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Colpo di stato in Thailandia, l'ex premier Yingluck detenuta dai militari
Divieto di espatrio all'ex premier e a 155 politici. La condanna degli Usa. Oscurate le trasmissioni tv

ROMA (Italy) - Si stringe la morsa dei militari in Thailandia, dopo il colpo di stato annunciato giovedì. L'ex premier Yingluck Shinawatra è detenuta dall'esercito insieme ad altri membri della famiglia. Destituita due settimane fa dalla Corte Costituzionale, Yingluck era arrivata questa mattina in un complesso militare insieme ad altri 155 esponenti politici. Dopo alcune ore, l'ex capo del governo è stata portata in un luogo segreto. Secondo il quotidiano "Naew Na" sarà detenuta per 3 giorni nella base militare di Saraburi.

Due giorni fa era stata proclamata la legge marziale dopo sei mesi di crisi politica e scontri di piazza che avevano causato 28 morti e 800 feriti. Catturati i leader delle proteste, diversi rappresentanti delle cosiddette "camicie rosse" fedeli al discusso magnate Thaksin Shinmawatra e i delegati dei partiti al potere e di quelli all’opposizione. Da oggi oscurate le trasmissioni tv.


L'esercito thailandese ha annunciato un colpo di stato in un discorso televisivo alla nazione tenuto dal capo di stato maggiore Prayuth Chan-ocha. Dalle 22 di questa sera fino alle 5 di domani mattina "nessuno sarà autorizzato a lasciare il proprio domicilio" ha detto un portavoce delle forze armate. Immediata la risposta delle 'camicie rosse' pro governative legate all'ex premier Thaksin Shinawatra: "Aspettatevi rappresaglie". Due giorni fa l'esercito aveva proclamato la legge marziale (negando che si trattasse dell'ennesimo golpe nel Paese) dopo sei mesi di crisi politica e scontri di piazza che hanno causato 28 morti e oltre 800 feriti. Il golpe dei militari L'esercito ha preso il potere "per ripristinare l'ordine e spingere per il raggiungimento di riforme politiche", ha detto Prayuth annunciando il golpe, il 12esimo dal 1932 a oggi nel Paese. L'annuncio è arrivato al termine del secondo incontro con le principali parti politiche in un complesso militare della capitale, che è stato circondato dai soldati pochi minuti prima del proclama di Prayuth. I rossi: "Aspettatevi rappresaglie" "Ora sì che è un golpe: aspettatevi rappresaglie" fanno sapere via twitter le 'camicie rosse' pro-governative thailandesi dall'account ufficiale del 'Fronte unito per la democrazia' fedele all'ex premier Thaksin Shinawatra, a sua volta deposto da un golpe nel 2006.

L'esercito thailandese ha decretato la legge marziale nel Paese asiatico, al centro di nuove proteste e disordini dopo la recente destituzione della premier Yingluck Shinawatra. Soldati armati e veicoli militari sono stati dispiegati per le strade del centro di Bangkok, in particolare nei quartieri commerciali, alberghieri e nelle vicinanze delle stazioni tv. Censurati tutti i media. "È fatto divieto a tutti i media di riportare o diffondere notizie o immagini dannose per l'interesse nazionale" ha dichiarato il capo dell'esercito.

Le forze armate - per bocca di un'emittente da loro controllata - dicono di voler "restaurare la pace e l'ordine pubblico" dopo i 28 morti e le centinaia di feriti degli ultimi scontri di piazza, e negano che l'iniziativa sia la premessa di un nuovo colpo di stato in Thailandia. La settimana scorsa, sull'onda di un attentato costato a Bangkok tre morti e una ventina di feriti, l'esercito thailandese aveva peraltro minacciato d'intervenire "con tutte le forze" se la crisi politica non fosse rientrata, come aveva avvertito il capo di stato maggiore, gen. Prayuth Chan-ocha.

L'ultimo putsch militare nel Paese risale al 2006, quando gli uomini in divisa intervennero direttamente per rovesciare l'allora primo ministro, il controverso magnate Thaksin Shinawatra. Dal suo auto-esilio, Thaksin è poi rimasto il finanziatore del partito di governo; ma sua sorella Yingluck, diventata a sua volta premier, è stata destituita due settimane fa per abuso di potere dalla Corte costituzionale, in quello che i suoi sostenitori considerano un "golpe giudiziario".

Nel frattempo non demorde tuttavia neppure la protesta degli oppositori del magnate, in corso da novembre con l'obiettivo di "estirpare il regime Shinawatra" e che da mesi chiede un governo di suo gradimento nominato del Senato, senza nascondere simpatie monarchiche e per le forze armate. Dal 1932 i militari sono stati all'origine di 18 colpi di stato in Thailandia. (Redazione)


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La Thailandia in stato d'emergenza. Bangkok sotto assedio
Le manifestazioni hanno procurato l'ira del Governo che ha promulgato leggi feree

ROMA (Italy) - In uno dei paesi più belli del mondo, il governo tailandese ha dichiarato lo stato di emergenza a Bangkok e nelle province vicine per far fronte ai disordini e alle proteste dell’opposizione, che da circa tre mesi chiede le dimissioni della premier Yingluck Shinawatra.

