www.italianews.org - L'agenzia internazionale di comunicazione e giornalismo

La Prefettura di Brindisi ospita le celebrazioni istituzionali del "giorno della memoria"
Comune denominatore: evitare di dimenticare

BRINDISI (Italy) - Le celebrazioni per “la giornata della memoria” si sono aperte nella Prefettura di Brindisi attraverso un memorabile “Schindler’s List” eseguito dagli studenti del Liceo Musicale “Durano” che proprio nel capoluogo ha la prestigiosa sede.

Una mattinata in cui le parole del Prefetto Nicola Prete, sono rimbombate nella gremitissima sala che ha accolto personalità istituzionali, tanto pubblico ma soprattutto tantissimi giovani studenti provenienti da vari istituti scolastici della provincia brindisina: "Il tema che stiamo affrontando oggi rimane di grande attualità, ricordare questi terribili eventi che vedono la persecuzione degli ebrei per motivi religiosi servono a tenere sempre alta l’attenzione di ognuno di noi. Bisogna lottare contro ogni forma razziale. L’uomo, da quando esiste, per qualche fanatico motivo causa continuamente genocidi per motivi religiosi, linguistici, economici e politici. Il mio pensiero va soprattutto ai bambini sul quale si è scatenata una violenza inaudita che è contro la stessa natura umana. Informarsi e formarsi, quindi, appare doveroso e oggi, in questa sede, cerchiamo di sensibilizzare i nostri concittadini a coltivare la memoria storica di certi eventi per meglio gestire il futuro delle nuove generazioni".


Anche il comandante della base aerea di Brindisi, colonnello pilota Andrea Aiello, si esprime rammentando che: "Il ricordo è importantissimo perché lega il passato con il presente, bisogna proporre costantemente il ricordo per le generazioni future e oggi il Prefetto di Brindisi ne propone una buona occasione".

Certezza dell’importante evento di oggi anche per il comandante provinciale dei carabinieri Andrea Paris: "quello che stiamo celebrando è un fatto terribile che non deve ripetersi mai più e l’episodio di alcuni giorni fa a Roma è stato di una bassezza morale indescrivibile. Riflettere oggi è importante per il futuro, ma le celebrazioni contro ogni forma razziale devono poter includere anche gli eccidi delle Foibe in cui trovarono la morte tantissimi italiani".

L’occasione per esprimere la propria solidarietà ai sei milioni di ebrei ma anche agli italiani coinvolti negli eccidi fascisti e nazisti, l’ha colta il presidente dell’ANPI Donato Peccerillo: "E’ ovviamente opportuno ricordare ciò che è accaduto negli anni della seconda guerra mondiale. In quel periodo storico il problema è stato l’Europa incapace di far impedire le barbarie. La paura che riaccada ci fa tenere sempre alta l’attenzione poiché le grandi tragedie nascono sempre da crisi economiche che colpiscono i ceti più deboli. Una delle tante colpe di una politica non in grado di mantenere vivo il controllo sociale e che va ovviamente ai danni di un’intera civiltà che regredisce".

La stessa autrice dell’eccellente manifesto Tina Giosmary - studentessa del liceo artistico "Simone" - riflette con noi sulla tecnica usata per realizzarlo: "Ho utilizzato delle linee che possano essere riflessive, la donna senza capelli è il simbolo della perdita di dignità, infatti, tutti appena entrati nei lager venivano spogliati di ogni cosa, il collage crea un legame con quello che è accaduto grazie anche all’utilizzo dei colori vivaci che creano un contrasto tra la negatività del passato e la positività del ricordo".

