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La "querelle romana" sui matrimoni gay: il sindaco Marino contro il Prefetto
Scalpore per le affermazioni "omofobe" in due scuole della penisola

ROMA (Italy) - Il Sindaco di Roma resiste ancora al prefetto Pecoraro che gli intima di cancellare le registrazioni dei 16 matrimoni tra omosessuali contratti all'estero perché secondo le legge "sono nulle". Per il primo cittadino, “sarebbe un atto illegittimo”. E fa scalpore la notizia di una lezione in una scuola superiore di Moncalieri per affermare la tesi che l’omosessualità è “un problema psicologico” da cui, quindi “si può guarire”. Ma anche le dichiarazioni di una docente di Modena: "L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che l’omosessualità non è una malattia, ma l’Oms si può sbagliare, come è già successo con il vaccino contro l’aviaria".

Episodi di omofobia nelle scuole, alcuni dei quali sono sfociati in fatti molto gravi fino al suicidio, ce l'abbiamo davanti tutti i giorni, per questo un insegnante deve ancora di più fare attenzione di fronte a minorenni che sono ancora più indifesi.


A Roma è muro contro muro tra il prefetto, Giuseppe Pecoraro, e il sindaco, Ignazio Marino, sul caso della registrazione di nozze tra gay. Il primo cittadino si rifiuta di annullare le trascrizioni dei 16 matrimoni omosessuali celebrati all'estero, rigettando così l’intimazione del prefetto a mettere in atto la circolare del ministro dell’Interno, Angelino Alfano, che chiede la cancellazione delle trascrizioni in questione perché secondo le legge "sono nulle". Il sindaco di New York Bill De Blasio ha chiamato il sindaco di Roma Ignazio Marino, a quanto si apprende, per complimentarsi per "la posizione forte e coraggiosa" presa sulla questione della trascrizione dei matrimoni gay contratti all'estero. De Blasio ha consigliato: "Amico mio vai avanti, perché una battaglia giusta".

Le ragioni del diniego di marino al Prefetto: "Ho ricevuto oggi un documento dal prefetto di Roma in cui si ordina di cancellare le trascrizioni dei matrimoni da coppie di romani e romane tra persone dello stesso sesso celebrati all'estero e abbiamo già avviato tutte le verifiche per opporci alla cancellazione delle trascrizioni". "Io ritengo ancora - spiega il sindaco - che la non trascrizione di certificati di matrimoni regolarmente redatti in Paesi quali Francia, Portogallo o Belgio, sarebbe un atto illegittimo, contrario ai principi dell'Ue, quindi abbiamo dato mandato agli uffici del Campidoglio di fare un approfondimento e studiare le carte e non accettiamo in questo momento l'ordine del prefetto di Roma di cancellare le trascrizioni già avvenute". "Una delle ragioni che il prefetto indica, fa riferimento alla trascrizione se e' un pericolo per l'ordine pubblico. Onestamente non riesco a capire quale pericolo possa costituire per la citta' di Roma l'esistenza di una coppia che si ama e che ha dichiarato il proprio amore".

Intanto, fa scalpore la notizia di una lezione choc in una scuola superiore di Moncalieri, in provincia di Torino "L'omosessualità è un problema psicologico da cui è dimostrato scientificamente che si può guarire", così l'insegnante di religione dell'istituto. Immediata la reazione dell'Arcigay: "Se confermato, si tratta di un fatto gravissimo". Interviene anche la curia: "Si tratta di opinioni personali, ma un docente dovrebbe essere aperto al dialogo con i suoi studenti". L'episodio è stato riferito dagli allievi al preside della scuola, che ha avviato un'indagine interna.

