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Le città italiane più smart: Milano al top seguita da Bologna e Firenze. Il sud ampiamente sul fondo
La classifica che mette a confronto 106 capoluoghi di Provincia. La città premiata in base a 70 indicatori

ROMA (Italy) - Milano, Bologna e Firenze sul podio. Pisa tra le città di medie dimensioni (luogo dell’Internet Festival). Questo dicono i risultati di ICity Rate 2014, presentati a Smart City Exhibition alla fiera di Bologna. Una manifestazione internazionale sull’innovazione delle città che riflette sui complicati passaggi burocratici, le scelte statistiche, i passaggi tecnici necessari perché diventino sempre più intelligenti e utili a chi le abita.

La migliore tra le realtà del Mezzogiorno è Cagliari, che si ferma al 60° posto. Seguono Pescara al 62° e L’Aquila al 64°, che insieme a Bari e Sassari costituiscono la fascia più avanzata del Mezzogiorno seguite dalle altre province con Brindisi sul fondo della classifica pugliese all'87esimo posto.


L’indagine ICity Rate non si limita a stilare la classifica dei capoluoghi più smart d’Italia, ma anche a capirne le motivazioni, l’evoluzione, il confronto con le realtà delle città europee. Per quanto riguarda i numeri, invece, nulla di particolarmente sorprendente: sono le città metropolitane del Centro-Nord a vincere la sfida del cambiamento e a conquistare la testa della classifica: Milano con 623 punti è prima e guadagna due posizioni rispetto al 2013; seconda a breve distanza si riconferma Bologna (610 punti), al terzo posto si colloca Firenze (558 punti), con un balzo in avanti di quattro posizioni. In forte crescita anche Venezia, che passa dal 10° al 6° posto e Roma che guadagna 11 posizioni, dal 23° al 12° nel 2014. Rispetto al 2013 risulta ancora più evidente il divario tra le città del Nord e quelle del Sud e delle Isole, con una graduatoria praticamente spaccata in due. La migliore tra le realtà del Mezzogiorno è Cagliari, che si ferma al 60° posto. Seguono Pescara al 62° e L’Aquila al 64°, che insieme a Bari e Sassari costituiscono la fascia più avanzata del Mezzogiorno seguite dalle altre province pugliesi con Brindisi sul fondo classificata all'87esimo posto.

I criteri coi quali sono stati valutati i 106 comuni capoluogo si basano su 72 indicatori statistici – che vanno dal valore aggiunto per unità di lavoro ai follower Twitter delle amministrazioni – per descrivere la situazione in sei dimensioni: economy, living, environment, people, mobility e governance, secondo uno schema consolidato nelle analisi internazionali delle smart cities. Rispetto alle edizioni precedenti, ai tradizionali indicatori sono state affiancate una serie di variabili più direttamente collegate alle dinamiche di innovazione tecnologica e sociale.

Perché Milano è prima - Fra i risultati raggiunti ci sono oltre 64 nuove app nate dagli oltre 200 data set del portale Open Data a disposizione di ricercatori e utenti, oltre 6.000 chilometri di fibra ottica, circa 500 hot spots del wi-fi Milano, 3.500 bici in condivisione con una media di 10mila prelievi giornalieri e 32mila abbonati al bike sharing tra annuali e settimanali, oltre 120mila iscritti al servizio di car sharing, il superamento del 50 per cento nella raccolta differenziata raggiunto anche grazie alla copertura del 100 per cento del territorio cittadino per quanto riguarda l'umido.

Spulciando nella ricerca si comprende il motivo del primo posto per il capoluogo lombardo: ha a che fare con il peso degli indici di natura economica. Milano è prima per vivibilità e vitalità urbana, seconda nella qualità del capitale umano e sociale (sorprendente la performance di Ravenna, che supera tutti grazie a punteggi altissimi per partecipazione a spettacoli e tasso di occupazione) e terza in accessibilità e mobilità. La prevalenza nella dimensione economica è molto netta, il capoluogo lombardo è primo assoluto in 3 indicatori su 12: produttività (il valore aggiunto per unità di lavoro è superiore a 74.000 euro contro una media nazionale che non arriva a 59.000), direzionalità (ci sono più di 20 imprese con oltre 250 addetti ogni 10.000 mentre a scala nazionale sono meno di 8) e intensità brevettuale (90 brevetti depositati ogni 10.000 unità di lavoro contro una media nazionale di 23,5) ma si colloca tra le prime dieci anche per qualificazione degli occupati, intensità del flusso di visitatori stranieri per motivi di lavoro, dinamismo del credito e concentrazione delle attività di ricerca e sviluppo.Buon livello anche per le connessioni, sia per qualità (massima velocità media rilevata per le utenze ADSL consumer) sia per internazionalizzazione culturale, oltre che un punteggio molto elevato per diffusione della sharing economy. Nel confronto internazionale, però, le città italiane fanno la figura della Roma contro il Bayern Monaco: estrapolando da alcuni dei principali ranking internazionali le sole città europee, la posizione della metropoli lombarda, cioè la migliore, non solo è molto lontana dalle performance di città globali come Londra e Parigi, ma risulta anche inferiore a quella dei principali poli urbani del continente quali Amsterdam, Berlino, Bruxelles, Francoforte, Madrid, Stoccolma, Vienna, Zurigo.
(Redazione)


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