A margine, ma non per ultima, la partecipazione attiva di alcuni alunni dell’ ITT Giorgi e dei licei cittadini classico, artistico, musicale e linguistico che hanno proposte musiche e brani dedicati a questa edizione 2014 del "giorno della memoria" con varie forme d'arte - musica, pittura, recitazione - ricordando, così, i tragici eventi della Shoah. L'evento si è poi concluso con la significativa consegna, da parte del Prefetto Prete, delle medaglie d'onore a due brindisini Cosimo Guadalupi, classe 1916 e Antonio Iunco di Erchie, classe 1921, deceduto nel 1979 che da militari vissero l'esperienza dell'internamento nei campi di concentramento nazisti. (Chiara Schena - 27 gennaio 2014 ore 16.00)


Riproduzione non consentita ©
 



 
www.italianews.org - L'agenzia internazionale di comunicazione e giornalismo

Il mondo ricorda l’Olocausto e le vittime del Nazismo celebrando la Giornata della Memoria
I campi di sterminio e la loro orrenda funzione

ROMA (Italy) - 27 gennaio, giornata della memoria. L’uomo ha abbandonato il suo essere, la sua ragione, la sua coscienza. Un uomo senza morale è una bestia capace di far divenire gli innocenti “vermi svuotati d’anima.“ La persuasione che la vita ha un fine è radicata in ogni fibra umana è la proprietà della sostanza dell’essere umano; proprio questo è stato negato dalla Germania nazista, artefice dell’olocausto nei terribili anni della seconda guerra mondiale, a esserne vittime furono milioni di ebrei sterminati follemente dall’ideologia nazista per la purezza della razza ariana e con essi non dobbiamo scordare milioni di disabili e gay.

Questo giorno coincide con l’arrivo delle truppe sovietiche nei campi di concentramento di Auschwitz, l’istituzione di questa giornata è importantissima per la riparazione del ricordo che fino agli anni ’60 è stata attraversata da una profonda sottovalutazione. Nel mondo non esiste una gerarchia del dolore, gli uomini purtroppo ne hanno conosciuti troppi, alcuni massacri sono ancora esistenti sulla faccia della terra, chi stronca una vita uccide l’intera umanità.


Non dimenticare la shoah è alto valore della civiltà, richiamando la dichiarazione dei diritti umani, l’Onu ha sancito un programma di sensibilizzazione di tutti gli stati appartenenti, contenuto nella risoluzione 60/7 del 10 novembre 2005, volto a creare iniziative per non dimenticare le vittime dell’Olocausto a causa dei tanti motivi che portarono all’antisemitismo nella seconda guerra mondiale.

Dopo l’orrore accaduto non bisogna mai abbassare la guardia contro l’antisemitismo, spesso quest’odio gratuito tende a ritornare in altre tipo di vesti. "La memoria è determinante. È determinante perché io sono ricco di memorie e l’uomo che non ha memoria è un pover’uomo, perché essa dovrebbe arricchire la vita, dar diritto, far fare dei confronti, dar la possibilità di pensare ad errori o cose giuste fatte. Non si tratta di un esame di coscienza, ma di qualche cosa che va al di là, perché con la memoria si possono fare dei bilanci, delle considerazioni, delle scelte, perché credo che uno scrittore, un poeta, uno scienziato, un lettore, un agricoltore, un uomo, uno che non ha memoria è un pover’uomo. Non si tratta di ricordare la scadenza di una data, ma qualche cosa di più, che dà molto valore alla vita." Mario Rigoni Stern interpretava così l’importanza etica della necessità di rispettare la legge morale dell’uomo e del ricordo. Il giudizio morale, naturalmente, non cancella né ignora le responsabilità individuali e collettive, ma riesce sempre e comunque a valutarne sulla base semplicissima eppure difficilissima della coscienza umana: l’inappellabile tribunale dei giusti che giace nel fondo di ognuno di noi.

Numerose sono le iniziative che si svolgeranno nella giornata della Memoria: a Roma, il concerto che vedranno protagonisti dodici violinisti sopravvissuti al dolore dell’Olocausto, per papa Francesco sono “lacrime storiche”; a Milano, nella stazione centrale si commemorerà la partenza dal binario 21 di numerosi ebrei per l’inferno; a Napoli numerosi eventi in Piazza Plebiscito durante l’arco della giornata.