Anche una docente di Diritto del liceo Sigonio di Modena, durante un'assemblea di istituto iniziata con la proiezione del film Viola di Mare, ha esordito dicendo: "L’omosessualità è sì un dramma, ma è un disturbo psicologico". All'evento, organizzato all'interno di un cinema alla presenza di circa 400 ragazzi, hanno partecipato anche Arcigay e Scienze Vita. Tutto tranquillo, insomma, fino all'intervento della docente che ha contestato l'OMS: "L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che l’omosessualità non è una malattia, ma l’Oms si può sbagliare, come è già successo con il vaccino contro l’aviaria". La contestazione è arrivata immediatamente da parte dei ragazzi fermati solo dai rappresentanti delle associazioni presenti che, a quel punto, hanno preteso il diritto di replica e risposto all'insegnante. Ma il vero colpo di scena è arrivato poco dopo quando, rispondendo alla docente, una studentessa si è alzata ed ha dichiarato: "Lei, usando la parola 'malattia' potrebbe offendere tutte le persone omosessuali presenti che, come me, hanno impiegato anni per accettare e capire la loro condizione". (Redazione)


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Il sindaco di Roma si ribella alle leggi italiane e registra 16 matrimoni gay
Politica divisa sulla legge che regolamenterebbe la materia

ROMA (Italy) - Questa mattina il sindaco Ignazio Marino ha fatto la prima trascrizione nel registro di Roma di sedici matrimoni di coppie omosessuali contratti all’estero. Uomini e donne che hanno già formalizzato la loro unione all’estero e oggi vedono riconosciuto la loro unione anche nella Capitale. Una scelta, quella del primo cittadino, che ha già i connotati di una “sfida” al prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro il quale, in osservanza della circolare-stop del ministro Angelino Alfano, ha annunciato l’annullamento dell’atto.

Gli altri sindaci ribelli sono quelli di Milano, Giuliano Pisapia che ha firmato le prime sette trascrizioni neanche dieci giorni fa, quello di Livorno, Filippo Nogarin e il sindaco di Bologna Virginio Merola che ha detto chiaramente: Io non obbedisco


Si sono accreditati per la cerimonia in programma nella Sala della Protomoteca i media di mezzo mondo: da Al Jazeera al New York Times. Le ripercussioni politiche sono dietro l'angolo: a nessuno sfugge che il vero scontro alla fine sarà tra l'inquilino del Campidoglio e quello del Viminale, Alfano. Marino, ha confessato ai suoi, si sente coperto dal Nazareno e quindi da Palazzo Chigi, visto che è intenzione del Governo regolamentare le unioni civili (non le nozze gay).

Il primo matrimonio a essere trascritto è quello di una dipendente comunale con la moglie. Poi tocca agli altri quindici in lista. Come quello di Tommaso Giartosio e Gianfranco Goretti. Stanno insieme da 19 anni, passati a sposarsi quattro volte. Per il matrimonio legale, nel 2008, erano in un roseto a Berkeley. Poi tre cerimonie simboliche e nel frattempo una famiglia con due gatti e due figli, avuti grazie a Nancy, mamma surrogata, che è stata anche la loro testimone di nozze. "Ci fa piacere il coraggio di Marino ad abbracciare una causa considerata impopolare da una parte della società civile" apprezza Gianfranco. E Tommaso aggiunge: "sappiamo di essere ancora fuorilegge, ma io credo che esista anche una forma di obiezione, di resistenza civile, le Rosa Parks che rifiutano i sedersi in fondo all'autobus." Su tutta la cerimonia però rimane la convinzione di Pecoraro: quello di procedere con l'annullamento delle trascrizioni. Un sogno che non può essere cancellato: siamo pronti ad andare fino in fondo per vedere riconosciuti i nostri diritti, annunciano Jeff e Domenico, coppia di sposi in Belgio e attivisti del Gay Center.

Si tratta chiaramente di un atto simbolico, a cui ne seguiranno altri, ma mi auguro che possa essere un passo che, insieme a quello degli altri sindaci, tenga accesa la discussione e porti finalmente all'approvazione di una legge nazionale. Ed è proprio Alfano a commentare su Facebook la scelta del sindaco. Marino ha firmato trascrizioni per nozze gay. Ribadisco per l’attuale legge italiana ciò non é possibile. Così il ministro dell’Interno Alfano in un post su Facebook commenta la trascrizione dei matrimoni gay fatta oggi in Campidoglio dal sindaco Ignazio Marino. La firma di Marino non può sostituire la legge: ha fatto il proprio autografo a queste rispettabilissime coppie. Plateale, invece, l’annuncio del consigliere capitolino Ncd Marco Polarici. Mi recherò presso gli Uffici della Procura della Repubblica per denunciare Marino.

