www.italianews.org - L'agenzia internazionale di comunicazione e giornalismo

Premio Nobel per la Pace a Malala e Kaliash Satyarthi: India e Pakistan unite dalla cultura
Dedico questo premio a tutti i bambini che non hanno voce, la cui voce deve essere ascoltata. “Avevo solo due opzioni: restare in silenzio e farmi ammazzare o alzare la voce e farmi ammazzare: ho scelto la seconda”

ROMA (Italy) - Il Premio Nobel per la pace del 2014 è stato assegnato a Malala Yousafazai, la piccola attivista pakistana famosa per essere sopravvissuta ad un terribile attacco talebano nel 2012 e Kaliash Satyarthi, anch’egli attivista impegnato nella lotta per la difesa dei bambini. Malala ha diciassette anni e, da quando ne aveva undici ha cominciato a descrivere la vita sotto i talebani tramite un blog della BBC con lo pseudonimo di Gul Makai. Nel 2012 ha subito un terribile attentato, rivendicato da un gruppo di talebani pakistani.

Le motivazioni lette dal presidente del Comitato, Thorbjoern Jagland risuonano di un’incredibile importanza in un momento tanto duro per i diritti dell’infanzia. “Per la loro lotta all’oppressione dei bambini e dei ragazzi e per il diritto di tutti i bambini all’istruzione. I bambini devono andare a scuola e non essere sfruttati nei paesi poveri del mondo, il 60% dell’attuale popolazione ha meno di 25 anni. Prerequisito per uno sviluppo mondiale pacifico è che i diritti dei bambini e dei ragazzi siano rispettati”.


Un messaggio ancora più importante, questo che è stato lanciato tramite la scelta di queste straordinarie personalità, se si pensa alla loro biografia: “un indu e una musulmana, un indiano e una pachistana, siano uniti nel comune impegno per l’istruzione e contro l’estremismo” si legge ancora nella motivazione. Una freccia stagliata in un momento di particolare tensione tra l’India e il Pakistan per i territori contesi del Kashmir che quest’anno ha prodotto il più alto numero di morti da dieci anni a questa parte. Per la prima volta, i due paesi, si trovano uniti grazie alla cultura, alla lotta, alla personalità di due figure che non hanno voluto abbassare la testa e continuano a lottare per dare un futuro migliore a bambini e bambine.

Ma chi sono i due vincitori? - Malala ha diciassette anni e, da quando ne aveva undici ha cominciato a descrivere la vita sotto i talebani tramite un blog della BBC con lo pseudonimo di Gul Makai. Nel 2012 a seguito di molti suoi interventi a sostegno dell’istruzione femminile, ha subito un terribile attentato, rivendicato da un gruppo di talebani pakistani. Nel 2011, come riconoscimento per il suo coraggio e il suo impegno, dopo essere già stata nominata per il Premio Nobel senza però aver vinto, ha ricevuto il Pakistan’s National Youth Peace Prize e nel 2013 il premio Sakharov per la libertà di pensiero, consegnatole dal parlamento europeo. È famosa in tutto il mondo, non solo per la sua storia ma per aver parlato alla presenza dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (nella foto), in cui, Ban Ki- Moon, segretario generale dell’Onu la definì “la nostra eroina”. “Sono onorata e fiera - ha detto la ragazza che ha appreso la notizia mentre era a scuola a Birmingham, dove vive da quando è dovuta andare via dalla sua terra a seguito dell’attentato - dedico questo premio a tutti i bambini che non hanno voce, la cui voce deve essere ascoltata. Avevo solo due opzioni: restare in silenzio e farmi ammazzare o alzare la voce e farmi ammazzare: ho scelto la seconda”.

Malala Yousafzay è la persona più giovane ad essere insignita del Nobel nella storia di tutte le categorie del premio. Secondo il sito nobelprize.org, infatti, ha sostituito in testa alla classifica dei Nobel più giovani il premio per la Fisica Lawrence Bragg, che nel 1915 - quando ricevette questo riconoscimento - aveva 25 anni. Malala è la 46ma donna a ricevere il Nobel tra il 1901 e il 2014. Mentre a Oslo le assegnavano il Premio Nobel per la Pace, Malala Yousafzay era «a scuola, come sempre» a Birmingham, città del centro dell’Inghilterra dove risiede dall’ottobre del 2012, anno in cui fu sottoposta a un intervento chirurgico dopo essere rimasta ferita alla testa da un proiettile sparato dai talebani in Pakistan.

Kaliash Satyarthi invece ha sessant’anni, nel 1980 fondato l’organizzazione Bachpan Bachao Andolan tesa a combattere il lavoro minorile. Grazie al suo lavoro almeno 80mila bambini sono stati liberati dallo sfruttamento. Anche per lui arrivano da Oslo forti parole: “dando prova di grande coraggio - si legge - e seguendo l’insegnamento di Gandhi ha guidato diverse forme di protesta e manifestazione, tutte pacifiche, per denunciare il grave sfruttamento dei bambini a fini economici".

Gli altri Nobel 2014 - Per la Fisiologia e la medicina, lunedì 6 ottobre è stato assegnato il premio al neuro scienziato anglo-americano John O’keefe e ai norvegesi May-Britt e Edvard Moser per aver scoperto il “GPS” del cervello (le cellule predisposte al senso dell’orientamento).

Per la Fisica, martedì 7 ottobre è stato il turno di tre ricercatori giapponesi Isamu Akasaki, Hiroshi Amano e Shuji Nakamura per aver scoperto una “luce per illuminare il mondo”. (I tre hanno inventato il led a luce blu).

Per la Chimica, mercoledì 8 ottobre il premio è stato assegnato a due americani Eric Betzing e William Moerner e al tedesco Stefan W. Hell “per lo sviluppo della microscopia in fluorescenza in super risoluzione.

Per la Letteratura, giovedì 9 ottobre è la volta dello scrittore francese Patrik Modiano le cui opere hanno come focus il tema della memoria e dell’identità. (Marika Del Zotti)


Riproduzione non consentita ©


Immigrazione: un
milione pronti a partire


India: Latorre e Girone
detenuti illegalmente


Ucraina tra democrazia
e dittatura russa

Emirates nuovi
collegamenti aerei

Le destinazioni top
viaggi del 2014

Pensioni: gli ostacoli
di tutti i governi