“Vorremmo ora invitare il lettore a riflettere, che cosa potrebbe significare in un Lager le nostre parole 'bene' e 'male', 'giusto' e 'ingiusto'; giudichi ognuno, in base al quadro che abbiamo delineato, quanto del nostro comune mondo morale potesse sussistere al di qua del filo spinato”. (Se questo è un uomo, Primo Levi) (Chiara e Francesco Schena - 26 gennaio 2013 ore 19.00)

During 1942, in addition to Auschwitz, five other camps were designated as extermination camps (Vernichtungslager) for the carrying out of the Reinhard plan. Two of these, Chelmno and Majdanek, were already functioning as, respectively, a labor camp and a POW camp: these now had extermination facilities added to them. Three new camps were built for the sole purpose of killing large numbers of Jews as quickly as possible, at Belzec, Sobibor and Treblinka. A seventh camp, at Maly Trostinets in Belarus, was also used for this purpose. Jasenovac was an extermination camp where mostly ethnic Serbs were killed.

Extermination camps are frequently confused with concentration camps such as Dachau and Belsen, which were mostly located in Germany and intended as places of incarceration and forced labor for a variety of enemies of the Nazi regime (such as Communists and homosexuals). They should also be distinguished from slave labor camps, which were set up in all German-occupied countries to exploit the labor of prisoners of various kinds, including prisoners of war. In all Nazi camps there were very high death rates as a result of starvation, disease and exhaustion, but only the extermination camps were designed specifically for mass killing.

There was a place called the ramp where the trains with the Jews were coming in. They were coming in day and night, and sometimes one per day and sometimes five per day . . . Constantly, people from the heart of Europe were disappearing, and they were arriving to the same place with the same ignorance of the fate of the previous transport. And the people in this mass . . . I knew that within a couple of hours . . . ninety percent would be gassed.


Riproduzione non consentita ©
 



 
www.italianews.org - L'agenzia internazionale di comunicazione e giornalismo

La Shoah e il pericolo del dimenticare
Sei milioni di ebrei, giovani, vecchi, neonati e adulti, furono uccisi dalla violenza nazista

ROMA (Italy) - Con il termine Shoah venne ufficialmente indicato lo sterminio degli ebrei operato dai nazisti. Questo vocabolo fu usato per la prima volta nel 1938 nella Palestina sottoposta al mandato britannico durante una riunione del Comitato Centrale del Partito Socialista, in riferimento al programma della cosiddetta “Notte dei Cristalli”.

Il nazismo fece dell’attacco agli ebrei uno dei propri elementi fondanti. Dal momento in cui giunse al potere, si scagliò contro i cittadini ebrei con ogni mezzo di propaganda e con una fitta campagna di leggi. Per convincere anche la pubblica opinione della necessità di questa lotta, furono utilizzate le accuse di inquinamento della razza ariana e di arricchimento mediante lo sfruttamento del lavoro e delle disgrazie economiche altrui. Gli ebrei, secondo i piani dei gerarchi nazisti, avrebbero dovuto scomparire dalla faccia della terra. Il progetto di Hitler, infatti, era quello di rendere tutto il mondo Judenfrei (libero dagli ebrei).

Dal momento dell’entrata in guerra, la Germania rese sempre più violenta la lotta contro i civili ebrei, iniziandone l’eliminazione fisica. Con il proseguire del conflitto, più si profilava certa una sconfitta per il Terzo Reich, più si faceva intensa la guerra dei nazisti agli ebrei, come se la loro distruzione totale potesse costituire una vittoria compensatrice.