La trascrizione nella Capitale ha sicuramente un alto valore simbolico ma Marino non è il primo sindaco “ribelle”. In tanti hanno alzato la voce dopo che il 7 ottobre il ministro dell’Interno Angelino Alfano ha parlato della circolare ai prefetti perché rivolgano un invito formale al ritiro ed alla cancellazione delle trascrizioni di nozze gay. Solo per fare qualche esempio, il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, ha firmato le prime sette trascrizioni neanche dieci giorni fa, quello di Livorno, Filippo Nogarin ha fatto sapere che non si adeguerà alla direttiva Alfano e il sindaco di Bologna Virginio Merola ha detto chiaramente: Io non obbedisco! (Redazione)


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Gay: matrimoni e famiglia, due nodi che in Italia non si riescono a sciogliere
Duri attacchi al ministro Alfano che con una circolare vieta di registrare le nozze avvenute all'estero
Scheda: i matrimoni accettati da quindici paesi in tutto il mondo e alcuni autorizzano anche l’adozione

ROMA (Italy) - La maggioranza di governo si spacca sulle nozze gay. Circolare di Alfano che vieta la registrazione dei matrimoni contratti all’estero. Il ministro ha chiesto ai prefetti di invitare formalmente i sindaci a cancellare le trascrizioni. Rivolta dei sindaci: da Bologna a Napoli, da Roma a Grosseto, i sindaci non ci stanno e invitano alla disobbedienza.

L'esempio di coppia/famiglia gay è quella formata dal senatore Pd Sergio Lo Giudice e dall’avvocato Michele Giarratano che (nella foto) si gode il sole di settembre insieme al piccolo Luca, il figlio di quattro mesi avuto da Giarratano negli Usa grazie a una tecnica di fecondazione assistita. La loro è una famiglia di fatto, sancita dalle nozze celebrate a Oslo nel 2011, che secondo l’ordinamento italiano semplicemente non esiste.


Le dichiarazioni del ministro Alfano - "La cosa che mi ha davvero impressionato ieri, a fronte di una direttiva che invita i prefetti a invitare i sindaci a rispettare le leggi e a non fare cose che in Italia le leggi non prevedono, mi sono visto tirare addosso una quantita' di insulti e aggettivi di una violenza inaudita da parte di associazioni, giornalisti, esponenti politici e, oggi, da parte di alcuni titoli di giornali". Ad affermarlo e' il ministro dell'Interno Angelino Alfano. "E' possibile - aggiunge il ministro - che in questo Paese per chi ha un'idea come la mia dal punto di vista politico e per chi vuole solo far rispettare la legge come io ho fatto da ministro dell'Interno non poterlo fare senza essere inondato da una valanga di accuse? Mi pare che ci sia un'intolleranza da parte di chi difende alcune posizioni che non e' un buon presagio per il dibattito parlamentare". No alle nozze gay, si' alle unioni civili. Alfano riassume cosi' la sua posizione dopo le polemiche innescate dalla direttiva che prevede l'annullamento delle trascrizioni di matrimoni gay all'estero. "Si parla molto di 'civil partnership' alla tedesca - spiega il ministro - io, in italiano, dico no allo smontaggio della famiglia, no a distruggere l'istituto costituzionale del matrimonio tra uomo e donna, si' al riconoscimento di piu' diritti e tutele patrimoniali alle coppie, anche dello stesso sesso, che hanno deciso di non sposarsi, no alle adozioni di bambini da parte di coppie omosessuali".

