uomini di Hamas. Su questo, tuttavia, è immaginabile che - almeno al momento - la Palestina non rientri direttamente nella strategia dello Stato islamico, che pare stia seguendo un'altra rotta, quella che dalla Libia porta a diffondere il caos in Egitto e poi in Giordania. (Redazione)

Visualizza lo speciale: luglio di sangue a Gaza


Riproduzione non consentita ©


Immigrazione: un
milione pronti a partire


India: Latorre e Girone
detenuti illegalmente


Ucraina tra democrazia
e dittatura russa

Emirates nuovi
collegamenti aerei

Le destinazioni top
viaggi del 2014

Pensioni: gli ostacoli
di tutti i governi