La furia violenta del nazismo si scagliò però non solo contro gli ebrei, ma anche contro: i tedeschi dissidenti (dall’apertura del campo di Dachau, 1933); gli zingari (discriminati già nel 1935 e deportati dal 1939); i Testimoni di Geova (perseguitati nel 1933 e internati dal 1935); i prigionieri di guerra (dall’inizio del 1939); i partigiani (dal momento in cui venivano annessi nuovi territori al Reich); gli omosessuali (incarcerati e condannati dal 1934); i portatori di handicap (sterilizzati dal 1933; nel 1939 i primi a essere gassati in apposite “case di cura” o su camion destinati alla gassazione, in base al Programma Eutanasia); una parte del clero (dal 1937, quando papa Pio XI, nell’Enciclica Mit Brennender Sorge, prese aperta posizione contro la Germania hitleriana).

E il più chiaro esempio di questo "pazzo sterminio umanitario", lo si può trovare in una località distante 50 Km da Cracovia della quale - quasi per vergogna - troverete indicazione solo su un anonimo cartello stradale indicante il paesino di Oswiecim da cui dista 1 Km: il "Museo" campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau. Luogo di riflessione per eccellenza, merita già da solo un viaggio ad hoc. Varcando il cancello con la sua ironica scritta in tedesco "arbeit macht frei" - il lavoro rende liberi - si viene proiettati con assoluta concretezza in quello che era il campo negli anni della sua vergognosa e criminale funzione: lo sterminio. Solo nel toccare con mano certe atrocità, infatti, ci si rende conto che nessun filmato televisivo e cinematografico può rendere la vera idea di questi luoghi. Da non perdere il film che ogni ora ed in diverse lingue (non italiano) viene proiettato nella sala interna al museo e che illustra tutte le fasi di sviluppo delle attività di sterminio del campo.

Gerusalemme “Yad Vashem” - almeno una volta nella propria vita, varrebbe la pena visitare quello che rappresenta la massima sacralità mondiale in termini di Museo della Shoah. Un percorso che accompagna gli ospiti tra vari “gironi infernali” che i nazisti, e non solo, organizzarono “per debellare il popolo ebreo”. Un tour che attira visitatori da tutto il mondo tra cui non è raro cogliere lacrime di rabbia, tristezza e vergogna. Il museo è immerso in un bosco di sei milioni di alberi, uno per persona. E’ una struttura immensa, con bracci di cemento armato che si diramano dal complesso centrale e restano sospesi sulla vallata boscosa. Enorme la lastra pavimentale con i nomi dei campi di concentramento e di sterminio nella Sala della Memoria. Il museo è composto da una sala memoriale, un museo storico, una galleria d’arte, una Sala dei Nomi, un archivio, “la valle delle comunità perdute” ed un centro educativo.

Tra i tantissimi eventi che a livello planetario celebreranno il "Giorno della Memoria", Italia News ha scelto quello che si svolgerà presso la Prefettura di Brindisi, lunedì 27 gennaio alle ore 10,30. Una manifestazione nel corso della quale saranno consegnate due medaglie d'onore a cittadini della provincia, che da militari vissero l'esperienza dell'internamento nei campi di concentramento nazisti. In linea con il significato profondo della ricorrenza, protagonisti della manifestazione saranno gli studenti dei "Licei" Classico - Marzolla, Musicale - Durano, Artistico - Simone, Linguistico - Palumbo nonchè dell'ITIS Giorgi (clicca per la manifestazione in sede) le cui esibizioni faranno da cornice alla consegna delle medaglie e rappresenteranno il valore aggiunto della cerimonia.

Giova rammentare, che il manifesto celebrativo (clicca) per "la giornata della momoria 2014" è stato realizzato per l'occasione dagli studenti del Liceo Artistico "Egdardo Simone" di Brindisi e che la Prefettura del capoluogo ha fatto proprio ufficializzandolo quale "messaggio di comunicazione" per questo evento.
(Giorgio Esposito - 26 gennaio 2012 ore 10.00)




Riproduzione non consentita ©


Trise: che cos’è
e chi la pagherà

Storace riesuma
Allenza Nazionale


Riforma dei
medici di famiglia


Violenza sulle donne
Lotta senza pause

Cavour promuove
il made in Italy

Anniversario ONU: celebra la donna