Lo stato d’emergenza è stato stabilito da un decreto. Durerà 60 giorni a partire dal 22 gennaio. La decisione del governo arriva dopo nuovi episodi di violenza nel centro della capitale. Il 19 gennaio il lancio di granate da parte di ignoti contro un gruppo di manifestanti ha causato 28 feriti. Lo stato di emergenza amplia i poteri del governo, che potrà censurare i mezzi d’informazione, vietare riunioni pubbliche e arrestare sospetti senza accuse. Il decreto permette anche di dichiarare il coprifuoco e vietare l’accesso ad alcune strade di Bangkok. La gestione dello stato d’emergenza sarà compito della polizia e dall’esercito.


Le proteste contro il governo in Thailandia sono cominciate il 24 novembre del 2013 e hanno già causato almeno otto morti. Il motivo scatenante delle contestazioni è la legge di amnistia proposta dal governo e bocciata dal senato, che avrebbe permesso all’ex premier Thaksin Shinawatra di tornare dall’esilio senza scontare una condanna per corruzione ricevuta nel 2008. L’opposizione ha annunciato che boicotterà le elezioni anticipate, previste il 2 febbraio. Le proteste dell’opposizione sono guidate da Suthep Thaugsuban, un ex parlamentare del Partito democratico tailandese. Thaugsuban chiede le dimissioni del governo, la sospensione della democrazia parlamentare, e la nomina di un “consiglio del popolo” senza passare per le elezioni. Alcuni commentatori hanno definito le sue idee “fasciste”, sottolinea The Diplomat.

Migliaia di manifestanti stanno bloccando le principali strade di Bangkok, in Thailandia, e chiedono le dimissioni del governo della premier Yingluck Shinawatra. I contestatori sono scesi in piazza sventolando bandiere nazionali e indossando magliette con lo slogan “Bangkok shutdown”. Il governo ha schierato 18.000 poliziotti per mantenere l’ordine. Gli agenti non sono intervenuti. Ma il governo è pronto a dichiarare lo stato di emergenza in caso di nuovi disordini, scrive Al Jazeera. L’11 e 12 gennaio un uomo non identificato ha aperto il fuoco contro un gruppo di manifestanti e ha causato almeno sette feriti, mentre un’altra persona ha sparato contro la sede dell’opposizione.

Il motivo principale delle contestazioni è la legge di amnistia proposta dal governo e bocciata dal senato, che avrebbe permesso all’ex premier Thaksin Shinawatra di tornare dall’esilio senza scontare una condanna per corruzione ricevuta nel 2008. L’opposizione ha annunciato che boicotterà le prossime elezioni legislative, in programma il 2 febbraio. Le manifestazioni contro Shinawatra, sorella dell’ex premier Thaksin, sono le più imponenti dalla crisi del 2010, quando il regno è stato sconvolto da una serie di manifestazioni concluse con la morte di 90 persone.

In Thailandia ci sono stati 18 colpi di stato dal 1932, quando il paese è diventato una monarchia costituzionale. Thaksin Shinawatra, che ha vinto le elezioni nel 2001 e nel 2005, è un ricco uomo d’affari che gode ancora di grande popolarità tra i ceti più poveri, spiega Reuters. La classe media, invece, ha perso fiducia in Thaksin a causa degli scandali per corruzione in cui è stato coinvolto. Thaksin Shinawatra è scappato in esilio nel 2008, poco prima di essere condannato per corruzione. Nel 2010 centomila camice rosse, i sostenitori di Thaksin, hanno occupato il centro di Bangkok per circa due mesi e hanno chiesto le dimissioni del governo guidato dal democratico Abhisit Vejjajiva. In quelle manifestazioni sono morte 90 persone e i feriti sono stati 1.900. (Redazione - 22 gennaio 2014 ore 12.00)

La Thailandia. “Il paese dei sorrisi” la definizione con cui in tutto il mondo si riconosce l’attuale Thai ex Siam. Chi non ha visto il celeberrimo film “Anna and the king” ha perso un’occasione d’oro per comprendere meglio questo popolo e il suo straordinario paese. Attualmente, una nazione che insieme alla Cina vive le maggiori contraddizioni asiatiche. Da un lato la cultura, la rettitudine religiosa, l’educazione, l’attaccamento alla propria terra, contrastano con un territorio in forte crescita e in cui la parola crisi non è neanche menzionata. Un paese all’avanguardia tecnica in cui si sentono fortemente gli squilibri tra campagna-periferia e città. Bangkok la capitale ne è l’esempio lampante. Una megalopoli che non riesce a contare i propri abitanti che arrivano in frotte dalle povere campagne in cerca di fortuna e illusoria ricchezza. I dati fluttuano tra 12 e 15 milioni. Una città moderna con uno dei palazzi reali più belli del mondo, centinaia di scenografici templi, centri commerciali a dismisura e un… traffico pazzesco. Visualizza lo speciale Viaggi e turismo dedicato alla Thailandia

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