I matrimoni gay sono ormai accettati da quindici paesi in tutto il mondo, la maggior parte dei quali autorizzano le coppie gay anche all’adozione. Prima della Francia, che sabato ha approvato in prima lettura la legge e della Gran Bretagna che lo farà con tutta probabilità oggi, c’è stata l’Olanda, che nel 1998 ha approvato un partenariato fra omosessuali e nel 2001 e’ stato il primo paese a concedere il matrimonio civile alle coppie dello stesso sesso. In Belgio i matrimoni gay sono autorizzati dal giugno del 2003, mentre la Spagna li ha legalizzati nel 2005: in entrambi i casi sono consentite le adozioni. In Canada la legge sui matrimoni fra omosessuali risale al 2005, mentre è del 2006 la legge con la quale vennero legalizzate in Sudafrica. In Norvegia una legge del gennaio del 2009 mette sullo stesso piano di uguaglianza sessuale gay ed etero, sia per il partenariato (quello civile esiste dal 1993) che per il matrimonio e le adozioni. La Svezia consente sia i matrimoni civili che quelli religiosi in base a una legge approvata nel 2009, ma le unioni civili erano consentite dal 2003. In Portogallo nel giugno del 2010 è stata approvata la definizione di matrimonio, cancellando il riferimento al ’’sesso differente’’, mentre in Islanda i matrimoni gay sono stati autorizzati nel giugno del 2010 (anche se le unioni civili erano consentite dal 1996). Anche l’Argentina ha fatto un passo avanti, diventando il primo stato latinoamericano ad autorizzare i matrimoni gay, mentre Messico e Stati Uniti hanno posizioni diverse a seconda delle regioni. In Messico, i matrimoni gay sono infatti consentiti solo nel distretto federale della capitale, mentre negli Usa sono stati legalizzati in soli sei Stati: Vermont, Connecticut, Iowa, New Hampshire, Massachussetts e New York) e nel Distretto di Columbia.

NUOVA ZELANDA - Il 17 aprile scorso il parlamento ha approvato la legge sui matrimoni gay, diventando il primo paese dell’Asia-Pacifico a legalizzarli. La legge apre la strada all’adozione. Nel Paese l’omosessualità era stata depenalizzata solo nel 1986.

URUGUAY - L’11 aprile 2013 è diventato il secondo Paese latinoamericano a permettere le nozze tra omosessuali. La nuova legge prevede l’eliminazione di ogni riferimento al sesso delle persone negli articoli del Codice Civile sul matrimonio.

OLANDA - È stato il primo Paese, nell’aprile del 2001, ad aprire al matrimonio civile per le coppie gay con stessi diritti e doveri delle coppie etero, tra cui l’adozione.

BELGIO - Il matrimonio omosessuale è in vigore dal 2003, mentre il via libera alle adozioni gay è arrivato nel 2006.

SPAGNA - Le nozze gay sono in vigore da luglio 2005. E le coppie gay, sposate o no, possono adottare bambini.

CANADA - La legge sul matrimonio gay è del luglio 2005.

SUDAFRICA - Nel novembre 2006 il Sudafrica è diventato il primo Paese africano a legalizzare le unioni gay attraverso matrimonio o partenariato civile. Le coppie possono anche adottare.

NORVEGIA - Da gennaio 2009 omosessuali ed eterosessuali sono equiparati davanti alla legge in materia di matrimonio, di adozione e di fecondazione assistita.

SVEZIA - Le coppie gay possono sposarsi con matrimonio civile o religioso da maggio 2009. L’adozione era già legale dal 2003.

PORTOGALLO - Una legge del 2010 ha abolito il riferimento a sesso diverso nella definizione di matrimonio. Ma è esclusa la possibilità di adottare.

ISLANDA - Le nozze gay sono legalizzate dal 2010. Le adozioni sono legali dal 2006.

ARGENTINA - Il 15 luglio 2010 l’Argentina è diventato il primo Paese sudamericano ad autorizzare il matrimonio gay e le adozioni da parte di omosessuali.

DANIMARCA - Primo Paese al mondo ad aver autorizzato le unioni civili tra omosessuali nel 1989, la Danimarca ha autorizzato nel giugno 2012 le coppie gay a sposarsi davanti alla Chiesa luterana di Stato.

MESSICO - Le nozze gay sono possibili sono nella capitale, Città del Messico. Negli STATI UNITI solo in 9 Stati e a Washington Dc.

Germania, Finlandia, Repubblica ceca, Svizzera, Colombia e Irlanda riconoscono le unioni civili. (Redazione)


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